Il mondo delle applicazioni sarà la terza economia mondiale entro il 2021 e il business attorno alle piattaforme di application delivery dovrà garantire velocità e sicurezza. Con Maurizio Desiderio, country manager di F5 Networks, facciamo il punto sul mercato che ha visto in questi anni erogare servizi tramite le applicazioni e che si è dovuto dotare di strumenti di sviluppo innovativi e di servizi di sicurezza in grado di identificare in maniera univoca le credenziali di ogni individuo.

Lo studio 2019 – State of Application Services (SOAS) appena rilasciato da F5 Networks, è il punto di partenza della chiacchierata con Desiderio che, in anteprima per Inno3, commenta le evidenze di una ricerca condotta su un panel di 2.000 manager intervistati a livello mondiale (220 in Emea) appartenenti ad aziende di diverse dimensioni e settori per indagare le sfide e le opportunità legate al processo di trasformazione digitale nell’economia digitale.

“Dal nostro osservatorio – esordisce Desiderio –, in un mondo multi cloud dove la modalità di sviluppo delle applicazioni richiede un approccio DevOps che aumenti la velocità di rilascio dei servizi, i trend principali sono la gestione sicura dell’identità e del traffico dei dati. Osserviamo che spesso mancano strumenti adeguati nelle aziende per gestire il multi cloud, sia dal punto di vista di tool di orchestrazione delle risorse sia dal punto di vista delle competenze per affrontare le nuove sfide. In linea con le edizioni precedenti, il report State of Application Services, giunto alla quinta edizione, evidenzia il costante deterioramento delle organizzazioni a silos interni, verso team interfunzionali”.

Maurizio Desiderio, Country Manager Italy and Malta di F5 Networks
Maurizio Desiderio, Country Manager Italy and Malta di F5 Networks

La ricerca, che fotografa il mercato dei servizi applicativi, mostra di fatto come il panorama delle applicazioni sia in rapida evoluzione e tenda sempre più verso l’automazione, la cloud-centricity, le sfide operative e di sicurezza associate a tali cambiamenti. E come automatizzare, orchestrare i processi di sviluppo e gestire il deployment dei servizi diventino aspetti vitali per le aziende che devono gestire velocemente le loro applicazioni, che si interfacciano con il mondo del web e dei clienti.

“Cambia l’approccio che le aziende stanno adottando nel percorso di trasformazione digitale e l’ottimizzazione non riguarda solo persone, processi e sistemi  ma anche la capacità di distribuire le applicazioni, in modo da ottenere un vantaggio sulla concorrenza e un maggiore impatto di business. Le applicazioni sono il biglietto da visita di ogni azienda”

Qualche dato

Le realtà italiane sono “leggermente avanti in questo percorso di trasformazione”  sostiene Desiderio e sono allineate con il trend delle aziende dell’area Emea che, nel 75% degli casi, hanno dichiarato di aver intrapreso il cambiamento, rispetto al 68% delle aziende di altre regioni.
Hanno una maggiore propensione ad abilitare applicazioni per i clienti mobile (40% contro il 36%) ma anche verso nuove architetture applicative, come la containerizzazione e i microservizi: il 41% degli intervistati in Europa ha affermato che è stato proprio l’impulso a sfruttare la trasformazione digitale a indirizzarli verso i nuovi modelli.

Forte attenzione all’ottimizzazione dell’IT (per il 72%), all’ottimizzazione dei processi aziendali (58%) e alla maggiore produttività dei dipendenti (53%). “Un tendenza che osserviamo in tutti i mercati in Italia – precisa Desiderio -. Noi seguiamo in particolar modo i vertical Energy, TLC, Finance, PA e Manifatturiero, e tenendo conto che le Telco hanno delle dinamiche completamente diverse dagli altri settori, ci siamo organizzati in modo che una area segua solo le Telco, mentre una seconda divisione Enterprise segua tutti gli altri vertical. Stiamo assistendo a una grossa spinta delle aziende del mondo Energy verso il cloud pubblico, con la necessità di operare in multi cloud e gestire lo spostamento di dai data center privati e anche parte dell’intera infrastruttura”.

La spinta verso il cloud pubblico è una evidenza anche dello studio. In Europa gli intervistati hanno indicato alcuni trend destinati a esercitare un’influenza crescente a livello strategico nei prossimi due-cinque anni: l’implementazione del cloud pubblico (48% degli intervistati), il networking software-defined (47%) e l’analisi delle minacce in tempo reale (43 %). “È interessante notare come la Regione Emea si differenzi da Nord e Sud America e Asia-Pacifico, perché l’analisi dei Big Data (41%) non è stata inserita tra le prime tre priorità; la ragione principale è probabilmente l’entrata in vigore del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’UE e la conseguente cautela dal punto di vista dell’estrazione dei dati” recita la ricerca.

Sviluppo agile e sicurezza

Per quanto riguarda il mondo DevOps, il 62% delle aziende europee (contro il 51% degli altri paesi) ritiene che l’approccio digitale stia profondamente modificando il mondo in cui vengono sviluppate le applicazioni e il 46% afferma di avere introdotto cambiamenti positivi nella modalità di erogazione delle App, accelerandone il rilascio.  “Ormai le applicazioni nascono già cloud native pensate per agire in un mondo multi cloud dove è sempre più necessaria la capacità di orchestrazione – argomenta Desiderio – . I clienti si stanno spostando ormai tutti verso il cloud pubblico, perché permette di ottimizzare i processi, contenere l’impatto economico e efficientare la migrazione. Il fatto che l’adozione del cloud stia aumentando dal 68% al 75% è un segnale che ci dice quanto le aziende hanno capito i benefici: il 42% dei queste ha dichiarato di utilizzare da 2 a 6 fornitoti di servzii cloud contemporaneamente, l’11% da 7 a 10, mentre il 28% non ne vuole sapere di cloud, lo evita ad eccezione del SaaS”.

Il DevOps è ormai una metodologia in grado di svolgere un ruolo importante nell’influenzare le operazioni di business: “Gli strumenti più diffusi per l’automazione sono di Cisco (52%), VMware (53%), OpenStack (33%) e da un mix di soluzioni open source (27%). In questo contesto, quelli preferiti dai DevOps, come Jenkins (21%) e GitHub Enterprise (16%), sono sempre più popolari – dettaglia il report -. Se prendiamo in esame complessivamente l’automazione e l’orchestrazione, la Regione EMEA è dominata dagli script Python (59% degli intervistati), Ansible (52%), Puppet (27%) e GitHub Enterprise (27%)”.

Il fatto che oggi il 63% della aziende in Emea implementi l’automazione e l’orchestrazione dei propri sistemi e processi IT è una indicazione forte del cambiamento in atto così come la crescente adozione del multi cloud anche se i timori legati alla sicurezza sono a volte ancora un freno (40%), accanto alla conformità normativa (31%), all’applicazione di policy di sicurezza coerenti rispetto alle App di tutta l’azienda (30%).  “La scarsa fiducia legata al cloud è ancora un limite – contunua Desiderio – così come sorprende che gli ambiti normativi e l’attenzione alla privacy dei consumatori portino a una maggiore resistenza rispetto al cloud pubblico invece che il contratio”.

Servizi applicativi next step

In Italia F5 Networks conta circa venti persone dedicate a vendita e supporto ai clienti con un modello di go-to-market a 2-tier che passa dai distributori Arrow ECS e Westcon  Security Solutions. “L’impegno locale si innesta nel piano tracciato per il 2017-2023 dal nostro Ceo Francois Locoh-Donou che vuole fare crescere significativamente il fatturato dell’azienda dai 2.161 miliardi di dollari del 2018”.

La strategia, che ad non ha mai fatto acquisizioni, prevede “il più grande annuncio di prodotti della storia di F5 a inizio marzo – precisa Desiderio – dove le scelte tecnologiche sono sempre più guidate da un interesse crescente per lo sviluppo moderno di applicazioni, gli ambienti cloud e le architetture a micro-servizi”.

“In Italia – conclude Desiderio – l’obiettivo è crescere a doppia cifra e il primo trimestre dell’anno fiscale in corso è stato per noi il secondo trimestre migliore di sempre. Credo che siamo in linea con i desiderata, aiutati anche dal fatto che le aziende italiane stesse hanno capito che se non innovano rischiano il tracollo”.

Nello specifico se si guarda oggi gli ambiti dei servizi applicativi in Europa secondo la ricerca i più diffusi sono firewall di rete (89%), la gestione delle identità e degli accessi via SSL VPN (87%), gli antivirus (87%), la sicurezza IPS/IDS (76%) e la gestione delle identità e degli accessi utilizzando i controlli di accesso alle applicazioni (74%).
Se invece si guarda al futuro, i servizi applicativi pianificati dalle aziende europee riguardano i gateway IoT (38%), la tecnologia DNSSEC (34%), i gateway HTTP/2 (32%), i gateway SDN (30%) e le tecnologie di service mesh (29%).

© RIPRODUZIONE RISERVATA