Nel dibattito di Davos – dove si è tenuta la 56esima assemblea annuale del World Economic Forum dal 19 al 23 gennaio – il tema della tecnologia è argomento di analisi e di strategia, entra negli equilibri mondiali. Ogni anno sempre di più.

Due ricerche lo confermano e fermiamoci ai dati degli analisti, senza entrare nelle dichiarazioni dei Ceo delle big tech che hanno messo l’AI al centro dei loro discorsi, al pari di dazi e geopolitica. Il tema è serio. Da Microsoft, Google, Anthropic entusiasmi e preoccupazioni, perché l’impatto dell’AI sulla società sarà fonte di diseguaglianze sociali inevitabili, dove l’accesso alle intelligenze artificiali rimarrà fortemente legato a disponibilità di capitali, infrastrutture, politiche pubbliche e private, normative e metterà in discussione profondamente il mercato del lavoro e il concetto di produttività.

Guardiamo alle due ricerche.

I rischi globali

La prima è il Global Risks Report 2026, una ricerca che raccoglie le opinioni di oltre 1.300 leader globali ed esperti provenienti dal mondo accademico, imprenditoriale, governativo, organizzazioni internazionali e della società civile. Una ricerca arrivata alla 21esima edizione che analizza i rischi su tre orizzonti temporali: immediato (2026), breve-medio termine (i prossimi due anni) e lungo termine (i prossimi 10 anni).

Profonda è la preoccupazione: la metà degli intervistati prevede un mondo turbolento o tempestoso nei prossimi due anni (+14% rispetto all’analisi dello scorso anno) con una situazione che rimarrà instabile anche per i prossimi dieci anni (il 57% prevede un mondo turbolento o tempestoso, il 32% instabile, il 10% stabile e l’1% calmo). Se nel breve termine, conflitti armati, l’uso militare degli strumenti economici e la frammentazione sociale sono elementi di allarme, a lungo termine creeranno effetti a catena anche l’accelerazione tecnologica e il declino ambientale. “Le sfide evidenziate nel rapporto sottolineano sia la portata dei potenziali pericoli che affrontiamo, sia la nostra responsabilità condivisa di plasmare il futuro – commenta Saadia Zahidi, Direttore Generale del World Economic Forum -. Il Global Risks Report offre un sistema di allerta precoce, poiché l’era della competizione aggrava i rischi globali, dal confronto geoeconomico alla tecnologia incontrollata all’aumento del debito, e modifica la nostra capacità collettiva di affrontarli. Ma nessuno di questi rischi è scontato”.

I rischi geopolitici minacciano le catene di approvvigionamento e la più ampia stabilità economica globale, nonché la capacità di cooperazione necessaria per affrontare gli shock economici. Proprio i rischi economici mostrano il maggiore incremento complessivo nelle prospettive biennali (recessione, inflazione, preoccupazioni relative alle pressioni sul costo della vita e al radicamento delle economie a forma di K) accompagnati da crescenti preoccupazioni sul debito e le potenziali bolle speculative.

Ma guardiamo alla tecnologia (in viola nella tavola qui pubblicata). La disinformazione si colloca al secondo posto nelle prospettive biennali, mentre l’insicurezza informatica al sesto. Gli effetti negativi dell’intelligenza artificiale mostrano la traiettoria più marcata (5° nell’orizzonte decennale dal 30° posto), riflettendo l’ansia per le implicazioni dell’AI sul mercati del lavoro e sulla società.

Rimangono temi forti la polarizzazione sociale ( 4° posto nel 2026 e al 3° entro il 2028) e la disuguaglianza sociale ( 7°) mentre tutti i rischi ambientali hanno registrato un calo di gravità, rappresentando un cambiamento assoluto, non solo relativo. Tuttavia, nell’arco di 10 anni, rimangono i più gravi: i primi tre sono eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e cambiamenti critici nei sistemi terrestri. 

Global risks ranked by severity

I rischi cyber

La seconda ricerca è il Global Cybersecurity Outlook 2026, una analisi arrivata alla sua quinta edizione realizzata dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture su un panel di 804 leader aziendali globali in 92 paesi, tra cui 105 Ceo, 316 Ciso e altri 123 C-level.

Ne esce un quadro che mostra come l’intelligenza artificiale stia potenziando le capacità offensive e difensive delle aziende, come la frammentazione geopolitica aggravi ulteriormente questi rischi a tal punto che l’aumento delle frodi informatiche sta ridefinendo il panorama dei rischi cyber a una velocità senza precedenti. “Con l’aumentare dell’interconnessione e delle conseguenze dei rischi informatici, le frodi informatiche si sono affermate come una delle forze più dirompenti nell’economia digitale, minando la fiducia, distorcendo i mercati e influenzando direttamente la vita delle persone – precisa Jeremy Jurgens, managing director del World Economic Forum -. La sfida per i leader non è più solo comprendere la minaccia, ma agire collettivamente per anticiparla. Costruire una resilienza informatica significativa richiederà un’azione coordinata tra governi, aziende e fornitori di tecnologia per proteggere la fiducia e la stabilità in un mondo sempre più guidato dall’intelligenza artificiale”.

Guardiamo fattore per fattore.

1- L’intelligenza artificiale sta accelerando i rischi per la sicurezza, a tal punto che l’87% del campione afferma che le vulnerabilità legate all’AI sono aumentate più rapidamente di qualsiasi altra categoria nel 2025, oltre a lamentare le perdite di dati legate all’intelligenza artificiale generativa (34%) che spingono maggiori investimenti in personale preposto a valutare la sicurezza dell’AI (dal 37% al 64%).

2 – La geopolitica sta ridefinendo il panorama globale delle minacce alla sicurezza informatica: il 64% delle organizzazioni include gli attacchi di matrice geopolitica nelle proprie strategie di rischio, e il 91% delle aziende più grandi adegua di conseguenza la propria strategia di security.

3 – Le frodi informatiche sono pervasive: il 73% del campione è stato colpito o conosce qualcuno direttamente colpito nel 2025. Frodi e phishing superano il ransomware come principali preoccupazioni per i Ceo.

4 – Le catene di fornitura legate a terze parti rimangono una delle principali vulnerabilità sistemiche, lo dichiara il 65% del campione contro il 54% dello scorso anno. Percepito come critico anche il rischio di concentrazione presso i principali provider di servizi cloud e Internet, che nel caso di malfunzionamenti generano ripercussioni su ecosistemi digitali interconnessi estesi. La dipendenza da terze parti è per queste ragioni una vulnerabilità sistemica.

5 – La diseguaglianza informatica si sta ampliando in tutte le regioni e i settori, penalizzate organizzazioni più piccole e si marca un divario netto tra geografie diverse, tra nord e sud del mondo. 

Due ricerche in cui la tecnologia dimostra tutta la sua pervasività, nel bene e nel male.

Perception of increase or decrease in cyber risks over the past year
fonte: Global Cybersecurity Outlook 2026 realizzata dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture

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