La separazione tra il paziente e il medico, necessaria per tenere a bada il virus, sta generando una filiera hi-tech che con ogni probabilità governerà anche la sanità di domani.
E la domanda di nuove tecnologie ha continuato a crescere nel periodo della pandemia da Covid-19 tanto che “nel giro di poche settimane è avvenuto quello che non è riuscito in dieci anni e le barriere che, per anni, hanno frenato il cambiamento si sono dissolte davanti all’emergenza”. In occasione di Digital Health Summit 2020 se ne parla con Alessandra Mazzucco, associate partner di Reply, attiva sul mercato healthcare della multinazionale.  
La sanità è stata al centro della pandemia dovuta a Covid-19 scoprendosi da una parte vulnerabile dall’altra pronta a mettersi in discussione. Cosa avete imparato da questa emergenza e come avete risposto, in particolare nel supporto ai vostri clienti?

“A partire dalle settimane di lockdown a oggi abbiamo registrato un elevato volume di richieste da parte di aziende sanitarie e istituzioni che hanno voluto accelerare i processi digitali e le abbiamo soddisfatte grazie alle nostre Reply Platform e alle nostre capability di system integrator. Prima di tutto c’è stata la gestione dell’emergenza.

Alcuni lander tedeschi hanno adottato la soluzione di Reply per gestire l’intera Covid chain secondo il modello delle 3T (Test, Trace and Treat), una soluzione che, in modo interconnesso, sicuro e intelligente, è in grado di gestire l’infezione da Covid automatizzando tutti i processi: dal tracciamento della catena delle infezioni da Covid-19 alla gestione dei test fino al monitoraggio e alla cura di ognuno di essi. Una soluzione che ha la straordinaria capacità di far collaborare tutti gli attori; non solo quelli della sfera sanitaria, ma anche quelli della sfera affettiva, lavorativa, educativa e sociale (pazienti compresi) comunicando in tempo reale e rispettando sicurezza e privacy.

In Italia, invece, abbiamo aiutato i nostri clienti a gestire la trasformazione dei loro ospedali per gestire la pandemia, nonché a mantenere il contatto con i propri pazienti attivando strumenti di televisita. Ciò ha consentito così ai professionisti sanitari di entrare velocemente in contatto con il paziente monitorato e di valutarne da remoto lo stato di salute tramite la condivisione dei documenti clinici, la lettura dello storico dei dati monitorati o la somministrazione di questionari in real-time. Ma soprattutto c’è da pensare al dopo”.

Forti dell’esperienza di questi mesi, quali sono le strategie che metterete in campo nella Fase 3 della ripresa, quali i servizi innovativi e quali le modalità per coordinare l’intera filiera con la quale lavorate? 

Alessandra Mazzucco, associate partner, healthcare market di Reply
Alessandra Mazzucco, associate partner, healthcare market di Reply

“I servizi innovativi già messi in campo nella Fase 3 della ripresa coprono processi di sanità pubblica e privata integrati grazie alle nuove tecnologie:
Il Patient Journey digitale: la ri-programmazione delle agende e delle attività ambulatoriali viene governata dalle nostre soluzioni di artificial intelligence e dai big data, la gestione dell’accoglienza in ospedale diventa contactless attraverso l’instant messaging e gli invisible payment, la storia clinica del paziente è completamente digitale e il suo percorso assistenziale è data driven, ovvero guidato dai dati.
La Sanità di prossimità: accanto a Ticuro Reply, che è stato selezionato dal Ministero dell’Innovazione tra le 5 migliori soluzioni di telemedicina e che oggi è un asset di riferimento per i processi di telemedicina all’avanguardia grazie al suo ottimo livello di integrabilità, abbiamo lanciato sul mercato la soluzione Alfabeto (All faster, Better, Togheter) per aiutare a ridurre significativamente gli accessi alle strutture ospedaliere; Alfabeto infatti integra componenti di image recognition (X-Rais per RX polmonare) e di analisi predittiva per coadiuvare il personale sanitario presso l’abitazione del paziente, fornendo elementi utili alla valutazione del grado di severità della patologia e predizioni sulla possibile evoluzione nel breve termine.

La distanza sociale ci pone una sfida: ogni servizio e ogni interazione avrà un suo gemello virtuale. Oggi lo facciamo per gestire la social distance in ospedale e sul territorio, domani ci servirà per creare maggiore efficienza e sviluppo”.

Quanto pesa la tecnologia digitale sulla vostra strategia? Quali i progetti e gli obiettivi per il 2021, non solo legati alla situazione Covid che ancora allarma.

“La ripartenza dopo un periodo di cambiamenti porterà le istituzioni e le aziende sanitarie a concentrarsi ancora di più sull’automazione. Nel 2021 ci focalizzeremo su aspetti strategici per dare rapidamente più valore ai pazienti, far prendere alle istituzioni sanitarie decisioni più mirate sul territorio e agili nella trasformazione a seguito di eventi emergenziali. Reply possiede già le tecnologie digitali per spingere la sanità verso i confini del domani, che avrà sempre più bisogno di:

Integrated Care per unire l’acquisizione, l’erogazione, la gestione e l’organizzazione di tutti i servizi relativi a diagnosi, prestazioni, cure, riabilitazione ed in generale alla promozione della salute. Questa integrazione, grazie all’uso estensivo di protocolli di interoperabilità HL7 e al più evoluto FHIR, ha l’obiettivo quindi di migliorare i servizi offerti in termini di accesso, qualità, efficienza e soddisfazione dell’utente finale, cioè del paziente.

Approccio AI-based : la trasformazione digitale del mondo sanitario e farmaceutico può crescere rapidamente solo grazie all’intelligenza artificiale e ai big data. I modelli di machine learning per la valutazione del rischio clinico e l’analisi real-time aiutano a indirizzare meglio i processi diagnostici e di cura, stimolando la transizione verso una medicina realmente personalizzata e di valore. 

Smart Connected Care: un più accurato monitoraggio della spesa sanitaria e il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva giocano, altresì, un ruolo cruciale nello snellimento dei processi clinico-assistenziali, riducendo tempi di attesa e rischi di assembramenti all’interno delle realtà sanitarie”. Per fare diagnosi senza strette di mano e poi tornare a farci visitare dal medico.

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