Puntuali arrivano in autunno, sempre poco prima del Gartner IT Symposium/Xpo di Barcellona. E come sempre diventano il punto di riferimento, il vademecum, sul quale gli analisti del mercato digitale si confrontano per l’anno a venire e i Cio delle aziende considerano per decidere la rotta.

Perché le previsioni di Gartner – Top Strategic Technology Trends 2021 – sono tutt’altro che facili quest’anno. “La sfida socio economica senza precedenti del 2020 richiede oggi una plasticità organizzativa per trasformare e definire il futuro” ammette Brian Burke, research vice president di Gartner, non facile.

Se disruption è la parola del 2020 (per batosta pandemica), plasticità potrebbe essere la parola del 2021 (per rispondere a tutte le incognite di oggi legate a Covid, ripresa, mercati).

Qualche evidenza prima di leggere i trend tecnologici del prossimo anno.

Nel 2020 la spesa IT mondiale, a causa della pandemia, sarà per Gartner prevedibilmente di 3,6 trilioni di dollari, in calo del 5,4% rispetto al 2019 (meglio di quel -8% stimato a maggio, con 3,4 trilioni di dollari). Con una flessione in tutti i settori (vedi tabella), anche se più accentuata per i device e più contenuta per software enterprise e data center.

Nel 2021 la spesa IT mondiale ritornerà a crescere: raggiungerà 3,75 trilioni di dollari con un aumento del 4% sul 2020 (anche se inferiore al valore raccolto nel 2019, 3,8 trilioni) . Tutti i settori ne usciranno rafforzati, ma con una marcia in più per software e data center. Lì va il mercato.

Tabella gartner
Gartner – Le previsioni di spesa per il comparto IT

Tre temi guidano le scelte tecnologiche

Le previsioni 2021 ruotano attorno a tre temi confermatisi strategici in questi mesi: la centralità delle persone nei processi digitali (nonostante la pandemia abbia cambiato il modo di lavorare e di interagire, sono sempre le persone che governano la tecnologia); l’indipedenza dal luogo in cui dipendenti, fornitori, clienti interagiscono (come non mai in questi mesi la business continuity è stata garantita per molte aziende da un cambio tecnologico importante per sopportare il business all’interno di ogni ecosistema); la capacità di risposta agile e di adattamento delle aziende (termine abusato, resilienza) sia che si tratti di pandemia, recessione, volatilità inattesa. Covid-19 ha avuto un impatto sul mondo che nessuno avrebbe potuto mai predire – introduce Burke -. Nonostante questo le aziende hanno impostato cambiamenti per rispondere alla crisi e operare in modo diverso. Le principali tendenze strategiche di Gartner evidenziano aree di opportunità che le organizzazioni dovrebbero cogliere per differenziare se stesse dai concorrenti, ma come sempre, le tendenze tecnologiche strategiche evidenziate non operano in modo indipendente l’uno dall’altra, ma sono tra loro concatenate, si rafforzano a vicenda. Insieme consentono quella plasticità organizzativa che aiuterà le organizzazioni nei prossimi cinque anni”.

Centralità delle persone

Per ogni tema, Gartner individua le tecnologie attorno alle quali modellare la propria strategia aziendale.
1- Si torna a parlare della centralità dell’Internet of Behaviors (IoB), delle informazioni catturate da una varietà estesa di fonti che possono essere utilizzate da enti pubblici o privati per influenzare il comportamento delle persone (analytics, social media, riconoscimento facciale) aprendo questioni importanti legate a privacy e tracciamenti, con implicazioni sociali ed etiche, diverse nei vari Paesi del mondo. Fondamentali saranno leggi e normative per definire il modo e gli ambiti in cui i dati possono essere utilizzati (aiutare le forze dell’ordine, gestire i premi assicurativi,… ) per determinarne l’accettazione o il rifiuto da parte dei consumatori stessi. Ma per Gartner il trend è segnato e “l’IoB dovrà offrire un vantaggio reciproco a entrambe le parti per la sua accettazione”.

2 – Le aziende dovranno garantire alle persone un’unica esperienza totale. Se in passato si tenevano separate strategie di multiexperience (MX), customer experience (CX), employee experience (EX) e user experience (UX), oggi queste esperienze vanno tra loro connesse per creare un’esperienza unica che le inglobi. “Le aziende che stanno ottimizzando queste esperienze hanno l’opportunità di differenziare la propria organizzazione da quella dei competitor” e di reagire con nuove attività come quelle indotte dall’emergenza Covid (come il potenziamentto dello e-commerce).  L’esempio portato da Gartner è quello di una azienda di Tlc che ha trasformato l’esperienza cliente partendo dalla presa in carico dell’appuntamento (via app), alla gestione delle stesso, con comunicazioni inviate al cliente in prossimità dello store (check in, tempi di attesa) e il supporto di una soluzione utilizzata dagli addetti in negozio per co-navigare sullo smartphone del cliente senza doverlo fisicamente toccare.

3 – Bisogna lavorare sulla privacy, garantita secondo Gartner da tre tipi di piattaforme: un ambiente sicuro e affidabile in cui i dati possono essere raccolti (confidential computing); un ambiente decentralizzato, in cui i dati possono essere analizzati con sistemi di machine learning istruiti sui temi della privacy; un ambiente che trasforma i dati e gli algoritmi raccolti prima di analizzarli: questo include una serie di tecnologie come il calcolo differenziale o l’encryption omomorfica (HE) ancora in fase di maturazione, un metodo crittografico che consente a terzi di elaborare dati crittografati e restituire un risultato crittografato al proprietario dei dati, mantenendo i dati privati.

Gartner Prediction 2021
Gartner Prediction 2021

Indipendenza da ogni luogo

1 – Tra le previsione del 2021, a supporto della possibilità di essere sempre operativi, torna il cloud distribuito, pubblico, senza vincoli fisici e consumato a richiesta, in un quadro in cui i provider di cloud pubblico dovranno fare evolvere i loro servizi, indirizzando i problemi di latenza e di privacy nel rispetto delle normative delle diverse aree geografiche. Diversi i trend cloud: On-premise public cloud (popolare ma ancora immaturo), IoT edge cloud (direttamente sui device IoT), Metro-area community cloud (servizi cloud distribuiti presso nodi cittadini o in aree metropolitane), 5G mobile edge cloud (servizi cloud come parte di offerte telco e 5G), Global network edge cloud (servizi integrati nelle infrastrutture, come torri di cellulari, hub o router).

2 – La capacità di supportare il cliente ovunque sia – “digital first, remote first” – deve garantire a tutti la stesse opportunità e le stessa esperienze grazie all’infrastruttura tecnologica, a modelli di ingaggio di clienti e lavoratori, alle policy di sicurezza.
Alla base di questo approccio, ci sono cinque ambiti tecnologici che devono essere governati: collaboration e produttività (soluzioni per lavorare da remoto, uffici in cloud, on boarding di nuovi profili), accesso remoto sicuro (gestioni di password a più livelli con sistemi di autenticazione multifattoriale, zero trust network access (Ztna), gestione del nuovo perimento aziendale), gestione dell’infrastruttura cloud e edge (IoT, AI, Api), quantificazione dell’esperienza digitale (monitoraggio, workplace analytics, supporto remoto e interazione a distanza), automazione delle operazioni di supporto remoto (endpoint management, SaaS management, provisiong self-service e zero-touch)

3 – Altro tassello importante del trend, che vede il business svincolato dal luogo in cui si fa, è definire una maglia stretta di cybersecurity attorno all’architettura dell’azienda, perché sia scalabile, flessibile, resistente, soprattutto visto il superamento dei parametri tradizionali e dei perimetri aziendali (come Covid ha dimostrato).  “La sicurezza deve andare di pari passi con qualsiasi rapido cambiamento aziendale. Richiede un modello che garantisca la plasticità necessaria per operare i cambiamenti in tranquillità”.

Più che resilienza, plasticità

1 – La tecnologia deve dare alle aziende l’opportunità di garantire esperienze applicative personalizzate, non soluzioni singole predefinite, ma soluzioni componibili. Ed è qui che il Cio può sottolineare l’importanza di adottare soluzioni plastiche, adattabili, che si plasmano attorno ai nuovi business, dando vita a quella che Gartner definisce l’Intelligent composable business.

2 – E’ importante avere la consapevolezza che molti progetti falliscono proprio per questioni di gestione, scalabilità e governance e per far fronte a questi limiti un approccio ingegnerizzato all’AI può aiutare a gestire il progetto andando al di là di semplici Poc o prototipi su larga scala. Se si parte sempre dai tre pillar dei dati – DataOps, ModelOps e DevOps l’approccio a un utilizzo ingegnerizzato dell’AI permette di apportare cambiamenti nel codice, nei modelli di gestioni dei dati, nello sviluppo.
Non è da trascurare il tema della governance dell’AI che rimane complesso perché riguarda il passaggio da dichiarazioni e principi (che coinvolgono temi quali fiducia, trasparenza, etica, interpretabilità, responsabilità, sicurezza) all’applicazione dell’AI con la presa in carico delle responsabilità ai diversi livelli organizzativi.

3 – Ultimo tassello della capacità delle aziende di essere resilienti è per Gartner il trend dell’Hyperautomation, un processo in cui le aziende automatizzano il maggior numero possibile di processi aziendali e IT, utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, di apprendimento automatico, con strumenti di Rpa e di automazione per orchestrare le attività delle varie aree funzionali. “Hyperautomation è un processo irreversibile e inevitabile. Tutto quello che può essere automatizzato lo sarà”.

Ritorno sul primo punto che fa da cappello alle tre aree che raggruppano trend tecnologici complessi. “Tutti questi aspetti si rinforzano a vicenda, insieme consentono la plasticità organizzativa che guiderà le organizzazioni nei prossimi cinque anni”. Non facile davvero plasmare il futuro, soprattutto in aziende o in linee di business restie a valutare le nuove tecnologie, anche se Covid ha accelerato la necessità di trasformarsi. Parte tutto dalla persona, dal Cio, dal Ceo, dal Cfo, dall’imprenditore. Dai budget comunque. Le previsioni di Gartner non sono mai facili da digerire ma tracciano la rotta. Se gli investimenti vanno fatti, non si possono non prendere in considerazione, anche se anticipano tecnologie che possono sembrare difficilmente “modellabili” nella propria organizzazione. Questione di tempo.

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