Il processo diagnostico è il cuore del lavoro di Inpeco che progetta e realizza sistemi che garantiscono tracciabilità, sicurezza ed efficienza per ridurre qualsiasi possibilità di errore. Un gruppo svizzero con headquarter a Novazzano, produzione e collaudo in Italia, filiali in Belgio e Stati Uniti che ragiona in termini di qualità (certificazioni raggiunte) e compliance ai requisiti legali dei paesi in cui opera.

Con Davide Gindro, Cio Gruppo Inpeco incontrato per Cio Cafè in occasione del Digital Health Summit 2019, il punto sulla fase di trasformazione digitale in atto in Inpeco che sta lavorando al progetto molto importante Fabbrica 2021, che ha l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva dell’azienda senza andare ad aumentare gli spazi richiesti. “Stiamo lavorando su un re-layout completo della nostra fabbrica con un fortissimo utilizzo della tecnologia” precisa Gindro, dettagliando i 3 pillar principali del progetto.

Il primo è la realizzazione di un magazzino completamente automatizzato integrato con sistema di gestione digitale dei fornitori (“gestito in automatico, con grande velocità e riduzione degli errori”). La seconda fase è quella del trasporto dei materiali (“Ci stiamo dotando di mezzi a guida autonoma che vanno ad agganciare i carrelli e li portano all’intero della fabbrica svolgendo la loro missione. Anche in questo caso aumentiamo la velocità e la disponibilità del materiale sulle linee di produzione”). Il terzo pillar è la realizzazione del primo robot collaborativo che andrà a sostituire operazioni ripetitive di programmazione dei pallet che trasportano le provette all’interno del laboratorio (“Questo robot è integrato con il nostro sistema Erp, riceve gli ordini e va a programmare i pallet Rfid ponendoli nelle confezioni finali”).

Cambia anche la logica dell’offerta verso i clienti, grazie all’utilizzo di AI e machine learning che permettono di pensare a proposte diverse. “Noi produciamo hardware ma ci stiamo sempre più spostando sui servizi. È molto importante capire, grazie alla gestione dei big data e all’AI, come possiamo aiutare i nostri clienti erogando nuovi servizi. Per questa ragione abbiamo lanciato un progetto basato sull’elaborazione in cloud dei dati dalle nostre automazioni, per offrire in un futuro servizi di manutenzione predittiva e proattiva”.

Non nasconde Gindro che una delle difficoltà derivi dalla frammentazione dei dati raccolti da tutti i clienti, dove accanto ai dati dell’elaborazione della macchina, c’è anche il dato clinico che rappresenta una frontiera ulteriore. “Oggi il dato clinico del paziente rappresenta un’altra area su cui lavoriamo per dare una visione totale nella logica del total patient management”.

“L’ambizione è quella di mettere a disposizione di tutti gli stakeholder della value chain healthcare, i dati del paziente, previa autorizzazione di quest’ultimo e nel rispetto delle varie normative”. Un processo che si scontra con la frammentazione del dato e con interfacce infinite. La soluzione? “Adottare uno standard, a cui tutte le aziende possono fare riferimento per gestire i dati del paziente, in qualunque lingua ed in qualunque parte del mondo”. Nella videointervista maggiori dettagli su quest’ultimo punto e sugli obiettivi 2020 dal punto di vista del Cio.

 

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