Due anni fa. Titolavamo Tutti pazzi per Nvidia quando l’AI generativa stava muovendo velocemente i primi passi e smuovendo le certezze di Cio e Ceo, costruite in decenni di IT, cloud, cybersecurity, business, processi…
Erano i tempi i cui tutti i grandi vendor internazionali stringevano alleanze con l’azienda fondata e guidata da Jensen Huang, dalla personalità spinta senza filtri, in un momento in cui la capacità computazionale richiesta dai primi large language model (infinitamente meno energivori degli attuali) faceva già intuire che la fame di potenza di calcolo sarebbe stata insaziabile. Per l’utilizzo crescente e compulsivo dell’AI nei mondi business e consumer, con tempi e ritmi diversi, ma innegabile. Ricerche e analisi di mercato confermano.

Oggi. Titoleremmo Tutti pazzi per Nvida 2, per una sorta di déjà-vu .

Certo direte, c’è stata la scorsa settimana la conferenza mondiale di Nvidia a Berlino – Gtc Berlin 2026 – dove l’azienda ha spinto processori per infrastrutture di data center sempre più performanti per l’era dell’intelligenza artificiale. Ma non è questo il punto.

Il déjà-vu riguarda il peso delle alleanze siglate che, in questa tornata, hanno un risvolto particolarmente significativo per il mondo delle telecomunicazioni anche per il mercato italiano.

Il 21 ottobre, sia Tim sia Fastweb-Vodafone hanno annunciato partnership strategiche con Nvidia, per rafforzare le proprie infrastrutture data center in Italia e spingere una AI sovrana di interesse per le organizzazione del nostro Paese. Ricalcando partnership che Nvidia sta stringendo con i principali operatori di telecomunicazioni globali (come T-Mobile, Orange, Deutsche Telekom) con l’obiettivo di trasformare le reti Tlc in piattaforme di intelligenza distribuita, integrando la potenza di calcolo accelerata di Nvidia nei data center centralizzati, nelle stazioni metropolitane e nelle stazioni base, in modo da poter offrire modelli e applicazioni AI fino all’edge. 

Tim vuole ampliare la collaborazione con Nvidia per costruire, attraverso Tim Enterprise, una piattaforma AI ospitata in Italia, Fastweb+Vodafone punta a potenziare il proprio supercomputer con sistemi Nvidia B300 per lo sviluppo e la messa in produzione di modelli e agenti AI.

L’obiettivo per entrambi è dare vita a una infrastruttura sovrana nel nostro Paese, in grado di gestire nuovi servizi che offrano ad aziende, startup, pubblica amministrazione, centri di ricerca l’opportunità di portare l’AI in produzione, per dare ulteriore impulso alla trasformazione delle imprese e della PA italiana, rafforzando la sovranità digitale.

I due accordi, qualche dettagli in più

L’accordo di Tim (ora nelle mani di Poste Italiane) prevede che la piattaforma AI, sviluppata da Tim Enterprise e ospitata in Italia, integrerà l’infrastruttura cloud fino all’edge con l’infrastruttura AI full-stack di Nvidia, offrendo potenza di calcolo di nuova generazione, con controlli in grado di soddisfare i requisiti relativi a localizzazione dei dati, governance degli accessi, sicurezza e conformità normativa.

L’idea di avvicinare “l’accelerated computing” ai luoghi in cui i dati vengono generati e utilizzati, per supportare applicazioni con elaborazioni vicono alla fonte dei dati e con bassa latenza, sposta il baricentro dell’accordo con Nvidia dalla disponibilità di Gpu alla gestione dell’intero ciclo di vita del modello. Un modello che diventa rilevante per alcuni workload industriali che non vedono la necessità di spostare le elaborazioni AI dei dati verso un’infrastruttura cloud centralizzata. 

Saranno resi disposnibili anche servizi gestiti per modelli aperti e personalizzabili, e modelli specializzati sviluppati da università, centri di ricerca, imprese e società AI-native, con l’obiettivo di favorire la crescita di un ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale aperto e competitivo.

L’accordo di Fastweb+Vodafone, oltre all’ampliamento della capacità computazionale del supercomputer Nvidia, prevede anche il potenziamento dell’offerta di servizi basati sull’intelligenza artificiale attraverso software AI di Nvidia per supportare il deployment, la valutazione, l’addestramento e le attività post-addestramento di modelli e agenti AI.

Lo scopo è rafforzare la propria capacità di costruire, ottimizzare e mettere in produzione nuovi sistemi AI agentici utilie per aziende e organizzazioni e contribuire a posizionare l’Italia come hub europeo per l’intelligenza artificiale dalla rete alla capacità di calcolo, garantendo maggiore controllo sui dati e sulla rete. 

Sebbene la direzione di Tim Enterprise e Fastweb+Vodafone sia comune (infrastrutture in loco, adozione di modelli aperti, controllo dei dati e servizi destinati a enterprise e PA) nessuna delle due aziende ha dichiarato la portata degli investimenti e quando questa offerta potrà tradursi in un reale vantaggio competitivo per le aziende.

Sarà importante capire oltre a dove risiedono i dati, chi controlla l’infrastruttura nel tempo (Nvidia anima dei data center mondiali, non solo di quelli di Tim e Fastweb+Vodafone, è pur sempre un’azienda americana con gran parte della produzione a Taiwan), chi governa il modello e quanto sarà possibile per gli utenti cambiare tecnologia o fornitore, senza cadere nella trappola del lock-in.

Sovranità del dato e sovranità operativa non sono spesso la stessa cosa. E’ evidente che la localizzazione dell’infrastruttura è un buon punto di partenza per la sovranità italiana, come testimonia anche  la nostra parteciapazione alla gara per aggiudicarsi una delle sette GigaFactory AI europee (il bando scade il 12 novembre). Ma, senza stancarci di ribadirlo, la questione andrà ben oltre l’hardware messo in campo, riguarederà l’ecosistema economico che si svilupperà attorno all’infrastruttura. 

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