L’attenzione attorno ad Anthropic è alta in queste settimane.
Dalla presentazione dell’enciclica papale, all’apertura degli uffici a Milano, all’ultimo fatto di cronaca dei giorni scorsi: il ban imposto dal governo americano ad Anthropic per sospendere i nuovissimi modelli ultra potenti di AI – Fable 5 e Mythos 5 – per qualsiasi cittadino straniero, all’interno o all’esterno degli Stati Uniti, inclusi i “dipendenti stranieri” dell’azienda.

Parto da quest’ultimo fatto, per la “gravità” sottesa e per l’allarme che alza sulla precarietà delle relazioni tra noi europei (in particolare) e i provider di tecnologia americani, innescando un senso di urgenza ancora più forte sul tema della sovranità digitale.

Così riporta la dichiarazione di Anthropic pubblicata il 12 giungo appena ricevuto il ban:Il governo degli Stati Uniti, citando le autorità di sicurezza nazionale, ha emesso una direttiva sul controllo delle esportazioni per sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 a qualsiasi cittadino straniero, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic. Di conseguenza, siamo costretti a disabilitare immediatamente Fable 5 e Mythos 5 per tutti i nostri clienti al fine di garantire la conformità. L’accesso a tutti gli altri modelli Anthropic non sarà interessato”. E continua: “Abbiamo ricevuto la direttiva dal governo oggi alle 17:21. La lettera non forniva dettagli specifici in merito alle preoccupazioni per la sicurezza nazionale. A quanto ci risulta, il governo ritiene di essere venuto a conoscenza di un metodo per aggirare, o “sbloccare”, Fable 5. Abbiamo esaminato una dimostrazione di questa specifica tecnica, utilizzata per identificare un piccolo numero di vulnerabilità minori già note. Queste vulnerabilità sembrano tutte relativamente semplici e abbiamo constatato che altri modelli disponibili pubblicamente sono in grado di rilevarle senza bisogno di alcun metodo di aggiramento”.

Ora la decisione del governo americano (definita “arbitraria” da Paolo Benanti perché non chiaro il processo di valutazione né il reale motivo che ha dato origine alla direttiva, o pretesto comodo e tutto sommato neanche troppo campato in aria” da Stefano Epifani) arriva in un momento cruciale per Anthropic, quello in cui l’azienda si sta preparando per entrare in borsa, con il rischio di raffreddare gli entusiasmi degli investitori.
E arriva dopo che Anthropic – consapevole delle capacità senza precedenti di Mythos nell’individuare falle di sicurezza nei software ma anche di alimentare la cybersecurity offensiva – aveva limitato la disponibilità di Mythos ai soli sviluppatori accreditati di banche e istituzioni e rilasciato una versione di Mythos più “severa”, con maggiori restrizioni di sicurezza e di conservazione dei dati, appunto Fable 5.

In più, il ban (vedremo se e quando verrà rimosso) colpisce anche i ricercatori AI stranieri e questo introduce una nuova variabile nell’approccio “aperto” delle aziende americane. Non si era mai oltrepassato questo limite, messo un confine.

I timori non mancano

Basta una decisione governativa, al momento non chiara, a disabilitare l’utilizzo di una tecnologia?
Siamo in balia di governi altrui?
Quanto possiamo fare affidamento sulla continuità dei sevizi di un provider oltreoceano?
Quali sono le regole che fissano i rischi dello sviluppo dei modelli?

“Il punto non è Anthropic? – spiega bene Stefano Epifani su Linkedin. Oggi è un’AI. Domani il gestionale della vostra azienda. Il cloud della vostra PA, il sistema del vostro ospedale. Tutto ciò che dipende da un fornitore sotto giurisdizione estera può spegnersi senza preavviso, per ragioni che non vi riguardano lo chiamano scenario distopico. Oggi è cronaca. Si chiama sovranità digitale, e ancora di più sovranità cognitiva, continuate pure a derubricarla a ideologia e tema di settore”.

Perché il dibattito sulla sovranità dell’AI e sulla governance dei dati deve impensierire tutti, non solo le aziende o i fornitori di tecnologia, anche quelli ad oggi allineati con il governo americano. Perché il ban su Anthropic può creare un pericoloso precedente.

Magnifica Humanitas

Viene da chiedersi: questione di simpatie? Certo Anthropic si era già messa di traverso prendendo posizione rispetto all’utilizzo della propria AI per scopi di sorveglianza, bannata per questo dal pentagono ed etichettata come azienda a rischio per l’intera filiera.
Aveva presenziato (invitata) con Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, alla presentazione a Roma dell’enciclica papale Magnifica Humanitas, scritta da Papa Leone XIV e pubblicata il 15 maggio, con sottotitolo inequivocabile “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, condividendone i valori.

Un documento che parla di responsabilità, governo dell’AI, tecnologia potente in mano a grandi attori privati con risorse e capacità di intervento superiori a quelle dei governi. “Vorrei usare una parola che mi sta a cuore: “disarmare” – scrive Papa Leone XIV -. Disarmare l’AI significa sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva. È la corsa all’algoritmo più performante e alla banca dati più vasta, al fine di consolidare un vantaggio geopolitico o commerciale su tutti gli altri. Disarmare vuol dire rompere questa equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare. Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l’umano. Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, contestabile, e quindi abitabile, restituendola alla pluralità delle culture umane e delle forme di vita. Il compito, oggi, non è solo etico o tecnico: è ecologico nel senso più radicale, perché chiama in causa una nuova dimensione della nostra Casa comune. L’AI è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti. Per questo, non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale”.

Un ultimo richiamo dalla vicenda Anthropic al nostro AI Act, tanto criticato dall’amministrazione americana, ma che dimostra di essere un impianto valido per imporre una valutazione del rischio ai produttori di modelli europei. E’ vero ne abbiamo pochi, Mistral AI il riferimento, ma il timore che i potenti modelli americani possano non essere più disponibili per gli “stranieri” dalla sera alla mattina potrebbe dare un’ulteriore sveglia al vecchio continente, sfruttando anche il “rientro” di cervelli stranieri bannati dagli Usa. Anthropic nel frattempo ha aperto la sua sesta sede europea inaugurando la filiale italiana a Milano, vedremo come opererà. 

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