“A chi spetta la trasformazione digitale? Al Cio, al Ceo, al Covid-19?”. Non scherziamo, anche se sappiamo che è inconfutabile l’accelerata data dall’emergenza sanitaria alla digital transformation di Paese e aziende. Ma il Cio ha un ruolo più che mai centrale oggi. E’ il suo momento: deve gestire la business continuity, affrontare una emergenza diversa ogni giorno, dalla gestione dei carichi da remoto, agli attacchi di cybersecurity, ai guasti alle infrastrutture, a casi di denial of service. Non sono dettagli, perché oltre che stabilizzare le operation, il Cio deve confermare in questo momento il proprio ruolo di leadership. Forte.

E’ un moto d’animo diffuso tra i Cio della nostra rete, scesi in campo nell’emergenza che ha toccato aziende dal retail, al banking, al food, all’automotive… che nello scompiglio hanno dimostrato preoccupazione ma fermezza.

Mi ricordano il piglio del professore John Keating (mitico Robin Williams) in “L’attimo fuggente”: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva“.

Problemi da gestire

Che il Cio oggi debba salire in cattedra è tesi confermata anche da tre analisti di McKinseyAamer Baig, Klemens Hjartar e Steve Van Kuiken – artefici di una analisi condotta a ridosso della prima ondata di Covid-19 (marzo 2020) che, impattando sul mondo del lavoro, ha mostrato come la tecnologia sia stata fondamentale per gestire l’emergenza, per rimodellare il modo di lavorare, per spingere nuove modalità di vita (dall’e-commerce alla didattica).

Ma il Cio come può riconfermare la propria strategicità?Deve avere una visione unica di ciò che sta accadendo perché Covid-19 è un fenomeno globale, che copre tutti gli stati e impatta su tutte le industry”. Per questo deve adottare egli stesso una strategia chiara, che gli permetta di indirizzare le 3 wave di questa emergenza e che lo metta in gioco: deve per prima cosa garantire stabilità e continuità aziendale pur contenendo la crisi (1 wave); deve istituzionalizzare nuovi modi di lavorare (2 wave); deve trasformare la tecnologia per garantire resilienza al business anche in futuro (3 wave).

10 le azioni sulle quali dovrebbe focalizzare le proprie energie nei prossimi 60 giorni, secondo McKinsey, concentrandosi su ciò che veramente conta. Non sono ovvie (anche se potrebbe sembrarlo ad alcuni) perché delineano un percorso chiave anche per quelle realtà medie o piccole dove il Cio è un IT manager evoluto, che si trova come i “grandi” Cio nei panni scomodi di gestire una emergenza mai vissuta. Ribadiamoli.

1 – Cura dei dipendenti, a loro volta alle prese con la cura dei famigliari, dei figli a casa da scuola, mentre portano avanti il lavoro da remoto. Ciò richiede empatia e flessibilità da parte del Cio, che deve gestire gli strumenti (dal backup all’infrastruttura) perché i dipendenti non vengano gravati anche della preoccupazione della perdita di retribuzione per mancata business continuity. “Il successo di un Cio nell’aiutare le persone in questo contesto avrà un effetto significativo sulla fidelizzazione dei dipendenti in futuro”.

2 – Comunicare con chiarezza e in modo affidabile, per non generare confusione e paura a partire dai C-Level. Come? Deve impostare brief regolari, definire una sorta di routine quotidiana, pianificare eventuali ritardi, stabilire un canale ufficiale di comunicazione. “In questa fase anche l’ascolto e l’apprendimento sono cruciali e dal momento che la situazione è in estremo divenire deve essere in grado di proporre una strategia continuamente migliorabile confrontandosi non solo con dipendenti e C-Level ma anche con gli stakeholder e i clienti esterni per definire tecnologie di autenticazione e tecniche comportamentali.

3 – Mettere in piedi una struttura tecnologica affidabile, con un sistema di videoconferenze e di collaboration sul quale si devono spostare rapidamente tutti – inclusi Ceo e capi delle linee di business – acquistando licenze aggiuntive dei software, facendo upgrade all’infrastruttura di rete in modo che supporti accessi maggiori da remoto, promuovendo piani Internet aggiornati. 

4 – Promuovere l’adozione di nuovi modi di lavorare, come lo smart working, anche nei confronti di chi ha poca esperienza. I nuovi comportamenti richiedono in genere circa 30 giorni per essere assimilati per cui i Cio devono promuoverli in modo assertivo, con seminari di formazione e corsi. “Alla fine, tuttavia, la tecnologia è solo un fattore abilitante. Nuove modalità di lavoro richiedono un cambio di cultura. I Cio possono guidare il cambiamento culturale condividendo le migliori pratiche e fornendo sessioni di apprendimento efficaci. Loro stessi possono guidare i test”.

5 – Essere proattivi sulla tematica della sicurezza perché gli attacchi informatici sfruttano confusione e incertezza (campagne di email phishing, smishing) oltre che comportamenti di dipendenti non sempre conformi per accedere ai dati aziendali e lavorare connessi alle virtual private network (Vpn).

6 – Stabilizzare infrastrutture critiche, sistemi e processi. Dal momento che gli Internet service provider in alcune aree sono stati costretti a rallentare la capacità di delivery dei loro servizi, pesantemente gravati da un utilizzo massivo della rete, i Cio dovrebbero fare un passo indietro rispetto alla foto attuale della loro infrastruttura, valutare quali sistemi o applicazioni non sono critiche, e di conseguenza dare priorità chiare a quelle strategiche per stabilizzare il lavoro. Uno scenario che prevede la fornitura non solo di hardware ma anche di strumenti per la loro gestione da remoto. Acceso alla Vpn, capacità di scalare velocemente l’infrastruttura, capacità di disegnare anche molteplici scenari che coinvolgono l’utilizzo della propria tecnologia e rete.

7 – Spingere il cambiamento nei processi aziendali. Trasformare il cambiamento necessario indotto dall’emergenza in un cambiamento permanente. In Italia l’e-commerce è aumentato in maniera vorticosa in queste settimane: +81% da fine febbraio, con il 75% degli acquirenti online alla loro prima esperienza di e-commerce, non la avevano mai utilizzato in precedenza. Un nuovo modello che influisce sulle strategie di molte aziende e le spinge a valutare nuovi processi, da avviare nel breve ma da mettere a punto anche per il futuro.

8 – Mantenere la concentrazione sulle priorità dell’azienda e su queste allocare le risorse tecnologiche. I Cio devono avere una visione complessiva del business e rimanere impegnati in obiettivi di trasformazione più ampi dell’azienda che fanno leva sull’innovazione digitale dell’azienda stessa (cloud da valutare), soprattutto in un momento come questo.

9 – Mantenere la concentrazione sui clienti, che rischiano di essere persi di vista in un momento frenetico in cui si lavora per garantire la continuità aziendale. E’ proprio il comportamento del cliente che guarda a più canali digitali che va soppesato e che avrà una coda lunga anche in futuro (“L’esplosione dell’e-commerce cinese a seguito della grave sindrome respiratoria acuta o Sars ha cambiato radicalmente le abitudini di acquisto del paese”).

10 – Comprendere le implicazioni della “nuova normalità”. Mentre le conseguenze economiche di Covid-19 sono ancora tutt’altro che chiare (con un rallentamento economico già pesante ed evidente), le scelte tecnologiche di oggi fanno intuire che non si tornerà al lavoro con le stesse modalità di prima. Bisognerà capire a fondo le tecnologie della nuova normalità.

Priorità, agilità, produttività, nuova routine… E’ prematuro disegnare lo scenario futuro, se questo momento decreterà la fine delle email e il passaggio obbligato a Teams o Zoom, se trasformerà lo smart working nel principale modo di lavorare (per chi lo può fare), se definirà una nuova omnicanalità. Incertezze.
Ma certo è che la forza del Cio si conferma oggi ancora di più nella sua capacità di supportare il C-Level nel progettare nuovi modelli di business, con l’aiuto della tecnologia e nella sua capacità di farlo rapidamente. Ci saranno molte incognite, ma questo è sicuramente il suo momento. Che salga in cattedra.

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