Miglioramento degli standard di sviluppo per la programmabilità delle infrastrutture, interpolarità nei data center, automazione nel cloud computing e acquisizione rapida dell’infrastruttura ICT necessaria. Questi sono gli effetti della rivoluzione tecnologica in corso. In particolare, per quanto riguarda l’evoluzione del network, secondo IDC la parola chiave dei prossimi mesi sarà “SDx” (software defined everything).

IDC ha previsto che entro il 2019 si affermeranno prodotti software-defined e verso quel mondo convergeranno i service provider. L´IT si disaggregherà e il calcolo, la rete e lo storage si sposteranno in maniera indipendente nelle rispettive categorie software-defined. I maggiori progressi riguarderanno il software-defined storage (SDS), che sarà disponibile come il vero SDS software. I service provider adotteranno tecnologie software-defined per competere con i provider di public cloud e offrire nuovi servizi cloud con architetture storage di prossima generazione.

Il percorso è già iniziato

In termini di definizione di nuove architetture, i possibili benefici del SDx sono enormi: scalabilità, riduzione del “single point of failure” e sharing dei servizi. Il software defined everything intende permettere alla rete di implementare e soddisfare le esigenze delle applicazioni sia nel data center sia nel cloud. La rete deve fornire livelli adeguati di connessione, sicurezza, conformità, firewall e load balancing, e deve farlo in modo dinamico e on-demand. In questo scenario, erogando servizi a valore aggiunto sempre più personalizzati per il cliente, aumenteranno anche le opportunità per le aziende di nuovi modi per fare business.

Non è da sottovalutare, però, che non si tratta di una sfida semplice. Gestire la trasformazione digitale che accompagna il nuovo approccio, e quindi il cambiamento da un sistema centrale a un sistema distribuito, come per molte aree promettenti ma complesse, richiederà un bilanciamento della capacità di comunicare: bisognerà chiarire i benefici emergenti e le sfide, che in questo caso sono gli inevitabili rischi legati alla privacy e alla corretta e opportuna gestione dell’informazione.

È indiscutibile che le tradizionali architetture data center siano ormai acqua passata. Attualmente il networking, lo storage e i data center sono fortemente impattati dal “software-defined”. Anche l’industria dei prodotti e dei servizi sono sempre più indirizzati al SDx, basti pensare al mondo dei prodotti IoT connessi. Si tratta di “rivoluzione”? La risposta si avrà col tempo. Secondo la previsione di IDC, il modello software defined everything influenzerà il 75% dei nuovi acquisti in ambito data center.

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