Trasformazione digitale significa anche ridurre il time-to-market e aumentare la velocità di risposta delle aziende alle condizioni del mercato. L’emergenza sanitaria Covid-19 sembra aver dato valore a questo assunto, favorendo quelle aziende che già avevano puntato sulla digitalizzazione per la continuità e l’innovazione del proprio business, penalizzando invece quelle che, da un giorno all’altro, si sono ritrovate in difficoltà, e non hanno saputo reagire. In alcuni settori, come la grande distribuzione, l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro ha messo a dura prova i modelli di business attuali. Impossibile preventivare in anticipo una crisi di questa portata, ma saper reagire con rapidità, ad esempio potenziando il proprio portale di e-commerce in tempi brevi, ha costituito la chiave del successo rispetto ad aziende concorrenti.

La modernizzazione applicativa

Ripensare i modelli di business in chiave digitale significa porre il software al centro della propria strategia di trasformazione. Le iniziative di modernizzazione applicativa, insieme con la revisione di infrastrutture e architetture IT, sono già una priorità per le principali aziende italiane, come dimostrano i risultati dell’edizione 2019 della Cio Survey, condotta da NetConsulting cube.

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Iniziative di modernizzazione architetturale (Fonte: NetConsulting cube, 2019)

La necessità sottostante alle attività di modernizzazione non include solo l’onnipresente ottimizzazione dei costi, ma anche l’esponenziale crescita di dati e carichi di lavoro da gestire. Da un punto di vista infrastrutturale e architetturale, questo vede la crescente adozione di ambienti cloud, public o hybrid (49,3%), insieme con l’implementazione di infrastrutture a container e microservizi, sia per accelerare l’evoluzione delle applicazioni esistenti, sia per ottenere maggiore rapidità nell’avvio di progetti di sviluppo e test di nuove applicazioni.

Alla componente architetturale deve tuttavia abbinarsi anche una revisione dei modelli di sviluppo applicativo a cui corrisponde l’utilizzo di metodologie Agile e DevOps (40,3%),, così come la ridefinizione dei modelli di governance per la gestione dei team di sviluppo (25,4%). Fare della modernizzazione applicativa uno dei pilastri della trasformazione digitale, mettendo l’esperienza utente al centro, significa infatti puntare sulla rapidità dei cicli di sviluppo e di rilascio del software, al contempo ottenendo feedback continuativi, senza trascurare l’importanza della sicurezza integrata del codice.

Agile e DevOps al centro, i casi d’uso

L’importanza della riduzione del time-to-market è alla base delle metodologie Agile e DevOps, snellendo e velocizzando i processi di sviluppo del software e promuovendo la collaborazione tra developer e operations. Mai come prima d’ora, infatti, si è evidenziata l’importanza di optare per una mentalità da software house anche per le aziende con un business non strettamente tecnologico, ma che sempre più sono in grado di operare grazie alla tecnologia.

Home Depot, retailer statunitense di prodotti per la casa, sviluppa internamente il 91% del proprio software, con la presenza di 3.500 software engineer. Nel 2015, Home Depot ha varato un progetto quadriennale, con investimenti superiori a 11 miliardi di dollari, introducendo un nuovo approccio improntato al Prodotto e alle Esperienze, piuttosto che alla realizzazione di “progetti”. Da una struttura di sviluppo top down altamente burocratizzata, si è passati ad un struttura più flessibile, composta da team di 6-8 developer, a cui è seguita l’implementazione di strumenti di sviluppo e collaborazione espressamente richiesti dagli sviluppatori, tra cui la Pivotal Platform di VMware. Il nuovo assetto ha visto più di 500 modifiche in produzione, per un totale di 4.000 applicazioni e servizi in produzione, così come un notevole incremento nella qualità del software. Adottando i principi di iterazione continua e feedback rapidi per una progettazione incentrata sull’utente finale, i team dedicati allo sviluppo mobile di Home Depot hanno progettato app di successo come il Product Locator, disponibile per i più di 2.000 store della catena, integrando servizi come voice search, chat, AI e realtà aumentata.

Disporre dei giusti strumenti di sviluppo, e far risiedere le applicazioni negli ambienti più consoni, è fondamentale per sfruttare al meglio i benefici della metodologia DevOps. Un altro esempio: Dick’s Sporting Goods, retailer statunitense di articoli sportivi, ha implementato dal 2018 una vasta gamma di modifiche volte al miglioramento della customer experience e alla produttività dei punti vendita e del sito e-commerce, basandosi sulla piattaforma Pivotal Cloud Foundry. I risultati ottenuti comprendono:

  • Riduzione del tempo necessario per integrare nuovi team ed engineer di prodotto da mesi a minuti
  • Scalabilità infrastrutturale per prepararsi ai picchi di traffico dei periodi natalizi e del Giorno del Ringraziamento in pochi secondi, anziché in settimane
  • Eliminazione dei tempi di inattività e latenza non necessaria: Dick’s è stato in grado di rimanere agile durante il periodo cruciale dello shopping durante l’holiday season perché in grado di identificare e risolvere immediatamente i problemi, processando più di 1.000 ordini al minuto nei momenti di picco, senza incorrere in momenti di downtime delle applicazioni
  • Automazione del processo di patching della sicurezza, invece di richiedere settimane di pianificazione
  • Incremento del rapporto developer-operator a 20:1, impiegando quindi molte più risorse per la creazione di nuove funzionalità, piuttosto che nel mantenerle attive

Le nuove metodologie di sviluppo applicativo sono diffuse trasversalmente in tutti i settori: anche General Motors in ambito automotive utilizza un approccio ad iterazione continua denominato Last Mile, mentre nei servizi finanziari JP Morgan Chase, su un’infrastruttura ibrida e multicloud resiliente e scalabile, effettua 55.000 CI/CD build al giorno, ed ha ottenuto una riduzione del time to market delle applicazioni del 20%, incrementando il numero di rilasci sulle piattaforme Cloud da 6.000 al mese a 6.000 al giorno.

Oltre le difficoltà e i colli di bottiglia

Come evidenziato, modernizzare le applicazioni secondo i principi Agile e DevOps significa utilizzare nuove soluzioni  tecnologiche, nuove metodologie, nuove competenze, nuovi modelli di governance. Il debito tecnico nei confronti di sistemi e applicazioni legacy è spesso ingente, e difficilmente “smantellabile” in poco tempo, così come possono essere presenti modelli di sviluppo a silos con processi sequenziali, o ambienti di produzione non compatibili.

Fondamentale anche il coinvolgimento del top management che, per primo, deve essere coinvolto e appoggiare una mentalità da “software house”, dando la giusta importanza alle funzioni IT e ai team si sviluppo. Tuttavia, le metodologie Agile e DevOps trovano sempre maggiore diffusione proprio per promuovere maggiore efficienza ottimizzando i processi e rimuovendo i silos, all’interno di un processo di standardizzazione di soluzioni e piattaforme che include l’utilizzo di strumenti di automazione e, soprattutto, un nuovo assetto organizzativo improntato alla collaborazione.

L’approccio deve quindi essere graduale, ma è necessario, per mantenere alto il livello di soddisfazione del cliente finale, sia esso “interno” o esterno, e fare della velocità un punto chiave sul mercato.

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