Il settore delle utility italiane si trova sospeso tra le pressioni del mercato libero, i segnali di volatilità dei prezzi energetici e l’urgenza di accelerare la transizione green. Gli investimenti in rinnovabili, reti intelligenti e digitalizzazione aprono nuove traiettorie di crescita, mentre la competizione si sposta sempre più sulla capacità di offrire servizi integrati e sicuri, garantendo sostenibilità e resilienza in un contesto in rapido mutamento.

Il 2024 ha rappresentato un anno chiave di passaggio per il comparto. I ricavi complessivi sono scesi a 74,5 miliardi di euro (-4,4%) per effetto della riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche, ma la redditività è migliorata, con un utile netto di circa 6 miliardi (+16,3%).

Ricavi aggregati 2022-2024 (miliardi di euro)
Ricavi aggregati del comparto tra 2022-2024 (in miliardi di euro, fonte: Elaborazioni NetConsulting cube su dati di settore, 2025)

Parallelamente, il settore ha accelerato sugli investimenti, raggiungendo 20,5 miliardi di euro indirizzati soprattutto allo sviluppo delle fonti rinnovabili, al potenziamento delle reti intelligenti e a progetti di efficienza energetica (fonte: NetConsulting Cube su dati Agici, 2025).

Nel dettaglio:

  • Operatori dell’energia: hanno incrementato gli investimenti del 4,2% rispetto al 2023, raggiungendo 7,5 miliardi di euro. Le priorità restano le rinnovabili (eolico e fotovoltaico) e il rafforzamento delle infrastrutture di rete, con una prospettiva di crescita fino a 35,7 miliardi al 2030.
  • Multiutility: si confermano le realtà più dinamiche, con un +47% di investimenti pari a 6,3 miliardi. I piani al 2030 superano i 26 miliardi, includendo non solo rinnovabili ma anche efficienza energetica e infrastrutture del comparto elettrico e idrico. Parallelamente, portano avanti strategie di M&A per rafforzare la competitività in un mercato frammentato.

Operatori di rete: hanno aumentato gli investimenti del 21%, arrivando a 6,7 miliardi, destinati allo sviluppo e alla manutenzione delle reti. Le prospettive al 2030 parlano di 34,5 miliardi, in linea con i percorsi di digitalizzazione e con l’esigenza di garantire la sicurezza energetica nazionale.

Fine dei mercati tutelati, concorrenza e nuovi equilibri

La fine, nel 2024, del regime di tutela per gas ed elettricità ha rappresentato una svolta storica per il settore energetico italiano. L’apertura totale al mercato libero ha ridefinito gli equilibri competitivi, generando un contesto più frammentato e ipercompetitivo che impone alle imprese l’elaborazione di nuove strategie operative e tecnologiche.

Le utility hanno reagito ampliando il portafoglio con servizi a valore aggiunto, dalla smart home alla mobilità elettrica, fino a soluzioni di efficienza energetica, per differenziarsi e rafforzare la customer base. Si consolida così uno scenario in cui la competizione non si gioca più solo sul prezzo, ma sempre più sulla capacità di proporre pacchetti integrati e sulla qualità dell’esperienza cliente. Parallelamente, si rafforzano le priorità legate alla redditività della filiera produttiva e distributiva, alla sicurezza delle infrastrutture critiche e al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, attraverso l’espansione delle fonti rinnovabili, l’ottimizzazione delle reti e il contenimento dei consumi.

Pnrr, supporto al settore ed evidenze critiche

In questo quadro, il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e, in particolare, la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e il piano energetico europeo “RePower EU” hanno svolto un ruolo importante ma non privo di contraddizioni. Se da un lato il Piano ha previsto misure significative a sostegno delle utility, dall’altro ha continuato a mostrare ritardi significativi sia in termini di spesa effettiva sia di avanzamento dei progetti. Nonostante queste difficoltà, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dichiarato il raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti per il comparto energetico, con pagamenti pari a oltre 16 miliardi di euro (61,16% delle misure attivabili).

Domanda in calo e prezzi in crescita, un 2025 in chiaroscuro

Nei primi mesi del 2025 il settore energetico italiano si trova a fare i conti con segnali contrastanti. Da un lato, la domanda di energia elettrica ha registrato un lieve calo pari al -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una maggiore copertura da fonti non rinnovabili (dal 38,6% nel 2024 al 44% del fabbisogno nel 2025). La produzione da rinnovabili è scesa del 5,3% rispetto al 2024, penalizzata dalla flessione di eolico, idrico e geotermico, pur con un aumento del fotovoltaico e delle biomasse (fonte: NetConsulting Cube su dati Terna, 2025).

Parallelamente, i prezzi dell’energia hanno interrotto la fase di discesa che aveva caratterizzato il biennio precedente. Il Pun (Prezzo Unico Nazionale) medio del 2024 si è attestato a 108 euro/MWh, ma per il terzo trimestre 2025 è già previsto un incremento del +1,9% in bolletta per i clienti in maggior tutela (fonte: Arera). Anche il gas naturale mostra una dinamica rialzista: il Psv (Punto di Scambio Virtuale) a giugno 2025 è aumentato del’8,4%, rispetto all’anno precedente.

Principali aree tecnologiche di investimento delle aziende del settore Energy e Utilities
L’andamento dei prezzi – Pun e Psv tra gen 2020 e maggio 2025 (fonte: NetConsulting cube su dati Arera, 2025)

In questo contesto, gli operatori guardano con crescente attenzione a misure di calmierazione dei prezzi e a strumenti di gestione più efficiente della domanda, con il supporto di tecnologie digitali e modelli predittivi.

La digitalizzazione come leva strategica

L’evoluzione del settore passa sempre più attraverso la digitalizzazione: secondo il rapporto Il Digitale in Italia 2025 (NetConsulting cube per Anitec-Assinform), il mercato digitale delle utility ha superato nel 2024 i 2,3 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto all’anno precedente.

Le priorità tecnologiche dichiarate dagli operatori vedono al primo posto intelligenza artificiale e advanced analytics, seguite da cybersecurity, cloud e IoT. L’AI, in particolare, cresce di oltre il 40% anno su anno e, integrata con IoT e piattaforme di data management, abilita modelli predittivi per la gestione di reti e impianti.

Principali aree tecnologiche di investimento delle aziende del settore Energy e Utilities
Principali aree tecnologiche di investimento delle aziende del settore energy e utility (fonte: NetConsulting cube, 2025)

In questo quadro, il cloud assume un ruolo strategico: oltre all’ampia adozione a livello settoriale, gli operatori puntano ad estendere i servizi IaaS e PaaS per garantire scalabilità, flessibilità e gestione dei picchi di domanda, con attenzione al controllo dei costi e alla sicurezza. La cybersecurity resta una priorità per le utility: gli attacchi informatici colpiscono sempre più spesso anche il comparto energy, spinti dalla convergenza tra sistemi IT e OT e dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale. Pur mostrando un livello di maturità superiore ad altri settori, le aziende devono rafforzare difese e resilienza per garantire la continuità dei servizi.

2025, opportunità e sfide

Il 2025 si apre con uno scenario a doppia velocità: da un lato il settore deve affrontare la pressione competitiva, i costi energetici in risalita e i ritardi del PNRR; dall’altro si aprono opportunità legate a rinnovabili, efficienza e soprattutto digitalizzazione.

Per i fornitori di soluzioni tecnologiche e di consulenza, il comparto rappresenta un terreno fertile. Le utility stanno accelerando la modernizzazione IT, con la migrazione verso architetture cloud e piattaforme data-driven che consentono di integrare asset complessi e di sfruttare in tempo reale i dati provenienti da reti e impianti. Parallelamente, cresce l’attenzione alla cybersecurity, sempre più strategica per la protezione delle infrastrutture critiche: in un contesto di convergenza tra ambienti IT e OT e di diffusione capillare di dispositivi IoT, la capacità di garantire continuità operativa e difesa dagli attacchi si trasforma in un vero fattore competitivo.

La sostenibilità è un ulteriore driver. Progetti digitali a supporto della transizione green trovano applicazione nelle piattaforme di energy management e nelle soluzioni di manutenzione predittiva, che allungano la vita delle infrastrutture riducendo consumi e costi. L’IoT abilita smart grid decentralizzate, controllo remoto dei processi e digital twin per simulare scenari di gestione. Allo stesso tempo, la customer experience si conferma centrale: l’uscita dal regime di tutela ha reso il mercato più affollato e competitivo, spingendo le utility a sviluppare soluzioni omnicanale, sistemi CRM evoluti e piattaforme di interazione digitale per creare relazioni personalizzate e a valore aggiunto con clienti sempre più esigenti.

In questo contesto, il valore si sposta verso chi saprà combinare innovazione digitale, sostenibilità e centralità del cliente, rafforzando il proprio ruolo nella transizione energetica e nella competitività del Paese.

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