Salute, intrattenimento, pagamenti sono ambiti che sempre di più vedono gli italiani operare attraverso l’utilizzo di un dispositivo elettronico, soprattutto lo smartphone. Lo evidenzia la ricerca Digital Consumer Trends Survey 2021. Condotta da Deloitte e basata, per quanto riguarda l’Italia, su oltre 2mila interviste a persone comprese tra i 18 e i 75 anni, la survey studia il fenomeno spinto soprattutto dalla generazione Z (nati tra il 1995 ed il 2010).
Inquadra così il tema Francesca Tagliapietra, partner e Industry leader Tmt di Deloitte: I device digitali fanno sempre più parte della vita quotidiana degli italiani. La loro importanza è cresciuta con la pandemia ed è destinata ad affermarsi ancora di più in futuro in ambiti come la salute, il tempo libero e gli acquisti. Allo stesso tempo i consumatori digitali sono più attenti all’uso dei loro dati e hanno un atteggiamento più critico del passato verso i social media, che assorbono una fetta molto rilevante della loro vita digitale]…[“.
Entriamo quindi nel dettaglio dei numeri, nell’ordine stesso dei temi presentati, a partire dall’utilizzo dei device per monitorare benessere e salute, tra cui in primis i dispositivi indossabili.

Cresce l’ecosistema di indossabili e app per fitness e wellness

Solo nel 2017, appena il 10% del campione possedeva uno smartwatch, mentre oggi questa percentuale è salita al 25%, mentre il 20% possiede un braccialetto per il fitness e proprio gli appartenenti alla Gen-Z sono i primi utilizzatori. Questi dispositivi sono usati non solo per contare il numero dei passi effettuati ogni giorno (53%), ma anche il ritmo del sonno (24%) ed il battito cardiaco (35%), ma se solo uno su due tra gli intervistati over 65 procede in questo senso, lo fa circa l’86% dei giovani Gen-Z

Adozione Fitness Band e Smartwatch trend
Trend di adozione di fitness band e smartwatch (fonte: Deloitte, 2021)

Meno attenzione, invece, viene prestata nei confronti della salute mentale. Soprattutto resta scarsa la predisposizione a pagare per le app relative (3%), tratto comune anche per quanto riguarda le applicazioni e programmi per il fitness e l’allenamento (appena 4%). Deloitte però evidenzia come, nel 2022, crescerà l’utilizzo dei dispositivi indossabili utilizzati per la salute ed il benessere ma anche delle applicazioni per la salute mentale, per una spesa per queste app vicina ai 500 milioni di dollari. 

Il video in streaming conquista gli over 65

Per quanto riguarda invece la fruizione di contenuti video in streaming dal 40% nel 2018 che dichiarava di consumare contenuti streaming on-demand, si è passati nel 2021 ad una percentuale del 63%, con un balzo rilevante proprio nell’anno di inizio della pandemia (+13% e +5% nel corso del 2021). Da notare in questo caso l’interessante penetrazione delle abitudini di consumo di video a richiesta tra gli over 65, fetta del campione entro la quale il tasso di crescita è superiore rispetto al totale della popolazione intervistata.
Nell’ambito del consumo dei video on-demand, l’Italia è un Paese “follower” (anche se precede il Belgio, con il 53%), perché è in UK e in Olanda – rispettivamente con il 76% ed il 73% – che si registrano le più alte percentuali di accesso.
Cresce anche il consumo di videogiochi e degli e-sport. Nel 2020 il mercato dei videogiochi ha maturato oltre 2 miliardi di euro di ricavi (+21,9% sul 2019), con il 57% dei consumatori italiani che dichiara di giocare prevalentemente utilizzando lo smartphone, per quanto appena il 18% di chi gioca così ammette di effettuare acquisti in-app, per una spesa media di 28 euro.

L'accesso ai servizi streaming video in Europa
L’accesso ai servizi streaming video on-demand (Svod) in Europa (fonte: Deloitte, 2021)

Tre intervistati su quattro, invece, con lo smartphone utilizzano piattaforme social o app di messaggistica ogni giorno, ma poco meno di uno su quattro dichiara anche di aver smesso di utilizzare almeno una piattaforma social, temporaneamente o in modo permanente. Denunciando quindi una qualche forma di insoddisfazione al riguardo. Il 35% stanco dei contenuti, il 25% per la presenza eccessiva di fake news ed il 21% per motivi di privacy. Allo stesso tempo però i social, per oltre un utente su cinque, sono diventati fonte primaria per accedere alle notizie per una quota significativa di rispondenti poco al di sotto del risultato raggiunto dai media più tradizionali, come i giornali cartacei e i siti di notizie, con un’interessante correlazione tra chi crede nelle teorie del complotto e l’utilizzo dei social come mezzo di informazione prevalente. Resta la tv, per il 37% dei rispondenti, il canale preferito di informazione.

La fiducia nelle piattaforme social (fonte: Deloitte)
La fiducia nelle piattaforme social (fonte: Deloitte)

Lo smartphone per gli acquisti online e il banking

Tramite lo smartphone, infine, fa acquisti online ben il 93% degli intervistati tra 18 e 24 anni, una percentuale che si riduce al 68% tra gli over 65. Di fatto però, oltre l’80% del campione dichiara di utilizzare lo smartphone per fare acquisti, soprattutto a partire dall’utilizzo delle app dei marketplace (64%), con la tendenza pur con uno scarto ridotto di appena un punto percentuale a preferire un’esperienza direttamente a partire dal sito del rivenditore, piuttosto che dall’app del vendor, mentre appena un utente su dieci acquista sui social media, per quanto si deve riconoscere una progressiva diffusione del fenomeno, denominato social shopping.

Canali utilizzati sullo smartphone per gli acquisti (fonte: Deloitte)
Canali utilizzati sullo smartphone per gli acquisti o l’utilizzo dei servizi (fonte: Deloitte)

Si paga, rispondono tre intervistati su cinque, tramite carta carta di credito o di debito; due su cinque invece si affidano a provider di pagamento/trasferimento di denaro online (come per esempio Paypal), mentre è meno diffuso l’utilizzo per pagare dell’app del proprio istituto di credito o di altre applicazioni contactless

La centralità di smartphone e device digitali agili emerge anche nel loro utilizzo sempre più esteso: per esempio per la gestione dei conti, dei risparmi, per trasferire denaro. Oltre 8 intervistati su 10 usano lo smartphone per controllare il conto bancario, quasi 3 su 4 per le transazioni di banking online (inoltre, compra e vende azioni circa 23%, e gestisce i propri investimenti o le polizze assicurative rispettivamente il 33% ed il 43%). Sono invece più basse le percentuali di coloro che utilizzano lo smartphone per il trasferimento di denaro sia tra persone nello stesso paese (59% dei rispondenti) sia al di fuori del proprio paese (31%)

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