L’abitudine ad utilizzare risorse in cloud considerandolo tecnologia sempre disponibile a richiesta, indipendente dai vincoli fisici si scontra con la realtà che vede ogni servizio digitale poggiare su infrastrutture concrete, fatte di armadi rack, server, sistemi di archiviazione e apparati di rete che è necessario progettare, installare e saper gestire. Con la crescita del consumi nei data center per la trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni, la disponibilità di tecnici in grado di lavorare su questi ambienti diventa una questione che chiama in causa direttamente il sistema formativo scolastico. E pone una questione precisa: come avvicinare chi esce dalla scuola a competenze che, per loro natura, si imparano soprattutto mettendo le mani sulle macchine.
Una risposta arriva dall’Its Academy Angelo Rizzoli di Milano, che ha attivato una server room progettata per riprodurre fedelmente un moderno centro elaborazione dati (Ced). Il laboratorio è il cuore del corso Network and Cloud Specialist ed è stato realizzato con Microsoft Italia nell’ambito della Microsoft Datacenter Academy, il programma globale con cui la società punta a ridurre la distanza tra le competenze oggi disponibili e quelle richieste dal mercato. Quella con l’Its milanese è la prima collaborazione italiana del programma.

Gli Its Academy si prendono uno spazio specifico nel sistema formativo italiano: offrono percorsi di specializzazione post-diploma che rappresentano un’alternativa professionalizzante all’università e sono costruiti attorno a un forte contenuto pratico e a uno stretto legame con le aziende. L’Its Angelo Rizzoli, nato nel 2010, si concentra sulla formazione dei futuri tecnici dell’Ict e si appoggia a una rete di imprese, associazioni, enti di ricerca, università e agenzie che contribuisce a mantenere i contenuti allineati all’evoluzione delle tecnologie. Il sistema è stato riorganizzato dalla legge 99 del 2022, che ha istituito il Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore e ha attribuito agli istituti l’attuale denominazione, con l’obiettivo di promuovere l’occupazione, in particolare quella giovanile.

Roberto Sella, direttore generale dell'Its Academy Angelo Rizzoli
Roberto Sella, direttore generale dell’Its Academy Angelo Rizzoli

Il corso Network and Cloud Specialist dura due anni e ha l’obiettivo di formare professionisti dei sistemi cloud, specializzati nella realizzazione e nella gestione di data center e dei relativi sistemi di sicurezza. Il percorso guarda alla domanda di specialisti di rete e cloud che arriva dall’area metropolitana di Milano e, più in generale, dal resto del Paese, e punta a favorire un inserimento rapido nel lavoro grazie alla collaborazione tra formazione, istituzioni e mondo industriale. Roberto Sella, direttore generale dell’Its Academy Angelo Rizzoli, riconduce l’iniziativa alla missione dell’istituto, quella di “sviluppare il talento dei giovani”, e descrive così il ruolo del nuovo laboratorio: “Formiamo sul campo le competenze e le professionalità altamente specializzate di cui le imprese e il territorio hanno urgente bisogno”.

Un Ced disponibile in laboratorio

Il Ced è lo spazio fisico che, nelle aziende e negli enti pubblici, ospita l’infrastruttura IT. La server room dell’Its ne riproduce le componenti principali: armadi rack, server, sistemi di archiviazione, apparati di rete e impianti di videosorveglianza. È su questa dotazione che gli studenti possono acquisire direttamente sul campo le competenze tecniche necessarie per progettare e gestire data center e ambienti cloud, infrastrutture sempre più strategiche per sostenere la trasformazione digitale del Paese.

La Rack Server Room dell'ITS Academy Angelo Rizzoli - Microsoft Italia
La rack server room dell’Its Academy Angelo Rizzoli con Microsoft Italia

Il valore di un laboratorio di questo tipo sta proprio nella sua fisicità. Un ambiente cloud può essere studiato anche attraverso console e servizi virtuali, ma la gestione di un data center richiede di confrontarsi con il cablaggio, l’organizzazione dei rack, la configurazione degli apparati, il rapporto tra server e storage e la protezione fisica degli spazi, di cui la videosorveglianza è parte. Sono attività in cui il livello logico e quello materiale dell’infrastruttura si intrecciano, e che difficilmente possono essere apprese soltanto in aula. Sono anche le competenze su cui si costruiscono figure professionali diverse, dal tecnico di data center all’amministratore di reti e sistemi fino a chi gestisce le operations degli ambienti cloud, e per le quali un’esperienza pratica maturata già durante il percorso di studi rappresenta un elemento distintivo. E sul ruolo di queste tecnologie nell’economia si sofferma Robert Zielonka, senior Community Affairs manager di Microsoft Italia: “I datacenter e le tecnologie cloud sono infrastrutture cruciali per accelerare la competitività e l’innovazione del nostro Paese”. In questa prospettiva, la disponibilità di tecnici in grado di gestirle diventa una condizione per sfruttarne il potenziale.

Borse di studio, tirocinio e mentorship

Oltre al laboratorio, la collaborazione prevede strumenti di sostegno diretto agli studenti. In occasione dell’avvio del nuovo anno accademico, che ha coinciso con l’inaugurazione della server room, sono state assegnate 8 borse di studio messe a disposizione da Microsoft Italia, a copertura dell’intero percorso biennale.

Robert Zielonka (fonte: Ispi)
Robert Zielonka, senior Community Affairs manager di Microsoft Italia

Il programma comprende inoltre 4 tirocini curricolari nell’ambito della cloud region di Microsoft in Lombardia e attività di mentorship con esperti della società in Italia, pensate per affiancare gli studenti con professionisti che lavorano ogni giorno su queste infrastrutture.

Il tirocinio rappresenta il naturale complemento del laboratorio: dopo aver lavorato su un ambiente che riproduce un Ced, gli studenti possono confrontarsi con il contesto operativo di un’infrastruttura cloud in esercizio, con i suoi processi e i suoi vincoli. La Microsoft Datacenter Academy affianca a questo percorso formazione specializzata e certificazioni riconosciute nell’ambito dell’IT e del cloud computing. Zielonka descrive così l’obiettivo dell’iniziativa: “Vogliamo creare un ponte solido tra mondo della scuola e mercato del lavoro, supportando la crescita dei talenti digitali direttamente sul territorio”.

Le opportunità

L’esperienza milanese mette in evidenza alcuni aspetti che vanno oltre il singolo progetto. Il primo riguarda il modello di collaborazione tra formazione e industria (1): un laboratorio che riproduce un Ced richiede investimenti, spazi e competenze specifiche, e il contributo delle aziende alla dotazione didattica è uno degli elementi su cui si gioca la diffusione di esperienze analoghe. Il secondo riguarda l’aggiornamento (2): le tecnologie dei data center evolvono rapidamente, e mantenere una dotazione didattica allineata al mercato è un impegno che si rinnova nel tempo. A questo si lega l’equilibrio tra le competenze legate a specifiche piattaforme e i fondamenti trasversali, come reti, sistemi e sicurezza, che restano validi indipendentemente dalla tecnologia adottata. Il terzo aspetto è la dimensione territoriale (3). La domanda di specialisti di rete e cloud non si esaurisce nell’area milanese, e la possibilità di replicare percorsi analoghi in altre aree del Paese sarà uno degli elementi da osservare nei prossimi anni. Per Sella, in ogni caso, la ricaduta di iniziative come questa va oltre l’istituto, perché contribuisce “in modo tangibile alla spinta innovativa e alla competitività dell’intero Paese”.

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