Gli imprenditori dell’area Emea sembrano accogliere con favore intelligenza artificiale e machine learning, ma non mancano gli ostacoli, mentre tra gli elementi che stanno contribuendo a fare chiarezza per capire come indirizzare i progetti i progressi normativi accrescono la propensione agli investimenti, anche se i diversi “uffici” hanno opinioni differenti su AI e ML, nonché sulla loro implementazione. Lo dice la ricerca realizzata da Workday Preparing to Power Up: Emea Leads the Way to an AI-Driven Future – con il dato in primo piano secondo cui, in Italia, quasi un dirigente su due (48%) accoglie con favore le opportunità offerte da AI e ML per le proprie imprese.

Lo studio si basa in verità su due ricerche: la prima è un’indagine globale su 2.355 dirigenti d’azienda di alto livello (di cui 860 dell’area Emea) condotta a maggio e giugno 2023; il secondo sondaggio più ristretto riguarda 550 intervistati da Regno Unito, Francia e Germania, Austria, Belux, Danimarca, Finlandia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Sudafrica, Spagna, Svizzera e Svezia. Complessivamente, le due indagini riguardano 1.410 intervistati in tutta l’area Emea.

Entriamo un po’ di più nel dettaglio dei numeri, per leggervi come gli imprenditori abbiano chiara consapevolezza sui vantaggi che AI e ML porterebbero alle proprie aziende, ma persista una divergenza di opinioni in merito a queste tecnologie all’interno dei consigli di amministrazione con il problema degli archivi di dati e quello della burocrazia a rappresentare i maggiori ostacoli all’adozione.

L’accoglienza di favore in Italia, cui abbiamo accennato in apertura, va confrontata con le percentuali più ottimistiche riguardo AI e ML del 50% nelle Americhe del 62% austriaco e del 60% di UK, I paesi in cui si fa uso con maggiore entusiasmo di AI e ML, mentre Norvegia (40%), Danimarca (44%) e Germania (45%) sono i meno entusiasti e l’area Asia-Pacifico è di fatto allineata con l’Italia. Inoltre, il 44% delle aziende dell’area Emea ha apportato modifiche per garantire che le loro attività siano sufficientemente agili da consentire la riallocazione delle risorse in modo rapido e su scala.

Percezione dell'AI in area Emea
Percezione dell’AI in area Emea (fonte: Preparing to Power Up: Emea Leads the Way to an AI-Driven Future, Workday, 2023)

Con l’introduzione del Gdpr, l’UE si è indirizzata alla promozione di un quadro giuridico per l’Intelligenza Artificiale ben strutturato con l’EU AI Act, per rafforzare la governance sulla qualità dei dati, la trasparenza e l’attività di supervisione incoraggiando anche una maggiore fiducia nella tecnologia. Questo contribuisce ad incrementare la propensione agli investimenti, con le aziende del Nord Europa in testa agli investimenti in queste tecnologie, e quelle dell’Europa meridionale che procedono invece con un approccio più conservativo.
Complessivamente, il 53% dei Ceo in area Emea è entusiasta di utilizzare queste tecnologie nelle proprie aziende. Tuttavia è anche preoccupato per i potenziali errori in cui AI e ML potrebbero incorrere. 

AI ed intenzioni di investimento delle aziende
AI ed intenzioni di investimento delle aziende (fonte: Preparing to Power Up: Emea Leads the Way to an AI-Driven Future, Workday, 2023)

Finance ed HR gli ambiti aziendali sotto la lente. Il primo perché in testa ai progetti di implementazione: il 19% dei chief financial officer Emea dichiara che il proprio team sta implementando l’AI in fase avanzata. E si utilizzano AI/ML per migliorare le previsioni, le decisioni di bilancio e la pianificazione degli scenari, oltre che per supportare la pianificazione strategica tra i diversi rami di attività. In ritardo invece le risorse umane. Solo il 44% dei leader HR dell’area Emea sono entusiasti del potenziale, ma il 49% non ha ancora iniziato ad adottare queste tecnologie all’interno dei propri team. Sono i decision-maker IT, come ci si può aspettare, i più propensi ad affermare che AI e ML renderanno più facile per l’IT supportare altri team aziendali o consentire loro di fornire un maggiore valore strategico. Segno di un cambiamento culturale positivo nei riguardi di queste tecnologie.

HR ed adozione dell'AI nelle aree geografiche
HR e fasi di adozione dell’AI nelle differenti aree geografiche (fonte: Preparing to Power Up: Emea Leads the Way to an AI-Driven Future, Workday, 2023)

Cambiamento culturale che deve però fare i conti ancora con difficoltà ed ostacoli oggettivi.
Il primo problema è legato alla gestione dei dati. Il 60% delle aziende area Emea soffre per i dati isolati, che rendono arduo l’accesso a informazioni che possano essere utilizzate in tempo reale. E poco più di un’azienda su cinque, appena, ha compiuto progressi consistenti nell’eliminazione di alcuni passaggi burocratici che rallentano il processo decisionale.
In ultimo, ma non meno importante, AI e machine learning richiedono un cambiamento culturale significativo, ma perché ciò avvenga è necessario che il management di alto livello sia d’accordo.

Tuttavia oltre il 40% dei dirigenti in Italia ritiene che chi guida l’azienda non sia ancora consapevole del ruolo fondamentale che svolgeranno queste tecnologie.

Ora si tratta di “allineare le aspettative con la realtà e dare priorità alle iniziative atte a risolvere i problemi aziendali – suggerisce Jens Löhmar, Cto continentale e Paesi Dach di Workday -. Serve assicurarsi che la propria azienda sia pronta ad implementare queste tecnologie in modo efficace, identificando e colmando le lacune in materia di competenze”. Bisogna allineare le opportunità di AI e ML alla strategia ed alle esigenze aziendali; generare una roadmap chiara con obiettivi e parametri definiti; valutare la loro efficacia e adattarsi all’evoluzione delle esigenze aziendali e del panorama in continua evoluzione entro cui l’azienda opera.

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