Tre buone notizie ribadite tutte insieme: l’Ict è centrale per le imprese, è contemplata dai finanziamenti europei, è strumento importante per il rilancio del Paese. Non è solo l’auspicio del gotha italiano dell’Ict riunito per presentare i dati del Rapporto Digitale per Crescere di Anitec-Assinform. Ma è l’evidenza emersa dall’analisi del mercato condotta dagli analisti di NetConsulting cube alla base del rapporto stesso e delle previsioni del mercato Ict per i prossimi anni, al 2022.

Tre buone notizie confermate nell’evento in streaming tenutosi stamattina, in questa corsa di fine anno che, in piena emergenza sanitaria, vede sì la domanda di digitale rallentare, si stima in calo del 2%, ma anche la vede pronta a ripartire nei prossimi anni: +3,4% nel 2021 e +3,3% nel 2022. Servono però determinazione, approccio sistemico, passare dalle parole ai fatti.

Partiamo dalle parole. Lo sostiene Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, perché se è vero che la crisi Covid verrà ricordata (oltre al dramma sanitario) per aver impresso una forte accelerazione al processo di digitalizzazione del nostro Paese, ora serve sostenerne il digitale in modo serio e urgente. “I trend della domanda dicono che è possibile – argomenta – ma oggi serve la determinazione per far sì che le azioni intraprese diventino realtà. Il digitale ha sostenuto l’attività di famiglie, imprese, istituzioni durante i lockdown affermandosi come leva potente e sostenibile per spingere la ripresa. In questo scenario, è necessario che le risorse del Recovery Fund, nel quadro del programma Next generation EU, vengano destinate prioritariamente a progetti di trasformazione digitale e di innovazione negli ambiti strategici: dalle infrastrutture di rete e all’evoluzione dell’amministrazione pubblica, dal sostegno alla digitalizzazione delle imprese, al rafforzamento del settore Ict in Italia e della sua capacità di ricerca e sviluppo, sino alla creazione massiva delle competenze digitali evolute di cui siamo carenti. Il mercato digitale sa reagire, è resiliente, è un pilastro per costruire il futuro”. E incalza Cesare Avenia, presidente di Confidustria Digitale: “Si è dibattuto tanto sul quello che il digitale può e potrà fare nel post Covid, non possiamo che avere grandi aspettative”.

Conferenza stampa Digitale per Crescere - Principali strategie di risposta alla crisi causata da emergenza Covid-19 per classi di addetti (valori %)
Principali strategie di risposta alla crisi causata da emergenza Covid-19 per classi di addetti (valori %)

Guardiamo ai fatti, ai dati, a cosa è successo nel primo semestre del 2020, in piena emergenza: il mercato digitale in Italia ha limitato il calo al -2,9% (rispetto al primo semestre del 2019) in uno scenario generalizzato di pesanti flessioni dei ricavi in tutti i comparti dell’economia. Ma -2,9% indica un digitale che si è comportato meglio dell’economia.

Cosa è successo? Dove ha fatto bene? Sono stati trainanti le tecnologie più innovative – che hanno garantito continuità operativa e resilienza durante i mesi difficili – tecnologie che Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, raggruppa sotto il cappello di Digital Enabler, e che comprendono cloud, intelligenza artificiale, mobile computing, big data, IoT, blockchain. “Anche in un semestre drammatico, la loro domanda ha continuato a crescere, innescando dinamiche che lasciano intravedere una sostanziale tenuta del mercato per fine 2020”  precisa Gay.

“Siamo in una fase di grande incertezza che sta condizionando fortemente il mercato nelle dinamiche del 2020 ma anche in quelle del biennio futuro  – continua Capitanima non solo in senso negativo, perché nel secondo trimestre dell’anno abbiamo visto come imprese, pubblica amministrazione, individui e famiglie abbiano reagito lungo tre assi: (1) la remotizzazione del lavoro con la conseguente riallocazione delle aziende presso le abitazioni dei dipendenti arrivando a interessare 6 milioni di persone contro le 600.000 di fine 2019. (2) Il rinvio da parte delle imprese di progetti digitali già pianificati in attesa di tempi migliori.(3) L’accelerazione della transizione al digitale per grandi e medie aziende come reazione al lockdown, fatto che ha evidenziato nuovi gap settoriali e territoriali. In tutti questi casi il digitale si è dimostrato strumento di resilienza per famiglie, imprese e PA”. I quattro cluster di prodotti trainanti riguardano il mondo della produttività (pc, laptop, tablet), dell’intrattemento (console, set top box ed e-reader), delle tecnologie infrastrutturali (cloud e AI) e della cybersecurity (per l’impennata di attacchi malevoli).

Se a dicembre l’anno chiuderà con un complessivo -2% rispetto al 2019 – per un valore pari a 70,5 miliardi di euro – le flessioni attese avranno impatti diversi: terranno i servizi Ict (-0,1%) grazie alla crescita a due cifre dei servizi Cloud (+16%); saranno moderate le flessioni per Dispositivi & Sistemi (-1,9% sul 2019) e Software & Soluzioni Ict (-1,6%) grazie alla crescita della domanda di soluzioni di sicurezza legate all’allargamento del perimetro per la diffusione dello smart working e di nuove piattaforme di servizio online (e-commerce un esempio su tutti); sarà accentuato (come ormai da tempo) il calo nei Servizi di Rete (-5,9%,). In controtendenza invece i contenuti e Pubblicità Digitale (+2,7%).

Un’ipotesi più peggiorativa potrebbe portare il -2% stimato a un -3,2%, nel caso in cui a dicembre dovessero esserci ancora troppe incertezze e i tradizionali acquisti legati alla tecnologia dovessero rallentare” precisa Capitani.

Conferenza stampa Digitale per Crescere - Il Mercato Digitale in Italia nel 2020 nei principali segmenti
Il Mercato Digitale in Italia nel 2020 nei principali segmenti

Oltre quest’anno

Gli elementi alla base delle previsioni 2021-2022 tengono conto delle mosse attese dal governo, che nei prossimi mesi dovrebbe elaborare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che dovrebbe destinare circa 40 miliardi di euro (dei 209 miliardi resi disponibili dall’ Unione Europea tra prestiti e contributi a fondo perduto) agli investimenti per la modernizzazione digitale del Paese. “Le variabili da tenere in considerazioe – precisa Capitani – sono essenzialmente quattro: (1) la capacità di indirizzare nel modo corretto i soldi del Recovery Fund su progetti strategici, (2) l’impegno di aziende e PA nel riallocare i budget per la trasformazione dei modelli organizzativi (con un riferimento spinto allo smart working che rappresenta la leva per cambiare assetto organizzativo e il modo di essere delle aziende). (3) La diffusione massiccia di strumenti digitali verso le famiglie, per un utilizzo intensivo e non banale del digitale. (4) Il miglioramento del patrimonio infrastrutturale del Paese colmando i gap terriroriali. Su queste quattro scommesse si gioca il futuro del mercato”.

Con prudenza, ecco le stime di NetConsulting cube per i prossimi anni: + 3,4% nel 2021 per un valore di 73 miliardi di euro, + 3,3% nel 2022 con un mercato da 75 miliardi di euro, crescite trainate dalla ripresa dei progetti di modernizzazione infrastrutturale e dalla ripartenza di nuovi progetti applicativi nelle aziende, oltre che dalla ripresa degli acquisti consumer.

La crescita sarà più marcata nel mercato business (+5,3% nel 2021 a circa 43,2 miliardi di euro, e +4,6% nel 2022, a più di 45,1 miliardi) e più contenuta nel mercato consumer (+ 0,9% nel 2021, a circa 29,7 miliardi, e +1,5% nel 2022 (a circa 30,2 miliardi) con alcuni vertical business pronti a investire per riposizionarsi sul mercato. A partire dagli investimenti in digitale da parte di Industria (+7,7% nel 2021 e +5,8% nel 2022), Banche (+4,6% nel 2021 e +3,5% nel 2022), Telecomunicazioni e Media (+4%, nel 2021 e +3,5% nel 2022), Distribuzione e Servizi (+5,4% nel 2021 e + 4,4% nel 2022), seguono Assicurazioni e Finanza, Utility, Traporti e Sanità.

Non ultima, ma sulla strada della digitalizzazione marcata (il 28 febbraio il primo passaggio importante), si profila la crescita della domanda da parte della Pubblica Amministrazione, Centrale (+4,3% nel 2021 e +4,1% nel 2022) e Locale (+3,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022). “Questa crescita del 4% della PA è la vera sorpresa spinta anche per gli investimenti in sanità” commenta Capitani.

Per chi ama i numeri, belli da leggerli con il segno +, ecco le stime di NetConsulting cube per i singoli comparti: Dispositivi e Sistemi + 5,5% nel 2021 e + 5,2% nel 2022; Software e le Soluzioni Ict +7,6% nel 2021 e +6,4% nel 2022;  Servizi Ict, +7,8% nel 2021 e +7,2% nel 2022; Contenuti e Pubblicità Digitale, +6,5% nel 2021 e +5,4% nel 2022).

Conferenza stampa Digitale per Crescere - Il digitale dovrà essere la leva per recuperare produttività e crescita nel biennio 2021 - 2022
Il digitale dovrà essere la leva per recuperare produttività e crescita nel biennio 2021 – 2022

Priorità per domanda e offerta

Riferendosi ai fondi in arrivo e alle politiche al vaglio, Gay puntualizza che “abbiamo di fronte un’occasione unica. Mai come oggi è urgente dotarsi di una politica digitale all’altezza delle sfide e attuarla con un approccio di sistema, con iniziative, obiettivi e risultati condivisi e perseguiti in modo coordinato da tutti i soggetti rilevanti. Pubblici e privati”.

Ne esce una lista di priorità, da sottoporre ai ministeri, Mise in testa, che raccolgono le lacune emerse nei mesi di pandemia e indirizzano possibili soluzioni.

Sul fronte della domanda serve dare alle imprese capacità finanziaria (attraverso politiche di incentivazione per avviare o estendere progetti di trasformazione digitale), alla PA snellezza burocratica (gare meno complesse e di minor durata), alla scuola strategie chiare (didattica, infrastruttura, competenze), alla sanità spinta alla digitalizzazione (telemedicina, banche dati, prevenzione, diffusione del fascicolo sanitario elettronico), al Paese nel suo complesso infrastrutture a banda ultralarga (nuovo impulso realizzativo).

Sul fronte dell’offerta, cioè alle aziende del settore Ict, serve dare stabilità agli incentivi in ricerca e sviluppo sul digitale (maggiore interazione con industria e poli scientifici), supporto alle startup per farle scalare (partendo dal Fondo Innovazione e dal Fondo Centrale di garanzia), spinta alla competenza digitale per ridurre il gap con il resto d’Europa (stimolando non solo il privato ma anche il sistema formativo pubblico).

Un tema quest’ultimo che ha visto collaborare il Ministero dell’Istruzione con imprese, enti e associazioni culturali nel progetto Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale, promosso da Anitec-Assinform e parte del Manifesto per la Repubblica Digitale.

Premiate scuole superiori, Itis, poli tecnologici, Iiss, licei in questa prima edizione. “Il digitale non è solo una leva potente per la didattica e per l’educazione a una nuova cittadinanza, ma sarà alla base delle opportunità professionali che sono e che saranno sempre più offerte dal mondo del lavoro – precisa Gay -. La scelta di focalizzarsi sui progetti, infine, punta a unire allievi, docenti e imprese nella cultura del fare, che è il motore dell’industria italiana Ict”.

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform - Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale - Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube
Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform – Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale – Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube

I premi sull’innovazione digitale

Ecco i premiati nella categoria Opportunità del Digitale:
• Itis G. Armellini (Roma), per il progetto La Palestra del Futuro – Riconoscimento attraverso Dati Biometrici in Cloud. Azienda Ict Partner: Almaviva
• Polo Tecnologico Manetti Porciatti (Grosseto), per il progetto Potature Smart. Azienda Ict Partner: Opus Automazione
• Itt Ettore Molinari (Milano), per il progetto Home Banking for Seniors. Azienda Ict Partner: Grey Panthers

I premiati nella categoria Sfide del Digitale:
• IissCipolla Pantaleo Gentile (Castelvetrano), per il progetto: Sapere Aude, ossia abbi il coraggio di usare la testa, liberati dalla rete. Azienda ICT Partner: Comau, Globalcom

Le menzioni speciali:
• Itt Alan Turing (Bergamo), per il progetto Casa Domotica Alan Turing. Azienda Ict Partner: Google
• Istituto Odontotecnico Casati (Milano), per il progetto Il Prodotto Odontotecnologico. Azienda Ict Partner: 3Shape
• Ite F. Scarpellini (Foligno), per il progetto Turismo Digitale (per una nuova qualifica EQF4) in collaborazione con più Partner europei
• Liceo Vito Volterra (Ciampino), per il progetto Ericsson Digital Lab. Azienda Ict Partner: Ericsson
• Progetto Talpius, fuori concorso e riguardante una piattaforma (giornalino elettronico) creata dagli studenti per gli studenti

Il tema delle competenze si snoda lungo tre assi – conclude Gay -. Quello della formazione che coinvolge le scuole, quello della riqualificazione professionale che coinvolge chi lavora, e infine quelllo dell’accrescimento delle competenze per chi ha già una formazione dedicata”. L’appuntamento con il premio è già confermato per la seconda edizione nel 2021.

© RIPRODUZIONE RISERVATA