Si torna a parlare di digitale a Davos. Un digitale che tra i temi nobili di interesse generale (società, diseguaglianze, economia, politica, sanità, vaccini, sostenibilità, multilateralismo e pandemia) si è trovato sotto le luci della ribalta in questa strana edizione 2021 (battezzata “The Great Reset” in streaming dal 25 al 29 gennaio), complice il salto in digitalizzazione che Paesi, aziende e cittadini hanno dovuto affrontare per la crisi pandemica.

Un parlarne corroborato da dati, come quelli di uno studio europeo condotto da Accenture, presentato durante l’evento, secondo il quale le aziende che sapranno accelerare la transizione al digitale e alla sostenibilità potranno uscire più forti dalla crisi del Covid-19. 

Le due parole clou: digitale e sostenibilità. Twin transformation.

E se è vero che il tema non è nuovo (tanti gli spunti in questa direzione da parte di aziende, analisti, Ceo, Cio), trovo che valga la pena parlarne ogni volta che questo connubio venga evidenziato. Twin transformation
Non è mai ridondante, perché tante le aziende ancora in bilico, in procinto di decidere come impostare la propria ripartenza. Più della metà. “C’è un motivo per cui il Dna ha la forma di una doppia elica – precisa Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato di Accenture Italia, commentando lo studio –. La struttura a spirale della molecola che è alla base della vita è di importanza critica per la replica, l’adattamento e la crescita. È una metafora potente anche per le imprese che sono nel mezzo di due transizioni parallele: la digital transformation e la sostenibilità. Le aziende che continuano a percorrere strade già battute saranno spettatrici impotenti dei concorrenti che diventeranno sempre più competitivi sfruttando il dinamismo alla base del loro Dna. In alternativa, possono seguirne l’esempio e liberare il valore che si trova nella fusione tra le tecnologie più innovative e i tradizionali punti di forza dell’Europa quali sostenibilità e solidarietà”.

Per punti. Guardiamo alla ricerca di Accenture The European Double Up: A twin Strategy that will Strengthen Competitiveness (condotta su 4.051 dirigenti di aziende operanti in 13 Paesi e 19 settori nel mese di novembre) e ad alcuni annunci recenti per accelerare sull’innovazione da parte di vendor del nostro settore  (Microsoft e Cisco). Consapevoli che questi spunti, seppur importanti, sono solo “un di cui” del problema complessivo evidenziato dal World Economic Forum: la definizione di strategie per immaginareuna ripresa economica che sia più resiliente, più inclusiva e più sostenibile”  (Klaus Schwab, fondatore del Wef) in un quadro allarmante con la produzione mondiale in perdita di 22mila miliardi e quasi 90 milioni di persone a rischio di povertà estrema (Fondo monetario internazionale).

Partiamo da Accenture

La foto scattata dalla ricerca mostra innanzitutto una preoccupazione ma anche la voglia di ripartire. I Ceo delle aziende europee prevedono che per ritornare ai livelli di redditività precedenti alla pandemia servano 18 mesi e solo 32% delle aziende prevede di realizzare un incremento dei profitti nei prossimi 12 mesi. Queste ultime realtà, definite da Accenturele aziende leader di domani”, saranno in grado di recuperare più rapidamente ed uscire rafforzate da questa crisi grazie all’adozione del digitale e all’implementazione di azioni di sostenibilità, con una probabilità 2,5 volte maggiore, rispetto alla metà del campione (49%) che ha registrato ricavi e profitti in calo negli ultimi 12 mesi (e non prevede miglioramenti nel prossimo anno) e anche rispetto al quinto del campione (il 19%) che sostiene di avere registrato ottimi risultati finanziari ma prevede per i prossimi 12 mesi una crescita negativa in termini di ricavi e profitti.

Il dato positivo che emerge dallo studio è che circa la metà (il 45%) delle aziende europee sta dando priorità agli investimenti sia nella trasformazione digitale, sia nella sostenibilità.
In particolare: il 40% delle aziende prevede di effettuare ingenti investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale, il 37% nel cloud mentre il 31% sta ri-orientando i propri investimenti per concentrarsi su business indirizzati alla sostenibilità.

E se complessivamente il 45% delle aziende è fiduciosa di realizzare i propri obiettivi di crescita nel 2021, la confidenza cambia Paese per Paese. Ottimiste le aziende di Regno Unito, Francia e Germania (59%, 52% e 51%), pessimiste quelle di Italia e Spagna (34% e 31%). “Anche le aziende che riconoscono le opportunità che derivano dall’accelerare la propria transizione al digitale e alla sostenibilità incontrano degli ostacoli nei diversi stadi del percorso verso la twin transformation – continua Benasso -. Fra le maggiori sfide, troviamo sicuramente la definizione di un modello di business efficace per realizzare prodotti sostenibili, la liberazione di risorse e la capacità di passare rapidamente da progetti pilota ad iniziative su grande scala che coinvolgono l’intera società”.

Raggiungere la twin transformation è tutt’altro che facile. Tre gli step suggeriti dallo studio che vanno dal favorire modelli di business ecosistemici (generebbe più del 10% dei ricavi), all’unire le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili (oltre il 10% del fatturato annuo dovrebbe essere rinvestito in ricerca & sviluppo), fino alle azioni per coltivare i talenti (riqualificazione e aggiornamento continuo delle competenze).

L’impegno di Microsoft e Cisco

Sul tema delle competenze in innovazione va sottolineato l’impegno, ribadito in settimana, per realizzare il Microsoft AI Hub, un progetto con l’obiettivo di aiutare le aziende italiane a cogliere i vantaggi dell’intelligenza artificiale, per accelerare lo sviluppo e la competitività in sei settori chiave: made in Italy (retail, moda e design), manifatturiero, servizi finanziari, sanità, energia e infrastrutture.

Si è spesa oggi sulla formazione anche Cisco, guardando non alle aziende ma alle scuole, firmando un protocollo di intenti sui temi dell’innovazione con il ministero dell’istruzione. 

Diversi gli impegni presi, tra questi lo svolgimento di iniziative formative dedicate all’imprenditorialità digitale (per il superamento del divario di genere nell’accesso alle professioni digitali, per l’inclusione degli studenti attraverso l’uso di tecnologie abilitanti) e la realizzazione di attività per la diffusione delle tecnologie digitali più innovative tra docenti e studenti, con seminari e corsi online su tematiche rilevanti e emergenti in ambito Ict.

Perché la formazione, la scuola, la cultura rimangono il primo ambito in cui investire, le competenze digitali partono da lì. Fondamentale per ridurre i gap. Che a livello globale continuano a rimanere: sí il Fondo monetario internazionale a Davos ha migliorato la stima di crescita del Pil per il 2021 (+5,5%), ma ha anche rimarcato che la crescita non avverrà in modo regolare, uniforme. Con un monito da parte di Gita Gopinath, capo economista del Fmi. “La pandemia non finirà davvero per nessuno finché non finirà per tutti”.

Ps: su quest’ultimo spunto, segnalo il sito italiano che mostra l’aggiornamento giornaliero della somministrazione dei vaccini, per regione, età, categorie: https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/

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