La cornice per raccontare il percorso dei primi 40 anni di Vem è il Museo San Domenico di Forlì. L’occasione, la convention annuale del Gruppo che racconta una storia aziendale costruita nel tempo attraverso persone, competenze e relazioni. L’innovazione è al centro di questi 40 anni, declinata tecnologia in tecnologia a seconda del momento storico, del mercato, delle persone e oggi attenta all’impatto reale e stimato dell’intelligenza artificiale. “La curiosità e la capacità di innovare rimangono le stesse di sempre”.

E’ Stefano Bossi, amministratore delegato e general manager di Vem Sistemi, a ricordare che il percorso di crescita di questi primi 40 anni è stato fatto grazie all’ecosistema Vem, composto da clienti, partner, istituzioni, università, collaboratori e amici, con l’obiettivo di rendere la tecnologia utile ma “invisibile” in azienda. Come in un’opera d’arte (la metafora nel museo calza a pennello) dove l’opera non racconta il peso della materia (la tecnologia), ma la leggerezza dell’idea che la attraversa. “La nostra missione è rendere semplice ciò che è complesso, progettando e modellando le infrastrutture IT per creare valore per le persone, le organizzazioni e i loro processi. – esordisce Bossi sul palco davanti a 500 partecipanti -. È un lavoro che, per certi aspetti, ricorda quello di Antonio Canova: attraverso la sua arte, lo scultore conferiva alla pietra leggerezza, movimento ed espressività, suscitando emozioni in chi la osserva. Allo stesso modo, crediamo che la tecnologia debba essere progettata per esprimere il suo potenziale senza perdere di vista le esigenze di chi la utilizza”.

Vem Anniversary - Stefano Bossi, Ceo & GM di Vem Sistemi
Vem Anniversary – Stefano Bossi, AD & GM di Vem Sistemi

Tre le parole che raccontano le radici del gruppo, spiega Bossi. La prima è valori, perché ogni innovazione affonda le proprie radici in una tradizione solida e nei principi di passione, apertura, competenza, integrità e responsabilità. Esperienze, perché sono i vissuti delle persone e le relazioni a plasmare la capacità di fare ecosistema. Meraviglie, perché ogni progresso nasce dall’immaginare qualcosa di nuovo.

I numeri del business 

I risultati del gruppo raccontano l’impegno: una azienda passata in dieci anni da 170 a 450 collaboratori, con una strategia di crescita organica e non per acquisizioni, che ha portato il fatturato dai 40 milioni di euro del 2016 ai 95,5 milioni del 2025 “con la prospettiva di toccare il tetto dei 100 milioni nel 2026” anticipa Bossi in un confronto a porte chiuse.

“È così che abbiamo costruito la nostra identità e consolidato il rapporto di fiducia con partner tecnologici e clienti. Abbiamo investito 28,5 milioni di euro in ricerca e sviluppo, in formazione ottenendo 2.500 certificazioni professionali per i nostri dipendenti. Abbiamo triplicato gli spazi di lavoro (da 3.600 a 9.200 metri quadrati) con aree dedicate alla collaborazione e alla sperimentazione e confermato l’impegno verso il nostro territorio ospitando 6.000 studenti in sede e rafforzando la collaborazione con cinque Its regionali”.

Un impegno che Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, legge anche in ottica di apertura e responsabilità: “La generazione di imprese come Vem è l’ultima che ha conosciuto un mondo senza uso massivo di Internet, senza la connettività costante, ma che oggi ha una grande responsabilità. Siamo dentro a un cambiamento radicale, per questo la Regione deve investire in formazione, lauree specializzanti, Its, difendendo la dignità della formazione tecnica e professionale che ha rialzato il nostro Paese nel dopoguerra, con il dovere di rendere queste competenze trasversali. L’Emilia o è attrattiva o non lo è, per questo presenteremo a breve un progetto di foresteria aziendale che ricalca quello degli studentati universitari per afforntare la carenza di soluzioni abitative applicate al mondo lavoro, per garantire formazione e accoglienza nelle nostre comunità”.

Pensiero critico

Alla base della giornata, rimane forte la percezione dell’incontro tra competenze, pensiero critico, creatività e responsabilità in un ecosistema che vuole esplorare nuovi scenari: dall’intelligenza artificiale al quantum computing, dalla protezione dei dati all’edge computing, fino ai data center di nuova generazione e alla sicurezza degli ambienti OT. 

Le domande sono molte in un mondo in cui la tecnologia non è mai neutrale. Quanta energia servirà per alimentare le infrastrutture intelligenti? Quanto sarà il traffico di rete? Saremo capaci di porci le domande giuste? Avremo lo spirito critico per affrontare il cambiamento? Quale legge governerà i nostri dati? Quali applicazioni saranno critiche per la sovranità? Qual è la nostra esposizione se l’accesso al calcolo AI diventa uno strumento politico? 

Molti gli spunti emersi, come quelli evidenziati da Gianluigi Castelli, direttore di Devo Lab presso Sda Bocconi, che disegna una Europa vassallo d’oltreoceano, una dipendenza che porta con sé rischi su continuità operativa, sfide giuridiche ma anche nuove opportunità. “Una sovranità federata esplicata attraverso cloud nazionali, come il Psn italiano, offre la possibilità di trasformare una dipendenza tecnologica dai grandi hyperscaler internazionali in una leva economica – spiega -. L’Italia è più forte di quanto comunemente si pensi, grazie anche all’investimento di 49 miliardi del Pnrr (Missione 1) e ha una adozione del cloud superiore alla media europea”.

Vem Anniversary - Gianluigi Castelli, Direttore di Devo Lab presso Sda Bocconi
Vem Anniversary – Gianluigi Castelli, direttore di Devo Lab presso Sda Bocconi

Senza sottostimare il ruolo dell’infrastruttura intelligente di rete, abilitante. “Le performance richeste alla rete sono continue, la rete lavora incessantemente anche quando dormiamo – precisa Agostino Santoni, senior vice president, Cisco South Europe –. Oggi l’inferenza è il nuovo workload, i token sono la nuova valuta, il controllo la nuova rete. Ma coniugare la tradizione e il passato con il futuro è un nostro dovere, dobbiamo coniugare il valore delle connessioni intelligenti al fattore umano. Alcuni esempi di progettualità Cisco: l’hub di innovazione all’interno del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, il progetto costruito con l’Opéra Royal di Versailles per ricreare le opere rivivendo l’epoca storica, le opere esposte alla biennale di Venezia nate dall’incontro tra artisti e sviluppatori”.

Vem Anniversary - Agostino Santoni, Senior vice president, Cisco South Europe
Vem Anniversary – Agostino Santoni, senior vice president, Cisco South Europe

Molte sono le sfide e le incognite legate al tema dell’energia. “Oggi l’Italia è fortemente dipendente da combustili fossili, che non sono in mano all’Europa – precisa Davide Zardo, presidente e amministratore delegato di Schneider Electric Italia, che ha da poco annunciato l’acquisizione di Ptc per integrare l’AI nel mondo industriale, gestendo il dato dalla progettazione alla realizzazione dell’infrastruttura, dalle operation all’intero ciclo di vita del prodotto -. Le politiche di mix energetico, che vogliono mitigare questa situazione, avanzano a una velocità non sufficiente, nello stesso tempo si richiede che le reti subiscano un adeguamento, siano smart e intelligenti. Ma oggi il problema in Italia è che le reti non sono bilanciate e i cambiamenti si stanno introducendo con grande lentezza.
Se guardiamo lo scenario al 2050, raddoppieranno le esigenze di energia, cresceranno i trasporti e le richieste energetiche per data center, le AI Factory saranno più potenti con l’esigenza di nuove modalità di raffreddamento completamente diverse rispetto al passato. Ancora una volta dovremo essere capaci di gestire l’energia ed sostenere lo sviluppo, ma se l’Europa non accelera perderà il treno. Dobbiamo ripensare alla nuova centralità della rete e alle rinnovabili. Un mondo in cui la geopolitica incide in modo significativo e che richiede di avviare percorsi di decarbonizzazione, digitalizzazione e automazione”.

Vem Anniversary - Davide Zardo, Presidente e AD di Schneider Electric Italia
Vem Anniversary – Davide Zardo, Presidente e AD di Schneider Electric Italia

Tre strategie per il futuro

In questo contesto critico, Vem ha definito tre percorsi che le aziende dovrebbero seguire. 

Il primo è dotarsi di una geostrategia digitale, e per affiancare le aziende nelle decisioni che riguardano la loro sicurezza e il loro futuro digitale, Vem sta lanciando una nuova business unit di advisory dedicata a strategia e governance della cybersecurity.

Il secondo è costruire un modello di adozione dell’intelligenza artificiale fondato su infrastrutture abilitanti, resilienti e sostenibili. Per questo Vem ha avviato la partnership con Core Stack, società del Gruppo Lazzari, con l’obiettivo di realizzare e gestire una rete nazionale distribuita di 13 data center sostenibili, alimentati da energia rinnovabile prodotta in loco e progettati per sostenere la crescita del cloud e dell’intelligenza artificiale in Italia.

Il terzo è conservare un approccio antropocentrico all’innovazione, mantenendo la tecnologia al servizio delle persone e valorizzandone le capacità e la creatività.

L’interesse verso l’espansione estera, in particolare verso Germania, Francia e Spagna, segnerà una direttrice per i prossimi anni, ma solo con aperture mirate attraverso partnership con  “mini Vem” presenti sul territorio. Nel frattempo, il gruppo continuerà a ottimizzare il lavoro nelle proprie sedi territoriali e ad affinare il proprio sistema di governance dell’AI (battezzato Agorà) per una gestione ottimale di tutti i processi interni e verso l’ecosistema. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi l'articolo: