Il Ces continua a rappresentare un osservatorio privilegiato sulle traiettorie della tecnologia globale, ma l’edizione 2026 segna a nostro avviso un passaggio più profondo. Non si tratta più di anticipare gadget o concept futuribili, bensì di leggere come “emergono” sistemi intelligenti che entrano nei processi industriali, nei servizi pubblici e nella vita quotidiana, ridisegnando ruoli, competenze e modelli economici. L’elemento unificante non è quindi il singolo “eclatante” prodotto o “una categoria emergente”, quanto piuttosto la convergenza tra intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e mondo fisico. L’evento restituisce quindi l’immagine di un’industria che supera la fase della trasformazione per entrare in quella dell’“intelligent transformation”, dove AI, sensoristica, cloud ed edge computing diventano componenti strutturali di ogni settore. Un passaggio che riguarda tanto l’impresa quanto la sanità, l’energia, la mobilità e l’abitare. Ri-visitiamo in questa chiave i perimetri delle novità.

Accessibilità, AI e sanità digitale

Nel perimetro dell’accessibilità, tra i temi trasversali dell’edizione 2026, l’innovazione tecnologica si è concentrata sulla rimozione di barriere quotidiane attraverso dispositivi indossabili, intelligenza artificiale e ambienti intelligenti. Smartwatch, smart ring e occhiali AR sono evoluti in strumenti di assistenza in tempo reale, capaci di fornire alert personalizzati, supporto alla navigazione e monitoraggio avanzato della salute. In particolare, proprio gli smart glasses integrano interfacce vocali generative per un utilizzo hands-free, offrendo traduzione in tempo reale, registrazione e persino sistemi di pagamento tramite QR code. Parallelamente, ecco gli smartwatch con funzionalità Ecg avanzate e smart ring sofisticati che vengono raccomandati anche in ambito medico per il monitoraggio continuo di parametri di wellness, rafforzando il legame tra consumer tech e sanità. Gli smartphone arrivano a integrare funzioni di trascrizione live, riconoscimento degli oggetti e test dell’udito eseguibili a casa, mentre l’ambiente domestico, grazie ad assistenti vocali e sistemi di sicurezza intelligenti, può rappresentare un “luogo” modellabile a fungere da abilitatore dell’invecchiamento attivo e dell’autonomia personale. Un tema che si intreccia direttamente con le politiche di inclusione digitale e con il dibattito europeo su sanità e welfare

Ces 2026 Apertura
Ces 2026, circa 150mila i visitatori da tutto il mondo

Il cuore tecnologico del Ces resta però l’intelligenza artificiale. Le aziende presenti hanno mostrato come l’AI stia evolvendo lungo più direttrici: dai digital twin industriali agli agenti autonomi, dalle soluzioni verticali per settori specifici fino alla cosiddetta “physical AI”, che porta modelli avanzati all’interno di robot e macchine operative. Questa evoluzione è strettamente legata alla disponibilità di infrastrutture hardware specializzate, come Gpu e acceleratori, e a piattaforme software in grado di orchestrare dati, modelli e processi. Un approccio che richiama i temi della governance dell’AI e della conformità normativa, centrali anche nel contesto europeo con l’AI Act, già approfondito su Inno3 in relazione all’adozione enterprise dell’intelligenza artificiale.

Sul fronte della sanità digitale, ancora, la fiera ha evidenziato una maturazione significativa delle soluzioni orientate alla prevenzione, alla predizione degli esiti clinici e all’assistenza remota. Wearable medicali, dispositivi Otc approvati dalle autorità regolatorie e piattaforme di telemedicina si integrano con sistemi di Agentic AI in grado di supportare il personale sanitario e migliorare l’accesso alle cure. La collocazione delle soluzioni di digital health accanto alle tecnologie per la smart home rafforza  il messaggio di un ecosistema integrato per il “living and aging in place”, un tema rilevante anche per i sistemi sanitari europei sotto pressione demografica.

Energia, mobilità, robotica

L’energia ha rappresentato un altro asse portante dell’edizione 2026. Le soluzioni presentate hanno spaziato dalla mobilità elettrica e a idrogeno fino ai sistemi di accumulo energetico su scala industriale e residenziale. Accanto alle batterie di nuova generazione e ai dispositivi di gestione intelligente dell’energia domestica, sono emerse anche tecnologie legate al nucleare modulare e alla fusione, a testimonianza di una ricerca di equilibrio tra sostenibilità, sicurezza energetica e continuità della rete. Un contesto che si intreccia con il dibattito europeo su resilienza energetica e transizione green. Nella sfera enterprise, Ces ha poi mostrato come 5G, cloud, cybersecurity, robotica e AI siano ormai elementi fondanti per la competitività. Chip, edge computing, tecnologie mobili ed extended reality per l’impresa sono stati presentati come “abilitatori” per rafforzare la collaborazione, aumentare la produttività e digitalizzare ambienti industriali complessi. Questa visione sistemica richiama direttamente i temi di sovranità digitale, sicurezza e compliance normativa, centrali anche nel contesto Nis2.
La mobilità conferma la propria evoluzione verso modelli autonomi, elettrificati e software-defined. Veicoli a guida autonoma, robotaxi e shuttle intelligenti utilizzano sensoristica avanzata e mappe dinamiche basate su AI per adattarsi in tempo reale alle condizioni di traffico e meteo. Parallelamente, agricoltura e cantieri adottano soluzioni di automazione e intelligenza artificiale per migliorare sicurezza, sostenibilità ed efficienza operativa. Una trasformazione che va oltre l’automotive e investe l’intero concetto di mobilità come servizio. La robotica emerge, infine, come una delle espressioni più concrete della “physical AI”. L’integrazione tra AI analitica e generativa consente ai robot di apprendere attraverso simulazioni virtuali, riducendo la dipendenza da programmazioni rigide. I robot umanoidi, ancora in fase di transizione, iniziano a essere pensati come assistenti collaborativi in contesti domestici, industriali e sanitari, mentre applicazioni consolidate si espandono nella logistica e nella manutenzione. Un’evoluzione che pone interrogativi su sicurezza, competenze e impatto sul lavoro.

Euroka Park, il ruolo delle startup

Oltre 1.200 giovani aziende hanno presentato soluzioni in ambiti che vanno dall’AI alla robotica, dalla digital health all’enterprise software, attirando l’attenzione di investitori e grandi gruppi. Eureka Park conferma quindi il loro ruolo come laboratorio di sperimentazione. Per l’Italia, Ice – la nostra Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italianeha coordinato al Ces 2026 il Padiglione Italia che riunisce 51 startup, come vetrina dell’innovazione nazionale; sotto il claim Inspired by legacy, designed by vision ha presentato soluzioni che spaziano dall’energia intelligente alla digital health, dalla cybersecurity alla mobilità, includendo AI applicata a lavoro, finanza, sport, sanità e smart cities. Nell’Eureka Park l’Italia ha mostrato quindi tecnologie per accessibilità, sicurezza, industria e sostenibilità, affiancate da piattaforme media e cloud. La missione ha coinvolto startup di 13 regioni, con il supporto di Area Science Park e Innovit.

Un ecosistema che riflette dinamiche di open innovation sempre più rilevanti anche per il tessuto industriale europeo, mentre tra gli appuntamenti istituzionali, Ces Foundry si è proposto come spazio di approfondimento su AI e quantum computing, con demo operative e momenti di confronto tra industria, ricerca e policy maker con C Space a riunire le attività focalizzate marketing, media e di creazione dei contenuti, per sottolineare come tecnologia e creatività stiano convergendo in nuovi modelli di comunicazione e storytelling.

Ces C Space
Ces 2026 C Space

La visione dei vendor nei keynote

Al centro della fruizione più istituzionale dell’innovazione i keynote ospitano come di consuetole visioni strategiche delle grandi realtà tecnologiche e si intrecciano con gli orientamenti di lungo periodo dell’ecosistema globale.

L’intervento di Amd, con la Ceo, Lisa Su, ha rimarcato come l’AI sia ormai ubiqua lungo l’intero stack tecnologico: dai pc dotati di Ryzen AI 400 Series alle GPU enterprise come MI440X, fino alla piattaforma per sviluppatori Ryzen AI Halo e a nuove soluzioni rack-scale per data center. Su ha sottolineato quindi come l’intelligenza artificiale stia permeando non solo i prodotti di consumo ma anche le infrastrutture critiche di computing, e ha rilanciato l’impegno dell’azienda con un investimento di 150 milioni di dollari per portare competenze AI in aule e comunità, evidenziando il ruolo di collaborazione pubblico-privato nel guidare l’innovazione.

Lisa Su Amd
Ces 2026, Lisa Su, Ceo di Amd

Tema che si ritrova anche nel keynote di Siemens che ha delineato come l’AI stia ridisegnando i sistemi industriali e le catene del valore fisico. Roland Busch, presidente e Ceo di Siemens AG, ha tracciato una visione narrativa e tecnica in cui l’AI non è più un semplice acceleratore di funzioni, ma una forza trasformativa paragonabile per impatto alla rivoluzione dell’elettricità, in grado di alimentare prodotti, fabbriche, edifici, reti e trasporti con intelligenza distribuita.

Roland Busch, chief executive officer di Siemens
Roland Busch, chief executive officer di Siemens AG

La chiave di questa transizione nell’estensione della collaborazione con Nvidia per sviluppare un Industrial AI Operating System, volto a integrare AI lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi fisici: dalla progettazione alla produzione, dalla pianificazione alla supply chain. Un elemento centrale dell’intervento è stato il lancio del Digital Twin Composer, come piattaforma progettata per costruire ambienti di industrial metaverse dove gemelli digitali ad alta fedeltà si combinano con simulazioni avanzate e dati reali, consentendo alle imprese di esplorare scenari operativi, anticipate criticità e ottimizzare attività prima di qualunque cambio fisico. PepsiCo, per esempio, sta già adottando questa tecnologia per trasformare impianti e magazzini attraverso simulazioni altamente accurate. Busch ha anche annunciato un’estensione della famiglia di “industrial copilots” e soluzioni AI integrate che affiancano gli operatori lungo la catena del valore, oltre a collaborazioni per portare funzionalità di AI industriale su dispositivi.

Pure il keynote di Lenovo ha giocato sulla dimensione esperienziale come leva narrativa e tecnologica, trasferendo Tech World dentro la Sphere di Las Vegas per rendere tangibile l’idea di AI “situata” nei contesti d’uso.

Yang Yuanqing, chairman e Ceo di Lenovo
Yang Yuanqing, chairman e Ceo di Lenovo

Yang Yuanqing, presidente e Ceo del gruppo, ha impostato la presentazione su applicazioni reali e interoperabilità dell’ecosistema, chiamando sul palco interlocutori come Amd, Fifa, Intel, Microsoft, Nvidia, Qualcomm… In questo quadro ha collocato Lenovo Qira, nuova piattaforma di intelligenza artificiale pensata per orchestrare servizi e dispositivi, insieme al rinnovamento della linea pc con i ThinkPad Aura Edition e all’estensione dell’offerta mobile con il Razr Fold, primo pieghevole Motorola con apertura “a libro”. Di fatto Ces 2026 restituisce l’immagine di una tecnologia sempre meno spettacolare e sempre più strutturale, chiamata a confrontarsi con temi di governance, sostenibilità e impatto sociale. Un’evoluzione che, come emerge anche dal dibattito europeo su AI, cybersecurity ed energia, richiede una visione sistemica e una capacità di integrazione tra innovazione tecnologica e policy pubbliche, elementi destinati a definire le traiettorie dei prossimi anni.

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