Agli inizi di dicembre dello scorso anno, Google ha presentato Gemini come il suo modello di AI generativa più avanzato, caratterizzato dal fatto di essere multimodale, ovvero in grado di generalizzare, comprendere, operare e combinare senza discontinuità diversi tipi di informazioni, tra cui testo, immagini, audio, video e codice informatico. Ora Gemini è il nome con cui Google presenta al pubblico anche l’agente conversazionale GenAI destinato a prendere il posto di Bard. Il team Google Deepmind ha deciso, infatti, con Sundar Pichai, Ceo di Google, di semplificare lo scenario dei nomi per cui oggi il nome Gemini ‘assimila’ i piani della soluzione di scambio conversazionale (la chat) con il nome del modello usato che resta caratterizzato dal suffisso Pro 1.0 e Ultra 1.0. Entriamo nei dettagli.

La missione di Bard è stata quella di dare accesso diretto ai modelli di AI e nell’ultima proposizione utilizzava la versione del modello Gemini Pro 1.0; ora Gemini rappresenta l’evoluzione di quei modelli e toglie dalla scena il vecchio nome, anche per quanto riguarda l’esperienza conversazionale in chat. Già oggi, anche in Italia, è possibile utilizzare Gemini e Gemini Advanced. Basta digitare nel browser ‘gemini.google.com’ oppure ‘bard.google.com’, come si era già abituati a fare, ed in questo secondo caso si viene reindirizzati subito alla nuova Url, per l’utilizzo in oltre 40 lingue ed in 230 Paesi.
A questa possibilità di esperienza presto si dovrebbe aggiungere anche quella di utilizzare un’applicazione mobile dedicata (che al momento nel nostro Paese non è disponibile) per lavorare con Gemini Advanced che, appunto, utilizza il modello più avanzato di Google Deepmind, ovvero Ultra 1.0

E’ il modello di AI più recente che sia anche già pubblico ma poiché è già il momento di “monetizzare” l’utilizzo di Gemini Advanced ecco che è previsto solo a pagamento (ma con due mesi di prova gratuita), orientativamente allo stesso prezzo con cui Microsoft propone l’esperienza di AI con Copilot (circa 20 euro al mese per utente, non proprio pochi ma che comprendono tutte le specifiche già di Google One Premium che senza AI è disponibile a meno di dieci euro).
Gemini Advanced ovviamente può essere utilizzata per svolgere compiti di programmazione, seguire istruzioni complesse e collaborare a progetti creativi. Gemini Advanced può aiutare anche nella progettazione di un’idea di app dal concetto iniziale fino al prototipo, aiutare i creativi. Il blog di Google parla di capacità di “ragionare”, una capacità che ovviamente fa considerata con prudenza.

Sundar Pichai
Sundar Pichai, Ceo di Google

Solo un esempio: a fronte della proposta di un sillogismo banale Gemini è riuscita ad interpretarlo correttamente, ma a fronte della proposta di un sillogismo più complesso, ha candidamente risposto di non poter completare la frase perché come modello linguistico non ha riconosciuto le ‘categorie’ proposte.

In ogni caso, Sundar Pichai, Ceo di Google, così dettaglia: “Ultra 1.0, il nostro modello più grande, è il primo a superare gli esperti umani nel test Mmlu (massive multitask language understanding), che utilizza una combinazione di 57 argomenti – tra cui matematica, fisica, storia, legge, medicina ed etica – per testare le conoscenze e le capacità di risoluzione dei problemi”.

Al momento, anche Google – come ha già fatto Microsoft – si sta infine indirizzando verso la proposta di integrazione di Gemini all’interno delle soluzioni già disponibili. Oltre all’assistente vocale Google sugli smartphone Android si parla di Workspace e Google Cloud. Nel primo caso grazie a Duet AI, sarà possibile sfruttare funzionalità per migliorare la propria produttività e creatività, anche in fase di scrittura. Ma è importante la nota secondo cui è previsto che Duet AI diventerà Gemini for Workspace.

Gli utenti che dispongono del piano Google One AI Premium – quello con Gemini Advanced che utilizza il modello Ultra 1.0potranno quindi utilizzare Gemini in Gmail, Documenti, Presentazioni, Fogli e Meet. E’ pure vero che al momento in Italia chi tenta di sottoscrivere la proposta AI Gemini Advanced con un account aziendale Google Workspace viene al contrario “rimbalzato”. Per quanto riguarda Google Cloud pure, è previsto che Duet AI diventerà Gemini. Resta ora a Gemini solo il tempo necessario a farsi ancora un po’ le ossa… A precisa domanda la nuova AI ha risposto: “Per chiarire la mia identità: Sono un modello linguistico di grandi dimensioni (Llm) chiamato Bard”. Bard?

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