L’ambizione di Esprinet è quella di essere un punto di riferimento peri il mercato della distribuzione Ict in Europa, ampliando i propri asset per diversificare offerta di prodotti e servizi, veicolati attraverso la rete di rivenditori. Una crescita avvenuta anche per acquisizioni di diverse aziende a livello europeo che hanno portato il gruppo negli ultimi 20 anni a incrementare il business. Oggi Esprinet si configura come primo distributore Ict in Italia, Spagna e Portogallo registrando un fatturato di 4,7 miliardi di euro nell’ultimo bilancio 2022 (55% il peso della country italiana), con un market share del 40%, 1.800 dipendenti, 30.000 rivenditori, 680 brand.

Sul fronte tecnologico, Esprinet sembra avere una copertura pressoché totale del mercato, dove le possibilità di crescita si sono ridotte. L’azienda volge pertanto l’attenzione verso un settore ancora inesplorato ma affine al proprio, il green digital, dando vita a Zeliatech. Ce ne parla Sergio Grassi, country manager di Zeliatech in Italia, che nell’incontro approfondisce le strategie che ruotano attorno a questa nuova operazione e lo scenario nel quale si innesta.

Sergio Grassi, country manager di Zeliatech in Italia
Sergio Grassi, country manager di Zeliatech in Italia

“Le possibilità erano due – esordisce Grassi -; aprirsi all’estero o entrare in nuovi mercati vicini al nostro. Abbiamo scelto la seconda opzione e individuato il green tech come il settore più promettente. Perché non c’è green senza digitale, in una doppia transizione che coinvolge sempre più le imprese, sensibili al tema e consapevoli che un’azienda sostenibile possa cogliere maggiori opportunità di business”.

Parte da qui la strategia di Esprinet indirizzata a creare una newco dedicata alla green distribution, un grande player europeo che faccia da hub di prodotti e soluzioni pensati per la sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico”, racconta il manager.

Si tratta di un mercato dalle grandi potenzialità, confermate dai dati di mercato, come quelli di Capgemini secondo cui il 77% delle aziende mondiali sta gestendo questa transizione verso un mondo più digitale e sostenibile, e il green tech raddoppierà in cinque anni il suo valore sul Pil dei paesi europei, passando dal 15,5% al 29,4%. In questo contesto, in Italia, l’automatizzazione dei processi rappresenta la priorità di investimento per il 75% delle imprese, seguita dal reskilling della forza lavoro, area strategica per il 60% delle realtà italiane.

Zeliatech, prospettive su 5 pillar 

Zeliatech si identifica come una società dedicata alla distribuzione green, gestita attraverso 5 pillar dedicati rispettivamente a: fotovoltaico, e-mobility, smart building, data center, servizi green e di rigenerazione. “All’interno del nostro modello ci sono due anime – spiega Grassi –, da un lato il fotovoltaico (una BU di Esprinet “spinoffata” proprio per creare Zeliatech) che si occupa di generazione di energia green e le altre quattro componenti che si occupano di efficientamento energetico.

Zeliatech - Newco operativa su 5 pillar
Zeliatech – I 5 pillar dedicati alla green distribution

“Si tratta di mondi che in passato erano stand-alone – come Ict, elettrico, idraulico – ma che oggi si stanno avvicinando e andranno a convergere nei prossimi 3-5 anni accelerando l’integrazione delle soluzioni. Mercati con margini interessanti che aprono grandi opportunità di business, anche a fronte del fatto che mancano competenze, soprattutto tecnici, installatori idraulici o elettricisottolinea Grassi segnalando alcuni trend in atto.

Nel fotovoltaico, l’Italia è il quarto paese europeo per crescita stimata al 2026, pari al 17%. Un mondo che corre e che vede l’Italia progredire anche nell’agrivoltaico dove quest’anno sono stati stanziati 2 miliardi di nuovi incentivi. Sul fronte e-mobility, l’Europa ha sottoscritto un nuovo piano relativo agli obiettivi di sostenibilità, che include la presenza di almeno un EV charger da 400 kw ogni 60 km sulle principali arterie autostradali europee entro il 2026. E in Italia, il Pnrr ha destinato 713 milioni di euro per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica. Il mercato smart home cresce costantemente in Italia (+18% nel 2022) così come lo smart building che se immaginato in una prospettiva di 5-10 anni vedrà il contesto totalmente trasformato. I data center, sempre più energivori, rappresentano un’infrastruttura critica per la crescita dell’economia di un Paese – c’è infatti una correlazione stretta tra pil nazionale e numero di data center -, un contesto nel quale l’Italia è ancora indietro ma sta progressivamente colmando il gap infrastrutturale rispetto ad altre aree europee e ha l’occasione di attirare investimenti che vanno verso il green data center riducendo i costi dell’energia. Grandi sviluppi si prevedono anche nel settore dell’energia solare, in particolare per l’Italia in virtù delle sue caratteristiche climatiche. 

Strategie e obiettivi di business

Zeliatech, controllata al 100% da Esprinet, è attiva dal 1° febbraio 2024. Nella sua sede di Vimercate lavorano circa 30 persone provenienti dal gruppo; l’obiettivo è di arrivare a contarne 120 in tre anni.

L’azienda adotta lo stesso modello strategico di Esprinet replicato sui nuovi mercati. “Abbiamo trasferito competenze e soluzioni a Zeliatech, costituita per colmare una lacuna europea ribadisce Grassi . Siamo stati formatori nella filiera Ict e oggi vogliamo esserlo anche negli altri ambiti attraverso una realtà che si compone di asset strategici di ambiti diversi. In alcuni eravamo già presenti (nelle soluzioni per i data center o nell’e-mobility con le biciclette elettriche, ad esempio), in altri partiamo da zero. Il nostro obiettivo è essere non solo distributore box-mover ma offrire supporto nella scelta della tecnologia e nel post sales, in un futuro dove i servizi correlati e a valore aggiunto saranno sempre più strategici“.

Sergio Grassi, country manager di Zeliatech in Italia
Sergio Grassi, country manager di Zeliatech in Italia

Per il suo posizionamento di mercato, Zeliatech può contare sulla presenza nel Sud Europa e sui tre asset che Esprinet porta in dote: le competenze – “il training è nel nostro dna” dichiara Grassi e i 19 Esprivillage sono a supporto; la capacità logistica con 174mila mq di magazzini per gestire le merci attraverso la rete di c&c; e la capacità finanziaria, trasferita ai clienti grazie ad una piattaforma di renting (Esprifinance) lungo tutta la filiera in un’ottica che va sempre più verso il renting as a service

“L’obiettivo è costruire un portfolio completo di prodotti, soluzioni e competenze specifiche per la sostenibilità ambientale e per l’efficientamento energetico ponendosi al centro di un ecosistema di partner, fornitori e clienti” sintetizza Grassi. Una strategia già avviata su vari fronti. Sono circa 40 i vendor già ingaggiati e distribuiti sui vari pillar e l’obiettivo è di ampliarne il numero.

Nel fotovoltaico è stato siglato un accordo decennale con Huawei per l’offerta di inverter e batterie, importante perché allarga il campo di azione a livello europeo consentendo di rivolgersi ai distributori presenti nei vari paesi dove il gruppo cinese opera. Nel comparto dell’elettrificazione, Zeliatech ha vinto una gara che sarà annunciata a breve. Work in progress che vedono al momento la gestione del business direttamente dall’Italia, ma che in un’ottica a medio termine, in caso di crescita, potrebbe portare all’apertura di sussidiarie locali in Spagna e Portogallo.

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