La trasformazione digitale delle infrastrutture universitarie e sanitarie ha bisogno della disponibilità di reti di nuova generazione in grado di garantire prestazioni elevate, flessibilità operativa e sicurezza nella gestione dei dati. In tale contesto, le reti mobili private 5G – le cosiddette Mpn (Mobile Private Network) – rappresentano uno dei modelli tecnologici più efficaci per innovare processi complessi come quelli dell’istruzione superiore, della ricerca scientifica e della sanità pubblica. A differenza delle reti pubbliche, le Mpn offrono ambienti di rete dedicati, separati dal traffico generalista, capaci di supportare applicazioni mission-critical grazie a latenze minime, larghezza di banda elevata e possibilità di garantire continuità operativa. Questa combinazione di caratteristiche le rende particolarmente adatte a contesti in cui il valore dell’informazione e la tempestività della risposta sono determinanti, come accade nella gestione di dati clinici o nei modelli di apprendimento immersivo.
La realizzazione del primo smart campus italiano con rete 5G privata ibrida, promosso dall’Università degli Studi di Palermo con Fastweb+Vodafone, si inserisce in questa evoluzione. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Connecting Europe Facility e sostenuto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Siciliana, è anche un esempio di come sia possibile ridefinire il ruolo delle reti mobili avanzate all’interno dell’ecosistema universitario e sanitario regionale.
Il contesto e il metodo
L’Università degli Studi di Palermo ha individuato nell’infrastruttura 5G un elemento strategico per abilitare la transizione verso un nuovo modello di campus, in cui ricerca, formazione e servizi al cittadino si integrano in un’unica piattaforma tecnologica. La sfida si è rivelata duplice: da un lato, garantire una copertura omogenea, capillare e sicura su tutti i poli universitari e le strutture cliniche associate, inclusi il Campus di viale delle Scienze, il Polo Territoriale di Trapani e il Policlinico Universitario Paolo Giaccone; dall’altro, isolare e proteggere il traffico sensibile generato da dispositivi didattici, clinici e sperimentali, assicurando livelli di latenza estremamente ridotti e un accesso sicuro alle risorse digitali. Obiettivo dichiarato: rendere l’Ateneo un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale nella sperimentazione di modelli didattici e sanitari abilitati da tecnologie digitali avanzate. Con il coinvolgimento di oltre cento studenti già nelle fasi iniziali del progetto, provenienti da corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Architettura, Scienze psicologiche, pedagogiche e dell’esercizio fisico, l’Università ha avviato quindi un processo di cambiamento, anticipando scenari futuri e testando soluzioni destinate a diventare standard. Il valore complessivo del progetto, in fieri e denominato 5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus, è pari a 6,5 milioni di euro, di cui 4 finanziati dall’Unione Europea.
La soluzione
La soluzione tecnica scelta implementata da Fastweb+Vodafone prevede l’utilizzo di una rete privata mobile ibrida, progettata per offrire al contempo la copertura e l’affidabilità di una Mpn e la continuità operativa garantita dall’integrazione con la rete mobile pubblica. Oggi la copertura outdoor e indoor è già operativa presso il Campus di viale delle Scienze, e sono in corso le attività di estensione a tutte le strutture coinvolte. L’architettura include una Local Core installata direttamente nel campus, che consente di ridurre la latenza e di gestire in modo autonomo ed efficiente il traffico interno. La connessione con la rete pubblica Vodafone garantisce poi accesso sicuro e continuo anche al di fuori del perimetro universitario, supportando una mobilità estesa degli utenti. Le politiche di segmentazione e prioritarizzazione del traffico assicurano elevati standard di segregazione e sicurezza, indispensabili per le applicazioni di didattica immersiva e i servizi clinico-diagnostici.

L’infrastruttura rappresenta dunque una base flessibile e scalabile per la creazione di un ecosistema digitale multidisciplinare, nel quale convergono attività accademiche, ricerca applicata, servizi alla persona e sperimentazione tecnologica.
Così spiega Alessandro Magnino, chief strategy & transformation officer di Fastweb+Vodafone: “La collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo è un esempio di come la tecnologia di rete possa concretamente abilitare l’innovazione in ambito sanitario e della formazione. Grazie alle caratteristiche distintive del 5G – velocità, latenza ridottissima e sicurezza di dati e dispositivi connessi – docenti e studenti possono accedere a strumenti immersivi e collaborare in tempo reale anche da sedi diverse. In ambito scientifico sanitario si aprono nuove opportunità per la sperimentazione di ricerca e sviluppo di servizi avanzati di telemedicina supportati dall’intelligenza artificiale ]…[“.
I vantaggi
L’adozione della Mpn 5G genera una serie di impatti tangibili, sia nell’ambito della didattica sia in quello della ricerca e della sanità. Oltre ad una velocità di trasmissione dati fino a 100 volte più celere di quella precedente, una riduzione dei consumi energetici e una latenza da 30 a 50 volte inferiore (pur considerando che al momento la copertura disponibile non è ancora quella prevista a fine progetto). L’Università degli Studi di Palermo dispone già di spazi formativi trasformati per diventare ambienti aumentati, dove la realtà fisica si fonde con quella virtuale. E già un centinaio di studenti dei corsi afferenti a Medicina e Chirurgia; Architettura; Scienze Psicologiche e Pedagogiche, dell’Esercizio fisico e della Formazione sta sperimentando nuovi ambienti didattici ibridi. Si tratta di aule, distribuite tra il campus e il Policlinico in cui gli studenti interagiscono con modelli tridimensionali complessi – come organi anatomici o edifici storici – attraverso visori XR e tecnologie di mirroring, che consentono la fruizione dell’esperienza anche da remoto o da parte di utenti non dotati di visore. Questo approccio, basato sul paradigma del learning by doing, migliora significativamente la comprensione dei contenuti didattici e stimola l’apprendimento attivo.

Nel campo della formazione sanitaria, è in fase di allestimento un centro avanzato di simulazione clinica, equipaggiato con manichini intelligenti e ambienti immersivi, concepiti per l’addestramento pratico degli studenti di Medicina e per la riproduzione di scenari di emergenza. Questo ambiente permetterà di acquisire competenze cliniche attraverso l’esperienza simulata, riducendo i margini di errore nelle situazioni reali.
In parallelo, il progetto prevede la creazione di una piattaforma cloud per il teleconsulto medico, che integrerà in tempo reale un pool di specialisti e un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato dai ricercatori dell’Ateneo. Il sistema, attualmente in fase sperimentale, è finalizzato a supportare diagnosi precoci e a migliorare la presa in carico del paziente. L’intero progetto, come ha sottolineato il rettore Massimo Midiri, posiziona l’Ateneo palermitano come “punto di riferimento nazionale nell’integrazione tra infrastrutture digitali, ricerca scientifica e innovazione nei modelli di servizio. ]…[ Essere pionieri in questo ambito significa non solo adottare tecnologie d’avanguardia, ma soprattutto anticipare scenari futuri, sperimentando oggi soluzioni che domani potranno diventare standard per il sistema universitario e sanitario italiano ed europeo”.
In roadmap
L’attivazione dell’infrastruttura 5G rappresenta solo il primo passo di una roadmap articolata, che prevede l’estensione della copertura a tutte le sedi universitarie e ospedaliere coinvolte, l’integrazione con i sistemi informativi regionali e universitari e lo sviluppo di nuovi casi d’uso, anche in ambiti oggi non ancora coperti dal progetto. Per come è strutturata la rete che è completamente integrata con la rete mobile pubblica di Vodafone, essa si configura a tutti gli effetti come una Mpn ibrida. Questo permette di offrire copertura 5G ad alte prestazioni sia alla popolazione locale, tramite la rete pubblica, sia all’interno dell’Università degli Studi di Palermo, in sicurezza e con le decisive possibilità di segregazione del traffico e di continuità di servizio per le applicazioni didattiche e sanitarie più avanzate. Il progetto quindi nella sua completezza sarà di importanza strategica sia per l’università che per il territorio e alla regione Siciliana consentirà di abilitare servizi di interesse generale nei settori dello smart education e dell’assistenza sanitaria, accelerando la trasformazione digitale anche in altre aree di attività.
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