In questi anni si assiste ad un vero e proprio cambio di paradigma nella vita delle aziende. I nuovi scenari digitali, la rivoluzione in corso nei processi di ideazione e progettazione (di prodotti, come di servizi), di produzione e poi di gestione della catena del valore rappresentano temi sfidanti, per i Ceo come per Cio e i Cfo.

I primi come gli altri, anzi, insieme agli altri, sono schiacciati da una parte dalla necessità di accelerare la sperimentazione senza perdere di vista la comprensione dei fenomeni, e dall’altra dalla ricerca di implementare soluzioni che oltre ad essere innovative siano efficaci.

Si innesta qui il concetto di Digital Lifeplace, che nasce dalla diffusione pervasiva di dispositivi connessi. Il Digital Lifeplace si compone da una parte di Digital Consumer/Digital Citizen Services ma dall’altra di Digital Workplace su cui focalizziamo l’analisi.

Oggi parlare di Digital Workplace significa riferirsi a una strategia d’impresa che abilita modalità di lavoro innovative ed efficaci, sfruttando tecnologie e modelli organizzativi orientati al lavoratore per incrementare coinvolgimento e produttività dei dipendenti.

Entrambi i contesti (Digital Lifeplace e Digital Workplace) poggiano su uno scenario in cui grazie alla diffusione della Rete, ogni individuo può accedere, utilizzare e condividere dati di varia natura senza vincoli e quindi ha la possibilità di svolgere attività lavorative con assoluta libertà.

E’ un ambito caro anche a Teorema che supporta le aziende nelle attività di business tradizionale ma guidandole verso l’utilizzo di nuove tecnologie quando funzionali a migliorare il business.

L’obiettivo finale resta lo sviluppo di una base per accelerare la sperimentazione, la comprensione e l’implementazione delle soluzioni più innovative, secondo la loro disponibilità, ma sempre in funzione del risultato.

Digital Citizen – Digital WorkPlace (Fonte: NetConsulting cube)

Digital Workplace, opportunità e sfida

Il Digital Workplace non include solo prodotti e servizi a supporto del lavoro in mobilità ma anche applicativi aziendali mobili, soluzioni cloud e soluzioni di unified communication e collaboration con i relativi tool di sicurezza, la gestione di identità e accessi nonché reti e sistemi, con relative infrastrutture di trasmissione dati che abilitano le attività lavorative. E’ un ambito sfidante che offre diverse opportunità di sviluppo ai vendor e alla PA. 

Non si parla solo di sviluppo di device e servizi intelligenti (come per esempio anche On-Bot), ma della possibilità di offrire ai propri dipendenti, come ai clienti, le condizioni lavorative migliori, in linea con la ricerca di flessibilità. Mentre gli enti della PA, per esempio, possono contribuire alla trasformazione delle città, offrendo agli utenti finali i servizi tipici delle smart city.

Mentre il mercato dei Digital Services ha dimensioni significativamente superiori a quello del Digital Workplace, è quest’ultimo a mostrare il ritmo di crescita più elevato. L’area di investimento è infatti sostenuta dall’esigenza delle aziende di aumentare la loro agilità e flessibilità nel reagire ai cambiamenti, oltre che di ridurre i costi e accrescere l’efficienza, tagliando per esempio i costi di sedi e uffici. Interazioni, comunicazioni e scambi di informazioni tra colleghi devono avvenire senza ostacoli da qualsiasi luogo, da qualsiasi dispositivo e in qualsiasi momento. 

Per questo Digital Workplace è un pilastro dello smart working, un modello che supporta le aziende nel raggiungere gli obiettivi valorizzando al massimo le risorse umane. Con queste ultime quasi da considerare come “clienti interni” delle aziende.

Il mercato Italiano del Digital Lifeplace, 2017-2020E
Il mercato Italiano del Digital Lifeplace, 2017-2020E Fonte: NetConsulting cube

L’importanza dell’evoluzione del Digital Workplace è documentata dai numeri. Il mercato registra volumi significativi e tassi di crescita più rilevanti proprio in corrispondenza dei seguenti ambiti tecnologici.

Applicazioni mobili e comunicazioni unificate si vedono crescere, tra il 2017 e il 2020, con un tasso di incremento medio annuo del 15,5%; il segmento delle soluzioni business in SaaS e di virtual desktop cresce del 24,6%; il mercato dei dispositivi mobili e innovativi (smartphone, tablet, scrivanie/wall interattivi etc.) mostra un Tcma del +6,5% frenato da fenomeni di downpricing (che risparmia solo alcune fasce).

Invece sono rilevanti gli investimenti in tool di identity e access management e di endpoint security – per gestire la sicurezza degli accessi ad applicazioni aziendali e la protezione dei dati, e in servizi di trasmissione dati – alla base della possibilità di lavorare in mobilità.

Il mercato Digital WorkPlace – Fonte NetConsulting cube

Allo stesso tempo la diffusione capillare di dispositivi mobile rende possibile alle aziende offrire  servizi a valore aggiunto puntando su una customer experience innovativa, usando le tecnologie digitali per aumentare l’efficacia non solo di assistenza pre e post vendita, ma anche la possibilità di interagire con la reatà produttiva della propria azienda (per il controllo dei macchinari, ma anche l’analisi della reportistica di ogni reparto con relativa visione olistica). 

Alla base del mercato del Digital Workplace se si parla di dispositivi restano proposte cardine i laptop e i dispositivi ibridi con autenticazione biometrica, e le funzionalità touch, ma anche le scrivanie interattive proprio per interagire con applicazioni specifiche e permettere il lavoro di squadra.

Così come i wall interattivi per visualizzare informazioni in modo ottimale, e i dispositivi indossabili cui corrisponde un segmento di sviluppo ancora contenuto ma in importante accelerazione proprio in relazione alla fermentazione del tema Industria 4.0.

Digital Workplace valorizza le informazioni 

Se ci si focalizza in modo specifico su una prospettiva di servizio, legata a software e app, ecco che big data, artificial intelligence e cognitive computing, IoT sono le tecnologie che supporteranno lo sviluppo di servizi digitali innovativi erogati attraverso app, che diventano sempre più contestuali, adattativi e anche proattivi. Si può pensare ai personal assistant, in grado non solo di adattarsi al contesto (ambientale, temporale o relativo al dispositivo), ma di apprendere le esigenze dell’utente e proporre servizi e contenuti di suo interesse. 

Si parla di investimenti in Italia partiti dal valore di 750 milioni di euro nel 2017, in crescita a doppia cifra (oltre il 20%) con il concetto di Digital Workplace che si è ampliato ed evoluto, includendo applicazioni e servizi sviluppati non solo per aumentare la produttività delle risorse in mobilità, ma anche per rivedere l’organizzazione interna e spostare il baricentro anche verso il lavoratore con benefici evidenti sulla produttività aziendale.  

L’offerta applicativa al centro delle attenzioni del mercato in relazione allo smart working è proprio quella per la comunicazione e la collaborazione (Teams e Skype in casa Microsoft), sincrona e asincrona (anche con i sistemi di chat), ma anche quella statica di conservazione della conoscenza (i sistemi di storage in cloud) e tutta la sfera delle soluzioni che si presentano come assistenti personali, anche per le operazioni di manutenzione presso i clienti (quindi soluzioni di apertura ticket etc.). 

Digital Workplace e sicurezza

La scelta di risorse, soluzioni e architetture IT a supporto dei Digital Workplace è un fattore critico. Può infatti comportare scarse prestazioni a livello applicativo e la violazione di dati business, anche sensibili, con relativa riduzione della produttività dei lavoratori, la perdita di risorse finanziarie e un forte danno all’immagine aziendale e quindi l’effetto di quello che si sarebbe voluto ottenere.

Le funzioni IT devono quindi essere capaci di supportare efficacemente i dipendenti, minimizzando i rischi legati alla sicurezza e mantenendo la compliance alle normative vigenti nei vari settori.

Questo sta comportando per le aziende, a partire dalle organizzazioni di maggiori dimensioni, un ridisegno dell’architettura IT che ha per obiettivi: l’integrazione degli ambienti on premise con ambienti cloud, per consentire ai sistemi interni di interagire con dati e sistemi che potrebbero essere ovunque; l’avvio di un percorso di rinnovo e modernizzazione applicativa che consenta di superare la logica dei silos applicativi, trasferendo le regole di processo a livello architetturale all’interno di un enterprise service bus, e sviluppando API in grado di integrare servizi erogati da terzi.

Quando serve si rivelerà funzionale anche la virtualizzazione di alcune postazioni di lavoro per rendere utilizzabili da remoto le applicazioni. E’ importante però addottare anche specifiche politiche di gestione dei cicli di vita dei PC così come mantenere aggiornate le strategie di sicurezza, in linea con l’aumento delle minacce di cybersecurity.

Inoltre, le aziende dovranno ampliare i dispositivi in uso, supportare un’ampia gamma di sistemi operativi, avviare strategie di enterprise mobility management, aumentare lo spettro di applicativi, SaaS e Web in uso, adottare politiche di sicurezza distribuita. Tutto ciò porterà a Digital Workplace in cui l‘esperienza dell’utente finale sarà davvero unificata anche attraverso piattaforme di gestione integrate e trasversali.

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