Il mese di febbraio vede due date importanti: il 7 febbraio si celebra in Italia la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo e il 10 febbraio, con il Safer Internet Day, si celebra una giornata dedicata all’uso sicuro e consapevole della rete, che coinvolge scuole, famiglie, istituzioni e organizzazioni della società civile in tutto il mondo.

Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Istituita dal Ministero dell’Istruzione dal 2017 per richiamare l’attenzione su questi fenomeni, la giornata rappresenta un’occasione fondamentale per riflettere, sensibilizzare e promuovere una cultura del rispetto, dell’empatia e della responsabilità digitale.

Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano oggi una delle principali emergenze educative e sociali, soprattutto tra bambini e adolescenti. L’evoluzione delle tecnologie digitali ha ampliato le possibilità di comunicazione, ma ha anche creato nuovi spazi in cui prepotenze, umiliazioni e violenze psicologiche possono diffondersi con rapidità e, spesso, nell’anonimato. Il cyberbullismo, a differenza del bullismo tradizionale, non conosce limiti di tempo né di spazio: può colpire la vittima in qualsiasi momento, attraverso smartphone, social network, chat e piattaforme online.

Secondo quanto emerge dall’edizione 2026 dell’Osservatorio Indifesa realizzato da Terre des Hommes, insieme alla community di Scomodo, il 66% dei ragazzi considera tra i principali pericoli il Web come “luogo” più a rischio per atti di violenza e cyberbullismo mentre l’80% dichiara di essere contattato da sconosciuti. Non solo cyberbullismo ma anche il fenomeno del Revenge Porn è ormai uno dei più sentiti, citato nel 59% delle risposte.

Figura 1 Istat Cyberbullismo

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, oltre il 68,5% dei ragazzi e ragazze hanno subito episodi di bullismo e cyberbullismo, di cui il 21% anche più volte al mese. Nel dettaglio il 55,7% dei ragazzi e ragazze hanno subito offese online, il 43% è stato escluso, il 23,5% diffamato e ca. l’11% ha subito minacce ed aggressioni.

Figura 3

Anche per questa “ricorrenza”, ci vengono in aiuto i dati 2025 dell’Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale, che ha coinvolto oltre 20mila studenti; il 77,5% degli studenti tra gli 11 e i 18 anni dichiara di sentirsi dipendente dai dispositivi digitali, in aumento di quasi cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente (72,6%) e, nonostante i tentativi di ridurre il tempo online, solo il 23,8% dei ragazzi dichiara di riuscire nell’intento. Preoccupa molto che il 91% (!!) dei ragazzi e ragazze riconosca una correlazione diretta del digitale sulla propria salute (4% sulla salute fisica, 15% sulla salute mentale e 72% su entrambe).

Intelligenza artificiale, minaccia o opportunità

L’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale è sempre più pervasivo: i nostri giovani (non per nulla nativi digitali) ne fanno un ampio utilizzo correndo il rischio che un tool tecnologico sia uno strumento di soluzione di problemi che meriterebbero attenzioni ben diverse. Infatti, la metà di chi ha risposto al questionario dell’Osservatorio Indifesa si è rivolta almeno una volta a un bot per un consiglio o suggerimento, spaziando dai problemi sentimentali (24%) a quelli di salute (22%) e/o anche per avere supporto psicologico (21%).

D’altro lato l’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo etico e responsabile, può diventare uno strumento prezioso per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Ad esempio, può aiutare a monitorare e individuare contenuti offensivi o violenti online, segnalando situazioni a rischio prima che degenerino. Può essere impiegata per analizzare grandi quantità di dati, individuando pattern di comportamento e permettendo interventi più tempestivi.

In questo contesto si inserisce l’attività dell’Associazione Bullismo No Grazie, da anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo attraverso progetti educativi, incontri nelle scuole, percorsi formativi per docenti e genitori, campagne di sensibilizzazione e supporto alle vittime. L’associazione lavora con un approccio concreto e multidisciplinare, mettendo al centro la persona, il dialogo e la costruzione di relazioni sane. L’obiettivo non è solo contrastare i comportamenti violenti, ma anche promuovere il benessere, l’inclusione e la consapevolezza emotiva, aiutando i ragazzi a riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri.

Un aspetto fondamentale del lavoro di Bullismo No Grazie è l’educazione digitale. Insegnare ai più giovani che dietro uno schermo ci sono persone reali, con emozioni e fragilità, è il primo passo per prevenire comportamenti dannosi. Allo stesso tempo, è essenziale fornire strumenti pratici per riconoscere i segnali del bullismo e del cyberbullismo, sapere a chi rivolgersi e non sentirsi soli nel chiedere aiuto.

L’incontro con oltre 160mila ragazzi, 60mila genitori e 6mila docenti insegna chiaramente che la tecnologia da sola non basta. Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo richiede un impegno collettivo, che coinvolga imprese, famiglie, scuole, istituzioni, associazioni e gli stessi ragazzi. L’intelligenza artificiale deve essere vista come uno strumento di supporto, non come una soluzione automatica, sempre accompagnata da una forte componente umana fatta di ascolto, empatia e responsabilità.

* Massimo Perversi appassionato di tecnologia da sempre, vive l’evoluzione del mondo digitale dal floppy disk all’AI

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