Franco Prampolini, head of Business Applications & Platform Solutions di Atos Italia, ripercorre a ritroso la strategia di un gruppo che sta accompagnando i clienti nei percorsi di trasformazione digitale e che per farlo è cresciuto nel tempo per acquisizioni, competenze, partnership.
Il percorso – quasi inutile sottolinearlo – è quello verso il cloud ibrido che molte aziende utenti hanno intrapreso e che ha portato Atos a specializzare competenze fino al recente riconoscimento da parte di Google come Google Cloud Breakthrough Partner of the Year, grazie al lancio di una soluzione denominata Open Hybrid Cloud che consente di migrare dalle operazioni tradizionali a quelle cloud-native. “Un riconoscimento importante –  precisa Prampolini  – anche se siamo agnostici nel scegliere la tecnologia da proporre e utilizzare”, sottolineando come Atos, accompagnando le aziende nei percorsi trasformativi, si confronti inevitabilmente con nuove tecnologie che richiedono risposte articolate e competenze mirate.

Franco Prampolini, Coo, head of business & platform solutions division di Atos Italia
Franco Prampolini, Coo, head of business & platform solutions division di Atos Italia

“Un percorso che supporta anche i propri dipendenti nello sviluppo della loro carriera – precisa Prampolini -. Ad oggi, più di 300 esperti tecnici in tutte le regioni del mondo di Atos sono stati certificati da Google, altri sosterranno gli esami nelle prossime settimane. La certificazione attesta che questi dipendenti possono progettare, costruire, gestire e implementare infrastrutture applicative e soluzioni dati su tecnologia Google Cloud. Le certificazioni includono: Cloud Architect, Data Engineer, Associate Cloud Engineer e Cloud Developer”.

Dal cloud alla centralità del cliente

Il percorso verso il cloud ibrido (“cloudizzazione definita da molti”) si colloca nella strategia aziendale che ha come “obiettivi la crescita sia del business e sia della presenza sul mercato”, con gruppi di lavoro nei vari paesi europei che passano dai grandi team come quello francese (16.000), tedesco e UK (14.000), fino a quelli di dimensioni più contenute, come quello italiano che conta circa 1.500 persone di cui 900 nella business unit guidata da Prampolini, cresciuta a due digit negli ultmi anni.

Un’azienda, con headquarter a Bezons in Francia, che nel 2018 ha fatturato 12.258 milioni di euro, in crescita del +4,2%, anche nell’organico (+1,2%) grazie soprattutto alla Atos Digital Transformation Factory – focalizzata su soluzioni di Orchestrated Hybrid Cloud, Big Data, Business Applications e Digital Workplace – che ha rappresentato il 30% dei ricavi del 2018 (23% nel 2017) beneficiando del trend della digital transformation. Il margine operativo è stato di 1.260 milioni di euro, pari al 10,3% dei ricavi, rispetto al 10,8% del 2017 a perimetro e cambio costanti.

La crescita prevista risponde alla strategia globale dettata da Thierry Breton, presidente e Ceo di Atos (“Atos rafforzerà la centralità del cliente attraverso un go-to-market verticale, facendo leva su tutte le capacità di Atos e mobilitando le competenze e i talenti dei suoi dipendenti”) e declinata in Italia da Giuseppe Di Franco, Ceo Central Eastern Europe & Italy (“La maggiore centralità del cliente ci aiuta a cogliere le reali necessità e a sviluppare soluzioni sempre più competitive e innovative”). 
Una strategia definita dal piano triennale – Advance 2021 – che ha l’obiettivo di rafforzare il gruppo con una crescita organica dei ricavi del 3-4% nei prossimi tre anni, una redditività di circa il 13% nel 2021 e un free cash flow che raggiunga 1,2 miliardi di euro.

Un percorso frutto anche delle recenti acquisizioni avvenute a fine 2018 (Syntel, società da 900 milioni di euro di fatturato nel mercato dei servizi digitali, e SIX Payment Services, società da 500 milioni di euro di fatturato nel settore dei pagamenti elettronici) e della partnership Atos-Wordline Alliance (Atos detiene il 50,8% di Worldline) che mira a mettere a fattore comune da una parte i plus di Atos nel mercato della trasformazione digitale dall’altra quelli di Worldine nel settore dei pagamenti, con una strategia comune di go-to-market e la cooperazione in materia di ricerca e sviluppo.

I passi salienti della storia di Atos
I passi salienti della storia di Atos

AI, cloud, RPA e IoT

In Italia, la crescita degli ultimi anni si è tradotta anche in una crescita organica che ha visto salire a bordo 250 persone. “La crescita si deve sostanzialmente a diversi investimenti. Innanzitutto sull’attività storica, nata con la presenza nel mondo Energy e Utility, che abbiamo sempre mantenuto e che ci ha portato ad essere punto di riferimento di questi mercati – argomenta Prampolini -. I quattro obiettivi sono mantenere la posizione raggiunta, espanderci in altri mercati (telco, manufacturing, retail, trasporti), fare progetti importanti a livello internazionale, con l’ambizione anche di entrare nei vertical finance e PA”.

Sede Atos, Milano
Sede Atos, Milano

Per il consolidamento nei mercati in cui Atos è presente, accanto alle competenze di sviluppo applicativo si innestano le competenze di processo partendo dalle aree storiche, come il mondo Erp legato Sap, fino a robotica, testing, analytics e cognitive computing.
“Preferisco parlare di cognitive computing e di analytics piuttosto che di intelligenza artificiale perché anche se molti usano il termine AI credo che siamo ancora lontani: in realtà oggi si parla di una intelligenza che arricchisce cose esistenti, mentre l’AI dovrà essere un’intelligenza veloce, che nulla ha a che vedere con i processi di oggi, per molti aspetti ancora molto manuali. L’AI sarà un elemento da iniettare nelle soluzioni. Anche il tema della cloudizzazione delle applicazioni implica non solo portare le applicazioni sulla piattaforma ma trasformarle, utilizzando diversi acceleratori”.

Altro filone importante di sviluppo è l’RPA,perché il tema dell’automazione è strategico per automatizzare i processi anche se bisogna ancora capire come trasformarli nel modo corretto. La progettualità attorno alla robotica e a RPA è più rilevante rispetto al passato“.

Accanto ad analytics-cognitive computing e robotica, il terzo ambito di sviluppo è IoT nella declinazione Industry 4.0.Un’area sulla quale abbiamo in corso diverse iniziative – puntualizza Prampolini -. Nel mondo IoT siamo partner orizzontali e possiamo addentrarci in qualsiasi vertical specifico, cercando di migliorare le funzionalità dei processi di cui il cliente ha bisogno”. Siemens ha l’11% di Atos, rimarcando un’alleanza importante nell’ambito IoT e Industry 4.0, “importante non solo per l’offerta ma anche per l’esperienza che ci viene dal rapporto con tanti clienti in giro per il mondo”.

Scherza sulla affair Capgemini-Altran che porta i due concorrenti francesi a scalare in Europa, ma la spinta di Atos per il prossimo quinquennio è andare sempre più verso la specializzazione di vertical e di industry “che porteranno a risvolti organizzativi in questa direzione e a creare vertical per industry evolvendo le specializzazioni – precisa -. In Italia stiamo pagando un ritardo che il resto del mondo ha cavalcato, con progetti più innovativi. In questo momento devono essere portate avanti iniziative di Industry 4.0, un must sia per l’industria italiana sia per la PA. Serve un cambio di passo nel modo di lavorare perché abbiamo un problema importante di produttività”.

“Oramai c’è consapevolezza, dopo anni di parole, che questo cambiamento stia avvenendo nelle aziende grandi, in modo trasversale ai diversi mercati. C’è interesse anche per il digital twin, in molte aziende ci chiedono questi progetti. Avverto il grande fascino delle tematiche cognitive legate al tema predittivo e un grande interesse verso la robotica che si traduce nell’aumento della produttività”.

Illumia, trasformazione in 15 mesi

Una esempio di progetto recente di trasformazione digitale è quello realizzato per Illumia, la prima azienda familiare italiana nel settore dell’energia, che ha trasformato digitalmente il proprio business mettendo in produzione la nuova piattaforma applicativa in soli 15 mesi, utilizzando la piattaforma digitale DORA (Digital Operations per i Retailers di Atos che si basa su Sap Hana), per migliorare ritorno economico, garantire una migliore user experience e un’ottimizzazione dei processi di controllo. Si tratta di un sistema unico che gestisce operation, finance e customer relationship in un modello integrato e nello specifico le funzionalità e i processi messi a disposizione dalla soluzione DORA sono stati implementati su Sap S/4Hana per la componente gestionale, Sap C/4Hana per i canali di vendita e il customer service e Sap S/4Hana for Utilities per i processi verticali tipici delle aziende utility.

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