Torna l’appuntamento autunnale della presentazione della Cio Survey, la ricerca di NetConsulting cube che ha l’obiettivo di analizzare gli investimenti in ambito IT e digitale delle principali aziende private attive nel mercato italiano. Mettendo in luce la centralità della tecnologia per il business ma soprattutto come i Cio, nel loro ruolo, siano in grado di governare i cambiamenti.

Giunta alla diciannovesima edizione – grazie al lavoro di un advisory board che annovera Angelini, Bracco, Intesa Sanpaolo, Enel, Eni, Maire e al supporto dei partner Capgemini, Cisco, Commvault, Deda, Denodo, Jakala, Ntt Data, Palo Alto Networks, Sas, Workday, Tim e Google Cloud – la survey dà risposte a domande mirate, essenziali nella loro semplicità

Quanto IT e digitale contribuiscono agli obiettivi di business? Quali le funzioni aziendali più attive nei progetti tecnologici? Quanto la tecnologia aiuta le aziende ad essere sostenibili? Dove si concentreranno gli investimenti tecnologici nei prossimi 12 mesi? Quali competenze servono? Quale budget IT?

Non poche domande, ma tutte rimandabili a un solo quesito. Il Cio è un esecutore o un leader nella trasformazione aziendale? In un contesto economico critico dove anche le relazioni con i fornitori – leva fondamentale a supporto delle iniziative tecnologiche – hanno la loro dinamica spesso complessa.

Cio Survey 2025
Cio Survey 2025 – Un momento del confronto presso la sede dall’università Luiss a Milano 

Priorità di business 

Dalla survey – condotta nei tre mesi primaverili su un campione di 103 Cio e responsabili IT dei settori Industria (42,7%), Gdo e Retail, Banche ed Energy & Utilities (10,7%), Assicurazioni (7,8%), Trasporti, Servizi, Telecomunicazioni & Media (5,8%) – emergono le priorità di business per i prossimi 12 mesi. Guardiamole.

In primis, l’ottimizzazione dei processi di business sia in termini di efficacia (43,7%) sia di efficienza economica (56,3%). “Le imprese appaiono concentrate sull’esigenza di migliorare la propria offerta e, al contempo, di ridurre i propri costi, in modo da sostenere i risultati economici, i ricavi ma soprattutto i margini finanziari – precisa Giancarlo Capitani, presidente onorario di NetConsulting cube, nel presentare la ricerca presso la sede della Luiss di Milano -. Per questo, il 57,3% dei Cio intervistati evolverà la propria offerta per cogliere opportunità derivanti dalla crescente digitalizzazione dell’utenza finale, rispondere alle esigenze dei clienti, indirizzare i bisogni di nuovi target, contrastare la proposta della concorrenza”.

Alta l’attenzione ai costi che impatta anche sulla sicurezza (43,7%) e sulla produttività della forza lavoro (38,8%) ma rimangono prioritarie per le aziende la finalizzazione di operazione di fusioni/acquisizioni/dismissioni (39,8%), il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale (36,9%) e l’ingresso in nuovi mercati, anche geografici (24,3%) soprattutto per realtà multinazionali dell’Industria.

Chi dialoga con i Cio

Il supporto delle iniziative tecnologiche è ritenuto particolarmente strategico (superiore a 9 in una scala da 1 a 10) e questo implica che le funzioni aziendali siano particolarmente attive nel richiedere al Cio l’avvio di iniziative in ambito IT. In prima linea le Vendite (63,1%), seguite da Operations e Servizi generali (62,1%), Amministrazione, Finanza, Controllo (59,2%) e Produzione (47,6%). Seguono le divisioni Marketing (42,7%), che spesso collaborano con le Vendite e con percentuali più basse le Risorse Umane (34%), i reparti di Post-vendita/Assistenza (29,1%) soprattutto nei settori Assicurazioni, Servizi e Telecomunicazioni dove è più frequente l’esigenza di risolvere problematiche post vendita.

“Molto importante anche se in lieve ridimensionamento rispetto all’anno scorso è il focus sulla Cybersecurity (69,9%), in linea con la persistenza di molteplici minacce alla sicurezza aziendale”, precisa Rossella Macinante, BU leader referente per la tematica Cyber in NetConsulting cube. Continuano progetti diretti a sviluppo, gestione, integrazione e ammodernamento del parco applicativo (49,5%), cosi come rimarranno frequenti i progetti di automazione (32%) a supporto di una gestione efficace e tempestiva dei processi di business.

Priorità tecnologiche, focus sull’AI

Se si guarda alla tecnologia, la crescente maturità della domanda dei servizi di cloud computing (97,1% delle imprese lo usa già e l’1% inizierà ad usarlo nei prossimi 12 mesi) non ne mette in discussione la strategicità.  “SaaS e IaaS si confermano essere i servizi Cloud di maggior utilizzo mentre i servizi PaaS sono sempre più diffusi in una logica funzionale alla gestione di tool di Big Data Management, Analytics e Intelligenza Artificiale” puntualizza Alessandra Pinza, practice leader che ha curato la ricerca. A livello architetturale, le scelte aziendali prediligono i modelli di hybrid cloud e di multicloud che sono coerenti con la coesistenza di diversi ambienti IT. Oggi l’86% del campione esclude o ritiene improbabile l’avvio di iniziative di repatriation: “il ritorno all’on-premise o a infrastrutture private viene preso in considerazione solo per applicativi, dati e carichi di lavoro critici di cui le aziende non possono rischiare di perdere il controllo – puntualizza –  soprattutto alla luce delle politiche protezionistiche messe in campo o minacciate dal governo degli Stati Uniti”.

Principali aree tecnologiche di investimento (2025)​
Principali aree tecnologiche di investimento (2025)​ – Fonte: Cio Survey 2025 – NetConsulting cube

Ma – come c’era da aspettarselo – le aziende sono sempre più impegnate nella definizione di strategie di intelligenza artificiale: hanno già formulato una strategia il 74,8% del campione, in crescita rispetto al 63% del 2024. “Appaiono più evolute le imprese nei settori Assicurazioni, Banche, Energy & Utilities, Servizi e perché storicamente, più pronte a indirizzare le tematiche di gestione e valorizzazione dei dati – precisa Annamaria Di Ruscio, Ceo di NetConsulting cubee, rispetto allo scorso anno, si è ridotta la percentuale di aziende che stanno pianificando l’avvio di strategie di AI (1,9% contro l’8,7%) o che ne stanno semplicemente discutendo (16,5% contro il 23,9%)”.

Sfide legate all’AI​ - Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025
Sfide legate all’AI​ – Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025

Ma quello che la ricerca evidenza con particolare attenzione è la responsabilità attorno all’AI. Da un punto di vista organizzativo la responsabilità si colloca nella maggioranza dei casi all’interno delle divisioni IT (65%), sotto al Cio (37,5%) o a un responsabile dedicato (come il chief data officer, il chief transformation officer, il responsabile dell’AI Competence Center (27,1%)). Il Cio è responsabile dell’implementazione dei progetti e agisce recependo le richieste dei colleghi business a volte anche coordinando un team multidisciplinare – continua Capitani -. In un numero inferiore di organizzazioni (12,5%), l’intelligenza artificiale è indirizzata dall’insieme di funzioni business che la usano o useranno, a volte in una logica hub & spoke. Ma rispetto alla rilevazione del 2024, l’importanza delle funzioni IT nella gestione dei progetti di intelligenza artificiale è molto aumentata. Ciò non sorprende perché queste iniziative hanno una forte componente tecnologica caratterizzata da un’elevata complessità.  Da questo punto di vista la Generative AI è la tecnologia maggiormente adottata, con molte aziende che già la usano in produzione o che la stanno sperimentando”. 

benefici attesi dai team multidisciplinari riguardano la riduzione di tempi di sviluppo, efficacia commerciale, incremento della produttività e della qualità, anche se apre sfide da gestire tra cui le problematiche legate l’aumento delle minacce alla sicurezza aziendale (22,9%). “La vulnerabilità dei dati utilizzati nei modelli di intelligenza artificiale, i rischi legati a un uso non controllato della GenAI, l’aumento del perimetro di attacco a causa dell’integrazione di nuove tecnologie di intelligenza artificiale sono le principali sfide in ambito cybersecurity che sono state citate dai rispondenti”, precisa Macinante, sottolineando  come le catene di approvvigionamento siano sempre più vulnerabili ed è sufficiente che un “anello” (fornitore o partner) venga attaccato per creare ripercussioni a catena sull’intera filiera, lo stesso vale per compromissioni di piattaforme IoT e IIoT, di dispositivi connessi a supporto dei processi produttivi e operativi distribuiti. 

Aree di investimento significative rimarranno le piattaforme applicative che giocano un ruolo cruciale ai fini del funzionamento e dell’efficacia delle attività aziendali orizzontali (93,2%) e la maggioranza di queste (71,8%) riguarderà le applicazioni corporate, alla base di processi aziendali quali amministrazione, finanza, controllo, risorse umane, vendite e marketing. Seguono progetti diretti all’ottimizzazione e al miglioramento di applicazioni verticali (55,3%) che guidano processi core business, presenti solo nei settori di appartenenza delle aziende.

Stato di avanzamento della strategia aziendale in ambito Intelligenza artificiale​ - Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025
Stato di avanzamento della strategia aziendale in ambito intelligenza artificiale​  (fonte: elaborazioni NetConsulting cube, luglio 2025

Il ruolo del Cio 

Nelle divisioni IT, si concentrano le risorse e le competenze (operative, gestionali e di indirizzo strategico) fondamentali per accompagnare le aziende nella loro evoluzione tecnologica. “Da questo punto di vista, all’interno del panel della Cio Survey 2025, nella maggioranza dei casi (67%), le divisioni IT riportano al top management, mentre seguono situazioni in cui le divisioni IT riportano al Cfo o direttore amministrativo (10,7%) ricorrenti nel settore Industria, o al Coo/direttore operations (9,7%) tipicamente nei settori finanziari. Nei casi rimanenti, le divisioni IT sono un riporto di specifiche figure aziendali, dedicate all’innovazione o alla gestione tecnologica dell’azienda, ovvero chief innovation officer (6,8%) e Cto (1,9%), oppure rappresentano funzioni global con responsabilità al di fuori dell’Italia (1,9%)” dettaglia la ricerca.

La posizione organizzativa delle divisioni IT suggerisce la sua importanza strategica: per questo le divisioni IT sono percepite come un centro a diretto supporto dell’offerta aziendale (49,5%) oppure come advisory tecnologico funzionale all’ottimizzazione de processi (28,2%). “Sono pochi i Cio che ritengono che le divisioni IT giochino un ruolo più tattico, di demand management (17,5%) e gestione operativa (4,9%)”, precisa Capitani senza sottostimare i principi di correttezza e fiducia che sono il collante tra le divisioni IT e le funzioni business. “La prova di questa fiducia è rappresentata dalla scarsa diffusione del fenomeno della shadow IT – ovvero l’utilizzo di sistemi e soluzioni IT da parte di utenti aziendali senza l’approvazione o la supervisione delle divisioni IT”. Per il 75% circa dei rispondenti, infatti, tale fenomeno è pressoché inesistente (39,8%) o poco diffuso (35%). Tuttavia le aree business in cui la shadow IT è più rilevante sono il Marketing (61,3%), la Produzione e le Operations (25,8%). 

Il coinvolgimento del CIO nelle strategie di business​ - Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025
Il coinvolgimento del CIO nelle strategie di business​ – Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025

La sfida delle competenze

I Cio che hanno partecipato alla Cio Survey 2025 rappresentano l’anima gestionale e strategica delle divisioni IT che guidano. Le loro competenze sono maturate grazie a tanti anni di lavoro in ruoli tecnologici e questo trova riscontro nell’anzianità media, sia anagrafica sia aziendale (il 46,6% ha un’età tra i 46 e i 55 anni e il 41% ha più di 55 anni). Inoltre, il 50,5% lavora in azienda da più di 5 anni e tra questi non sono rari i casi di Cio con un’anzianità superiore ai 10 anni.  “Grazie alla loro esperienza, sia nell’attuale posto di lavoro che in altre aziende, i Cio che hanno partecipato all’indagine rappresentano figure di grande rilevanza nel contesto aziendale – precisa Capitani -. Il loro ruolo dovrebbe continuare ad essere di primaria importanza anche nel prossimo futuro visto che la netta maggioranza di aziende, poco meno dell’80% del panel, non prevede di introdurre nessuna nuova figura professionale a supporto della gestione della loro trasformazione tecnologica e digitale. E, nei pochi casi in cui saranno nominate nuove figure specializzate, opereranno in forte collaborazione con il Cio, a cui nella maggioranza dei casi, riporteranno”.

Il CIO e le nuove figure​ - Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025
Il CIO e le nuove figure​ – Fonte: elaborazioni NetConsulting cube, Luglio 2025

Nell’82% dei casi i Cio hanno dichiarato di essere estremamente coinvolti nelle strategie business e questo si concretizza nella loro partecipazione attiva a comitati operativi e executive management team che lavorano all’evoluzione aziendale. In un numero nettamente inferiore di aziende (15,5%), i Cio partecipano sempre a comitati operativi e executive management team ma il loro ruolo si limita ad un advisory di tipo tecnologico,
Infine, nel 2,9% delle aziende (dal 4,3% dell’anno scorso), il Cio supporta i colleghi business semplicemente aiutandoli a selezionare le tecnologie più adatte. “In nessun caso, i Cio e le loro divisioni IT lavorano unicamente per garantire il funzionamento operativo degli strumenti tecnologici” puntualizza Capitani.

I settori dove i Cio appaiono protagonisti indiscussi della vita aziendale sono rappresentati da Banche e Assicurazioni, Gdo & Retail e Servizi. Al contrario, nei settori Industria, Energy & Utilities e Telecomunicazioni & Media si rilevano ancora situazioni in cui hanno un ruolo prevalentemente tattico di scelta e suggerimento delle tecnologie che possono abilitare le iniziative strategiche.

Nei prossimi 12 mesi, il loro supporto verrà richiesto principalmente per indirizzare e guidare l’evoluzione dell’azienda (71,8%) e in minima parte per gestirne le attività ordinarie (33%). Molto importante sarà il loro contributo all’introduzione di nuove tecnologie per abilitare l’esecuzione dei processi business interni (57,3%) e l’implementazione del modello di business (45,6%).

Sono chiamati in gioco anche per migliorare le capacità di collaborare con i colleghi e i responsabili delle funzioni aziendali (56,3%), supportandoli nel riconoscere il ruolo delle tecnologie e della loro adozione. 
Quest’ultimo obiettivo si articola in usa serie di attività:
• promozione della conoscenza delle principali tecnologie all’interno dell’azienda (46,6%);
• identificazione di casi d’uso promettenti per le tecnologie più innovative (43,7%);
• promozione e influenza delle scelte dei business manager (38,8%);
• dimostrazione dei benefici e del valore business della tecnologia (38,8%);
• orientamento della cultura aziendale all’innovazione (35%);
• proposta di soluzioni con risultati misurabili nel breve termine (33%);
• soluzione di problematiche complesse con la tecnologia (21,4%).

Ambiti di miglioramento ci sono, nel supporto alla valutazione delle scelte di investimento (35%) e nel prevedere le tendenze tecnologiche future (20,4%), oltre che nel focalizzarsi sulla qualità di dati e informazioni (19,4%), tema alla base di qualunque progetto soprattutto quelli più innovativi e emergenti. 
Tra le criticità i Cio lamentano a livello generale la mancanza di personale (27,2%) e di competenze tecnologiche (20,4%) e business diffuse (11,7%). Ma a livello puntuale, guardando alle specificità delle loro realtà, la validazione di business case (21,4%), la scarsa collaborazione con i fornitori (10,7%) e le poche opportunità di confronto con l’esterno (5,8%).

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