Crescente pressione competitiva, aspettative elevate da parte dei clienti e normativa in evoluzione caratterizzano il comparto assicurativo; la capacità di innovare i modelli operativi e di rendere l’infrastruttura IT flessibile e orientata ai dati rappresentano un fattore determinante per sostenere la crescita e mantenere un posizionamento di leadership. E’ il contesto entro il quale si trova ad operare Unipol, tra i principali gruppi assicurativi in Europa e in Italia, in particolare nel ramo danni, auto e salute. Il Gruppo ha chiuso il 2024 (ultimi dati disponibili) con premi complessivi pari a 15,6 miliardi di euro, di cui 9,2 miliardi nel non vita e 6,4 miliardi nel vita, e adotta una strategia di offerta integrata che copre l’intero spettro dei prodotti assicurativi. L’operatività si sviluppa attraverso un ecosistema articolato che comprende, tra le realtà, Unipol Assicurazioni, UniSalute, Linear, Arca Vita, Arca Assicurazioni e Siat, con una presenza che si estende anche oltre i confini nazionali. Accanto al core business assicurativo, Unipol è attiva in settori complementari come il real estate, l’hospitality, la sanità e l’agroalimentare, con un portafoglio di attività che richiede una gestione integrata dei dati, dei processi e delle piattaforme tecnologiche.

Il contesto e il bisogno

L’infrastruttura IT non è soltanto un elemento di supporto, ma per Unipol una leva per abilitare nuovi modelli di servizio, migliorare l’efficienza operativa e rispondere con rapidità alle esigenze del business. È su queste basi che l’azienda avvia, oltre un anno fa, un percorso strutturato di trasformazione digitale, fondato su un approccio “hybrid cloud by design” e orientato a integrare in modo le capacità dell’intelligenza artificiale nei processi core. Il bisogno principale è duplice: rafforzare l’infrastruttura IT per renderla in grado di sostenere carichi di lavoro critici – in particolare quelli legati ai sistemi core assicurativi -. e creare le condizioni per portare l’intelligenza artificiale direttamente a contatto con i dati di produzione, superando una logica sperimentale e rendendo l’AI uno strumento operativo a supporto dell’automazione e dell’efficienza.
La ricerca della soluzione non si limita alla valutazione di singole tecnologie, ma guarda allo studio di un’architettura coerente, che approda alla scelta di un modello in cui cloud ibrido, piattaforme containerizzate e sistemi legacy possano convivere valorizzando gli investimenti esistenti e, allo stesso tempo, aprendo la strada a nuovi casi d’uso. In questo percorso, emerge la necessità di una piattaforma in grado di modernizzare la gestione delle operazioni IT, riducendo il peso delle attività manuali e migliorando la capacità di risposta agli incidenti e alle variazioni di carico. Il focus, si capisce, non è solo tecnologico, ma anche organizzativo: semplificare i processi, accelerare l’analisi dei dati operativi e liberare risorse per attività a maggiore valore.

La scelta e le soluzioni

È in questo contesto che si inserisce il rilancio della collaborazione tra Unipol e Ibm, finalizzata a dare continuità al percorso di trasformazione digitale avviato dal Gruppo assicurativo. La scelta di Ibm si basa su una visione condivisa del cloud ibrido come architettura di riferimento per le grandi organizzazioni regolamentate, in grado di coniugare flessibilità e controllo. L’evoluzione dell’infrastruttura di Unipol passa attraverso l’adozione delle tecnologie di nuova generazione di Ibm, a partire dal mainframe z17 e dalle soluzioni di storage, integrate con piattaforme ibride e multi-cloud come Red Hat OpenShift. Questo approccio consente di modernizzare i carichi di lavoro mission-critical, mantenendo elevati standard di sicurezza e affidabilità, e di facilitare al tempo stesso lo sviluppo e il deployment di nuove applicazioni.

La piattaforma Nami e i vantaggi

Un elemento centrale del progetto è Nami, la piattaforma sviluppata dalla divisione IT di Unipol per modernizzare la gestione delle operazioni IT. Nami, che in giapponese significa “onda”, opera all’interno dell’infrastruttura on-premise del gruppo e rappresenta un punto di sintesi tra il controllo tipico delle soluzioni locali e la scalabilità del cloud. La piattaforma è stata progettata per essere il motore dell’automazione e dell’intelligenza operativa, abilitando un utilizzo esteso dell’AI nei processi IT.

Mario Bocca, Cio di Unipol
Mario Bocca, Cio di Unipol

Per supportare questo obiettivo, Unipol sceglie Ibm Watsonx come piattaforma di intelligenza artificiale, valorizzandone la natura aperta e la capacità di integrarsi nativamente con Red Hat OpenShift e con strumenti già presenti nell’ecosistema IT, come Ansible. La disponibilità di una libreria di foundation model, inclusi modelli specializzati, consente di selezionare di volta in volta la soluzione più adatta ai casi d’uso specifici, ottimizzando l’impiego delle risorse e i costi complessivi.

Un aspetto rilevante del progetto riguarda la gestione della sicurezza e della governance dei dati. Nami è stata inizialmente addestrata su Ibm Cloud, per sfruttare la flessibilità delle risorse cloud nelle fasi di training dei modelli AI, e successivamente migrata on-premise. Questo approccio ibrido permette a Unipol di mantenere uno stretto controllo sui dati sensibili, garantendo al contempo elevate prestazioni e agilità nello sviluppo.

Come sottolinea Mario Bocca, Cio di Unipol, “questo progetto è il risultato di una stretta collaborazione con Ibm e rappresenta un passo significativo verso la nostra visione di un’infrastruttura IT moderna e scalabile, in grado di rispondere in modo rapido e flessibile alle esigenze del business”. Bocca evidenzia inoltre come l’infrastruttura ibrida si sia rivelata abilitante per Nami e come, in prospettiva, la piattaforma possa “consentire la creazione di un ecosistema AI disponibile non solo per le operazioni IT, ma per l’intera azienda”.

Nico Losito
Nico Losito, VP Ibm Technology Italy

Dal punto di vista di Ibm , il progetto con Unipol è un esempio concreto di applicazione del paradigma “hybrid cloud by design” in un settore altamente regolamentato come quello assicurativo. Nico Losito, VP di Ibm Technology Italy, osserva che “il percorso di crescita e modernizzazione strategica di Unipol ha saputo sfruttare in modo efficace l’approccio al cloud ibrido, arricchito da funzionalità di automazione basate sull’intelligenza artificiale”.

Secondo Losito, l’evoluzione di Nami basata su Watsonx rappresenta “una tappa significativa per il mercato italiano, mostrando come un’infrastruttura ibrida avanzata possa abilitare soluzioni di enterprise AI capaci di generare un vantaggio competitivo settoriale”.

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