I risultati dell’ultimo trimestre di Dell Technologies confermano un fatturato di 28,4 miliardi di dollari, in crescita del 21% nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2021, al quale hanno contribuito le diverse business unit nelle diverse geografie. Anche l’Italia, che a poche settimane dall’evento più importante per il mercato italiano – un Dell Technologies Forum in parte online – conferma i trend che Michael Dell, Ceo dell’azienda, aveva rivolto a clienti,  partner e giornalisti italiani, raccolti in streaming. “Oggi la tecnologia ha dimostrato tutta la sua importanza in tutti i vertical di mercato, dall’education al retail, dal manufacturing al banking e soprattutto ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dei vaccini. Oggi siamo nell’era dei dati, che vengono processati nel core dei data center ma lo saranno sempre più fuori, all’edge, e questo fenomeno trasforma anche gli investimenti in infrastruttura edge che cresceranno in modo significativo nei prossimi anni. Oggi, insieme a Vmware (a inizio 2022 lo spin off delle due aziende, ndr), abbiamo la piattaforma multicloud per la trasformazione digitale delle aziende, una tecnologia più semplice, in grado di processare e spostare i workload dove servono, con una maggiore capacità di analisi e potenza di elaborazione. Sono confidente: insieme costruiremo l’infrastruttura per i dati del futuro, in modo più sostenibile e con la promessa di maggiori opportunità”.

In Italia, l’ufficio riaperto in presenza dal primo novembre, sta piano piano ritornando luogo di incontro. Conferma Filippo Ligresti, vice president e general manager di Dell Tecnologies Italia, i trend osservati negli ultimi 18 mesi: la grande accelerazione della trasformazione digitale nelle aziende, l’uso diffuso della tecnologia in ampia parte della società civile, il drastico cambiamento culturale nella leadership delle aziende che ha preso consapevolezza che il digitale può trasformare il business. “Siamo all’alba della più grande trasformazione economica della nostra storia che porterà tutti i business ad avere delle fondamenta digitali. Qualche esempio: automotive, elettrificazione, guida autonoma, settori in cui tecnologie di machine learning, intelligenza artificiale diventano fondamentali per gestire i dati. E questa evidenza è ormai stata metabolizzata per davvero negli ultimi 18 mesi da parte del business. E questo ha fatto sì che a livello mondiale il 2020 sia stato per Dell Technologies il migliore anno della nostra storia, con una crescita a due cifre, anche in l’Italia con un andamento in linea con quello globale”.

Dell Technologies Forum 2021
Dell Technologies Forum 2021 – Filippo Ligresti, VP e general manager di Dell Technologies Italia

Le titubanze delle aziende

L’approccio con i clienti è cambiato in questi ultimi mesi. “Fino a tre anni fa quando mi capitava di incontrare imprenditori di medie imprese italiane i temi di cui discutere erano ben diversi – continua Ligresti –: guardavano all’ottimizzazione dei costi, al rapporto con la forza lavoro e il digitale non era mai al centro delle loro riflessioni. Oggi è al centro degli investimenti, dei ragionamenti e delle prospettive. Questo è ciò che la pandemia lascia: una accelerazione del digitale e una consapevolezza sul tema da parte del tessuto imprenditoriale italiano”.

Ma osserva anche il lascito nei confronti del Paese. “Sono in arrivo grandi investimenti infrastrutturali, legati al dibattuto Pnrr che necessita di piani di attuazione credibili e che ha risorse interlacciate con il digitale: non solo la digitalizzazione è la prima delle sei missioni, ma il digitale impatta anche nella altre missioni laddove si parla di evoluzione ecosostenibile, mobilità, inclusione sociale, sanità e formazione. Il digitale diventa l’infrastruttura portante dell’economia e della società moderna”.

In questi 18 mesi, oltre al supporto dei clienti nella fase emergenziale per l’implementazione dei progetti di remote working (“lo smart working è stato vissuto più come lavoro remoto nella fase iniziale”) che hanno spinto la vendita di device (“i notebook hanno avuto un picco di vendite mai registrato nella nostra storia”), l’attenzione è stata posta sulla progettazione di infrastrutture sicure (“crescente il tema della sicurezza, ogni azienda ha allargato il perimetro e i rischi cyber sono aumentati”) cosicché i risultati degli ultimi mesi vedono un bilanciamento delle componenti del business: non cresce solo la domanda legata all’emergenza (notebook) ma crescono in maniera importante tutte le tecnologie critiche per abilitare l’economia del futuro. “E’ il momento di fare investimenti non in emergenza ma con una certa progettualità, dove il tema di come sarà il rientro in ufficio, quale saranno i nuovi equilibri per essere più efficienti e produttivi, rimane molto importante per tutte le aziende. Nello stesso tempo sarà vitale aiutare i clienti a elaborare, collezionare, custodire, metter in sicurezza i propri dati, patrimonio da trasformare in valore reale”.

Alcune ricerche condotte da Dell Technologies negli ultimi mesi confermano i trend della “sensibilità” sui dati da parte delle aziende e la necessità di valutare il cloud come modello operativo, ma a conti fatti ci sono ancora molte realtà che sono in una fase prudenziale.
O meglio, vivono dei paradossi.
Il primo riguarda i dati. Le aziende vogliono essere data driver, e in parte credono di esserlo, ma in realtà è ancora difficile inserire la cultura data driven nell’azienda che continua a prendere decisioni non basate sui dati. Dati che le aziende però continuano a raccogliere, con una corsa insaziabile, ma che poi non sono in grado di elaborare.
Il secondo paradosso riguarda il cloud: se molte aziende parlano di una infrastruttura tecnologia flessibile adattabile, as a service, nella realtà solo poche sono riuscite a compiere i passi necessari per sfruttare questa opportunità. “Il cloud è il punto di partenza su cui sviluppiamo tutte le nostra tecnologie, perché i clienti hanno bisogno di una infrastruttura ibrida, e le imprese hanno capito che il lavoro non è più un luogo ma un risultato, qualcosa che le persone possono svolgere indipendente dal dove. In questo momento la sensibilità delle aziende è alta, anche se si percepisce un po’ di prudenza nel fare investimenti, perché ci sono incertezze legate al tema della supply chain, al costo dell’energia, allo shortage delle materie prime oltre all’incertezza su come potrà evolvere la pandemia durante l’inverno”.

Dalla ricerca commissionata da Dell Technologies a Forrester Consulting, che ha analizzato i dati dei decision maker in 45 Paesi del mondo (Italia inclusa) e che ha messo in evidenza i paradossi, emergono aziende con coraggio diverso.
Secondo lo studio, in Italia oltre il 70% delle aziende ha difficoltà a raccogliere, analizzare e prendere decisioni basate sui dati e circa il 40% non riesce a trarre vantaggio dall’analisi dei dati stessi, a causa della mancanza di figure professionali interne esperte di data science. Una barriera che frena processi di trasformazione digitale. “C’è un sovraccarico di dati da cui consegue l’incapacità di trasformare il dato in informazione per mancanza di competenze” puntualizza Ligresti. Un fenomeno che trova riscontro anche a livello operativo, perché il 61% ammette di non basare i propri target di sviluppo professionale sui dati e solo il 10% del campione sta incentivando i propri dipendenti a innovare facendo leva sui dati e sui processi di analisi degli stessi.
E’ in questo quadro che il 45% delle aziende dichiara di non essere riuscito a raggiungere i propri obiettivi di digitalizzazione, un dato preoccupante ma inferiore ad altri Paesi (Francia 56%, Inghilterra 55%, Germania 52%). Ma un risvolto incoraggiante la ricerca lo evidenza: l’investimento IT delle aziende italiane è cresciuto del 18% nel corso dell’ultimo triennio ed in futuro è atteso un balzo del 65%, entro il 2024.

Partner e competenze

Adolfo Dell'Erba
Adolfo Dell’Erba, channel director Sud Europa di Dell Technologies

Guardando alla filiale italiana, i risultati in linea con il trend mondiale ribaditi da Ligresti si devono alla stretta collaborazione con il canale che declina la strategia di go to market, guidata da Adolfo Dell’Erba, channel director Sud Europa di Dell Technologies, con una relazione stretta con i partner responsabili dell’80% del business dell’azienda. Ma anche qui il tema delle abilità rimane centrale. “Chi si certifica sulle diverse tecnologie e soluzioni cresce di più – precisa Dell’Erba – e questo permette di accelerare anche le competenze da portare in progetti di trasformazione digitale presso le aziende”.

Progetti legati alle tecnologie di iperconvenvergenza, cloud, archiviazione dei dati, backup, ripristino e sicurezza. Ma anche in aree più innovative, legate all’edge che vedrà soprattutto per il mondo delle Tlc, con l’avvento del 5G, nuovi sviluppi. “Ma al di là della tecnologia, è importante il modello di delivery: la modalità a consumo, as a service, è alla base di qualsiasi progetto multicloud che i partner e le aziende devono affrontate” precisa Dell’Erba. Continua la ricerca di profili interni in Dell Technologies: 700 persone oggi lavorano in Italia con 60 posizioni ancora aperte.

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