Doxa ha condotto una ricerca quantitativa per osservare quanto il fenomeno delle donazioni sia penetrato nella popolazione italiana, tra coloro che utilizzano Internet, ma anche per comprenderne i driver e le barriere.

Sono state quindi indagate le abitudini, gli atteggiamenti attuali e futuri degli internauti per dare vita a un quadro completo del perché, quanto, come e dove si dona. La ricerca è stata condotta per conto di PayPal Italia e Rete del Dono attraverso una serie di interviste. Mille per la precisione, rappresentative dei circa 20 milioni di internauti italiani di età compresa tra 18-64. A complemento dell’indagine è stata avviata un’ulteriore analisi sulle 30 associazioni più note in Italia, per verificare la loro presenza online, sui dispositivi mobili e sui social network.

Non solo, dettaglia Antonio Filoni, head of digital offering di Doxa: “Quest’anno abbiamo analizzato anche il percepito che le persone hanno verso le associazioni no profit e quello che desidererebbero dall’associazione ideale. Ciò che emerge è una forte richiesta di modernizzazione e di riduzione del gap in termini di fiducia, gap che si potrebbe ridurre raccontando meglio ed in modo più efficace i risultati che le associazioni producono grazie al loro impegno. Inoltre, molto interessanti sono i dati che emergono dalle nuove modalità di donazione come il personal fundraising, di cui circa il 70% ha già sentito parlare”. Questi i risultati. 

Antonio Filoni, head of digital offering di Doxa

Agli italiani piace donare. Lo fanno oltre 8 intervistati su 10, un dato che conferma quello della precedente edizione della ricerca. Crescono anche i donatori saltuari, sono il 32%, e soprattutto cresce il numero degli italiani che sceglie di effettuare una donazione più volte durante lo stesso anno.

Dona con uno strumento mobile il 24% dei benefattori e la modalità online è la seconda più utilizzata dopo il denaro in contante (il 42%), ma soprattutto risulta la più comoda e ideale a detta degli intervistati.

Cresce quindi l’interesse nei confronti delle piattaforme connesse a Internet che rappresentano uno strumento comodo per donare. E tra queste un italiano su quattro (24%) indica i dispositivi mobile come piattaforma preferita, ma è ampia la fetta di coloro che preferiscono il Pc (60%). Molto interessanti, inoltre, i risultati riscontrati sulle nuove possibili modalità, che vedono nei social e nel digitale una presenza ed un’evoluzione naturali. Si dona poi di preferenza a una singola associazione: questa la scelta del 35% del campione.

Maria Teresa Minotti, head of merchant services PayPal
Maria Teresa Minotti, head of merchant services PayPal

Il primo commento arriva da Maria Teresa Minotti, head of merchant services PayPal Italia: “I dati dimostrano bene un’attenzione stabile degli italiani nei confronti della solidarietà e noi siamo convinti che il mobile sia un medium perfetto per catalizzare questa sensibilità, aggiungendosi al contatto diretto con le associazioni come principale modalità d’interazione e offrendo quella possibilità di semplificare e velocizzare le donazioni”.   

Se si analizza la tipologia di associazioni che più negli ultimi dodici mesi hanno beneficiato delle donazioni guidano la classica quelle legate a salute e ricerca (58%), quindi quelle che operano nell’ambito dell’assistenza sociale (28%), e a seguire dell’emergenza/protezione civile e della tutela dell’ambiente e degli animali (25%) infine del sostegno/servizi per disabili (24%).

Valeria Vitali, fondatrice Rete del Dono
Valeria Vitali, fondatrice Rete del Dono

Interessante lo spaccato generazionale: i baby boomer sono attenti alla salute e alla ricerca, ma meno alle emergenze e alla protezione civile esattamente l’opposto della generazione X. Invece i millennial sono più attivi nel volontariato ma meno donatori (1 su 4), prevale infatti l’attività di volontariato. Alta l’attenzione sull’utilizzo dei fondi raccolti. Il 66% degli italiani non dona agli enti che non gli permettono di verificare come vengano utilizzate le donazioni e i risultati raggiunti grazie a queste ultime.

Valeria Vitali, fondatrice Rete del Dono chiude i commenti con le note di interesse per suggerire dove occorre agire ora: “Il 22% sente la necessità di ricevere comunicazioni più convincenti, questo dimostra che c’è spazio per lavorare in un’ottica di donor journey al fine di rafforzare la relazione con il donatore. Chi dona è interessato e vuole essere coinvolto in prima persona, infatti il 70% degli intervistati è stato coinvolto direttamente o indirettamente in campagna di raccolta fondi personale in occasione di eventi sportivi, festeggiamenti o commemorazioni”. 

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