All’interno del settore Moda si riscontrano diversi livelli di approccio al digitale condizionati dallo specifico settore di appartenenza, dal modello di produzione, dalla dimensione aziendale, dalla capacità di investimento e inoltre dalla cultura digitale diffusa all’interno dell’organizzazione.

Vi sono imprese che hanno introdotto il digitale e continuano a farlo seguendo una strategia ben definita ed altre che, pur riconoscendo il valore del digitale, non hanno ancora messo a punto una strategia oppure, pur avendo una strategia, procedono negli investimenti molto lentamente e per step successivi.

Ciro Nevano, procuratore del Calzaturificio Calpierre, racconta il punto di incontro tra produzione artigianale, innovazione e competenze digitali. “Calpierre è la denominazione sociale del “Calzaturificio De Pascale” sorto in Ercolano (NA) nel 1964 – esordisce –  per iniziativa del suo fondatore Ciro De Pascale. È un’azienda che da sempre opera sul mercato con un approccio artigianale, puntando alla massima qualità del prodotto”.

Quale valore attribuite all’innovazione digitale e che impatto ha sulla vostra azienda?

“Riconosciamo un grande valore all’innovazione digitale e alle opportunità offerte dall’evoluzione della fabbrica in termini di Industria 4.0. Abbiamo definito una strategia per l’introduzione del digitale in azienda, ma con tempi di applicazione molto lunghi.
Le aree aziendali sulle quali il digitale sta maggiormente impattando sono nell’ordine Vendite/Amministrazione, progettazione e Produzione. All’inizio del 2018 abbiamo avviato la sperimentazione dell’e-commerce ed ora stiamo procedendo con cautela per l’entità degli investimenti necessari. In fase di valutazione è anche la possibilità di gestire tramite portale di e-commerce gli ordini dei rivenditori, in particolari di quelli esteri.
Per un’azienda come la nostra, che punta sull’artigianalità della produzione, è invece ancora difficile e prematuro pensare di poterci avvalere delle tecnologie di Industria 4.0″.

Cosa frena l’evoluzione della fabbrica in ottica 4.0?

Ciro Nevano, CEO Calpierre
Ciro Nevano, procuratore del Calzaturificio Calpierre

“Nel 2017 abbiamo investito sulle macchine di produzione, facendo crescere la componente IT, ma l’Industria 4.0 è un’altra cosa. L’elemento critico per l’evoluzione 4.0 è la tipologia di lavorazione svolta, che è ancora completamente manuale in 50 dei 250 passaggi di lavorazione necessari per arrivare al prodotto finito.
Ovviamente vogliamo preservare la componente artigianale della nostra offerta e allo stesso tempo innovare, per riuscire a rispondere adeguatamente alle richieste di una domanda di mercato che continua a mutare.

Lo scenario all’interno del quale operiamo è infatti completamente mutato a causa dell’impatto del digitale sul comportamento e sul modello di acquisto dei consumatori, ormai avvezzi a mutare quotidianamente le proprie preferenze d’acquisto, condizionati da social influencer e blogger. Le aziende come la nostra si vedono di conseguenza costrette a mettere in discussione la pianificazione della produzione, i processi produttivi e l’organizzazione del lavoro, per adattarli ai tempi dettati dalla domanda di mercato e ciò comporta non poche difficoltà, compreso il difficile reperimento di macchine industriali capaci di sostituire il lavoro manuale preservando l’alta qualità del lavoro artigianale”.

Qual è il livello delle competenze digitali delle risorse non ICT?

“Le competenze digitali sono prioritarie per le attività di comunicazione e marketing, mentre hanno un impatto ancora limitato sulle altre funzioni, specie su quelle legate alle attività di fabbrica.
Il vero problema è per noi riuscire a reperire competenze adeguate – non ICT prima ancora che ICT – da inserire in un contesto di produzione artigianale, come quello calzaturiero. Il Sistema Paese si dovrebbe attivare per creare dei percorsi scolastici specializzati, per far fronte all’attuale vuoto di competenze con cui si scontrano oggi le aziende del settore”.


“vogliamo preservare la componente artigianale della nostra offerta e allo stesso tempo innovare, per riuscire a rispondere alle richieste di una domanda di mercato che continua a mutare”, nevano

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