I numeri annunciati da Veeam, a livello mondiale, di un 2017 chiuso con una crescita del 36% rispetto al 2016 (827 milioni di dollari di fatturato) trovano riscontro anche nell’andamento del mercato italiano.
E’ Alberto Zammar, Vice President Southern Emea Region di Veeam Software, a commentare un 2017 positivo, che ha registrato una crescita in Italia del 32% anno su anno, in un’area mediterranea che cresce complessivamente del 35% in tutti i paesi. Allo scorso dicembre erano 17.000 i clienti in Italia, 8.000 nella penisola Iberica (+32%) di cui 1.000 in Portogallo, 2.000 in Israele, 282 a Malta, 300 a Cipro e 500 in Grecia. “La Turchia cresce del 26% ma sta scontando la svalutazione della lira turca” precisa Zammar, che guida l’intera regione.

Complessivamente, a livello mondo, gli ordini sono aumentati del 500% e il quarto trimestre si è dimostrato particolarmente proficuo, con una crescita del 48% anno su anno, con 299 milioni di dollari di ricavi“In tutto il mondo le aziende stanno affrontando una diffusione massiccia di dati, e il bisogno di assicurare l’Availability dei dati e delle applicazioni, attraverso un complesso ambiente multi-cloud, non è mai stato così impellente –  commenta Peter McKay, Co-CEO and President di Veeam.  – Abbiamo continuato ad avere successo nel mid-market e, al contempo, ad espanderci nel settore Enterprise, questo sarà uno dei focus principali nel futuro. La crescita costante a doppia cifra di Veeam corrisponde al calo dei vendor legacy. La disponibilità di qualsiasi applicazione, dato e su qualsiasi cloud ci consentirà di diventare entro il 2018 una software company da un miliardo di dollari”.

Albert Zammar, VP SEMEA Veeam Software
Albert Zammar, VP Souther EMEA Region di Veeam Software

Europa e Italia

Zammar si concentrerà su una maggiore focalizzazione nell’area mediterranea (“al di fuori di Israele”, precisa Zammar) con una crescita significativa attesa in Iberia e una strategia globale che preveda una grande focalizzazione sul canale, in particolare su profili e politiche che possano incentivare il mercato del cloud.

“Riteniamo che tutto il business cloud avrà una crescita molto importante nel 2018 – precisa Zammar – con una proposizione molto forte del cloud ibrido dal momento che la maggior parte delle aziende avrà infrastrutture ibride da governare”.
Un cloud che si basa sul modello pay as you go, con una richiesta crescente di subscription a tempo, il che richiede una grande flessibilità nel sapere gestire le licenze software: dal momento che le aziende si affidano sempre di più al cloud, la protezione e la disponibilità dei dati sono temi cruciali per il top management. “Qualsiasi azienda anche con la migliore piattaforma di customer intelligence basata sull’Intelligenza Artificiale, se non è disponibile nei confronti dei propri fruitori, è destinata ad essere sminuita” ha precisato Zammar. La disponibilità innanzitutto.
Il fatto che in Italia ci siano ancora tante imprese a conduzione famigliare fa sì che fatichi a passare il messaggio che l’IT sia funzionale al business. “Bisognerebbe inserire manager più giovani per essere competitivi. Proprio per la tipologia della imprenditoria italiana non vediamo ancora un cambiamento significativo – commenta con un po’ di amarezza Zammar -. C’è un forte driver da parte del governo, ma ancora non ci sono i risultati. Ci vuole tempo perché Industria 4.0 dia uno slancio reale. Anche nella Pubblica Amministrazione, nonostante  i passi avanti, c’è ancora molto da fare anche se la PA Locale è sicuramente più snella e attiva rispetto alla Centrale”.

I tempi che secondo Zammar traineranno il 2018 sono blockchain (“c’è davvero un grande interesse da parte delle aziende private, perché blockchain consente il tracciamento di tutti i componenti lungo la filiera, mentre più critica è la Publica Amministrazione”), IoT e  Intelligenza Artificiale che portano a una crescita esponenziale dei dati e della necessità di gestirli. “Mentre il mercato del backup cresce del 6% anno, Veeam cresce più del 30% – precisa Zammar – e siccome l’IT comporta infrastruttura con capacità di calcolo sempre più elevate, Veeam si concentrerà nel rendere queste infrastrutture semplici e ripristinabili. E proprio la capacità della nostra offerta di ripristinare le infrastrutture in caso di guasto che ci caratterizza” precisa.

La strategia di essere indipendenti dall’hardware (”perché i clienti possono in qualsiasi momento cambiare le infrastutture senza dovere cambiare i processi”) porta Veeam a consolidare partnership con alcuni vendor tra cui HPE (“anche se il cambio di pelle importante di questi ultimi anni, soprattutto per la parte storage, ha frenato un po’ i progetti congiunti”), Cisco, Netapp (“vedo una grande apertura nella partnership anche in Italia grazie al nuovo country manager”), Nutanix (“ha una bella struttura in Italia con la quale fare progetti”).

Zammar rafforzerà la struttura di canale soprattutto in ambito cloud, “multicloud sarà la normalità”, anche perché la necessità di avere partner in grado di realizzare applicazioni di cloud-native permetterà alle aziende di ottenere benefici in termini di costi, scalabilità, efficienza.

“Le nostre alleanze si sono rafforzate, come con HPE, Cisco e NetApp, con oltre 100 milioni di ricavi derivanti da queste collaborazioni”, Peter McKay

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