Il mercato italiano del cloud computing si arricchisce di un nuovo attore europeo. Scaleway, la piattaforma di public cloud e intelligenza artificiale controllata dal Gruppo Iliad, ha infatti annunciato il lancio di una nuova cloud region a Milano, accompagnata dall’apertura di una filiale operativa sul territorio. La mossa si inserisce in una strategia di espansione continentale che punta a rafforzare la presenza dell’azienda nei principali mercati europei, dopo le region già operative in Francia, Polonia e Paesi Bassi, e in vista delle prossime aperture previste in Svezia e Germania.

L’ingresso in Italia non rappresenta soltanto un’estensione geografica dell’infrastruttura, ma un posizionamento strategico in un mercato in forte crescita, dove la domanda di servizi cloud conformi alle normative europee e la sensibilità verso la residenza dei dati ridefiniscono le priorità delle imprese e della pubblica amministrazione.

Damien Lucas, Ceo di Scaleway
Damien Lucas, Ceo di Scaleway

In un contesto in cui la dipendenza dagli hyperscaler statunitensi è oggetto di crescente attenzione da parte delle istituzioni europee, l’arrivo di un provider interamente europeo aggiunge un’opzione significativa per le organizzazioni italiane alla ricerca di piattaforme cloud che garantiscano trasparenza, conformità normativa e assenza di interferenze extra-UE. “In qualità di hyperscaler europeo, puntiamo a espandere la nostra presenza in tutta Europa, consolidando la nostra vicinanza ai mercati locali. L’avvio delle operazioni in Italia è un passo fondamentale in questa direzione”, spiega Damien Lucas, Ceo di Scaleway, aggiungendo che le aziende europee necessitano di piattaforme cloud hyperscale costruite in Europa, gestite in conformità con le normative UE e allineate alle priorità del continente.

Cloud region a Milano, architettura e progetti

La nuova cloud region milanese è progettata secondo lo standard architetturale di Scaleway, basato su tre availability zone indipendenti, un modello ormai consolidato nel settore per garantire alta disponibilità e ridondanza nativa a supporto dei carichi di lavoro mission-critical. La prima availability zone, ospitata in un data center a Settimo Milanese, è già operativa. Le altre due, distribuite su strutture fisicamente separate situate a Basiglio e nel territorio di Milano, saranno completate nei prossimi mesi. L’architettura multi-AZ rappresenta un elemento chiave per le organizzazioni che sviluppano applicazioni cloud-native o che necessitano di livelli elevati di resilienza e continuità operativa. La distribuzione delle zone su data center distinti consente di mitigare i rischi legati a eventi localizzati, offrendo al contempo prestazioni a bassa latenza per le imprese che operano nell’area milanese e, più in generale, nel nord Italia.

Sul piano commerciale e operativo, Scaleway ha già aperto una filiale a Milano con l’obiettivo di costruire competenze tecniche e una rete vendite dedicata al mercato locale. L’azienda sta inoltre definendo collaborazioni con realtà del territorio per consolidare la propria presenza nell’ecosistema italiano. In parallelo, è in corso il percorso per ottenere la certificazione Acn (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) di livello 1 come fornitore di servizi cloud, un requisito indispensabile per partecipare ai progetti della pubblica amministrazione e un segnale di impegno verso il mercato istituzionale italiano.

Scaleway, ambizione da hyperscaler europeo

Scaleway si presenta sul mercato italiano con una proposta che fa leva sulla propria identità interamente europea. L’azienda, fondata e sviluppata nel continente, opera sotto giurisdizione UE, un elemento che la protegge dalle implicazioni normative extraterritoriali — come quelle legate al Cloud Act statunitense — e che garantisce che i dati dei clienti restino interamente in Europa. Il totale dei team, comprese le funzioni di ricerca e sviluppo, ha sede in Europa, e il novanta per cento dei fornitori di infrastrutture è rappresentato da vendor europei. Questo posizionamento è caratterizzante in un momento in cui il dibattito sulla sovranità digitale europea acquisisce centralità crescente. Le iniziative comunitarie in materia di regolamentazione dei dati, da un lato, e la necessità delle imprese di adottare strategie multicloud e ibride senza vincoli proprietari, dall’altro, creano un contesto favorevole per i provider cloud europei in grado di offrire alternative credibili ai giganti statunitensi. L’offerta è pensata per organizzazioni di tutte le dimensioni, dalle startup alle grandi aziende, con una proposta che punta sulla scalabilità e sulla competitività in termini di costi rispetto agli operatori attualmente presenti sul mercato italiano. L’obiettivo dichiarato è avvicinare la piattaforma cloud alle imprese locali, ai partner commerciali e alle istituzioni, migliorando le prestazioni per le organizzazioni che sviluppano servizi cloud-native e basati sull’intelligenza artificiale.

AI, l’impegno di Gruppo Iliad

Un capitolo centrale della strategia di Scaleway riguarda l’intelligenza artificiale. L’azienda beneficia del piano di investimenti da tre miliardi di euro nel cloud e nell’AI annunciato dal Gruppo iliad, risorse destinate ad accelerare lo sviluppo della piattaforma europea di public cloud e ad integrare un ecosistema completo con funzionalità avanzate per l’AI. Scaleway dichiara di offrire estesa capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale di proprietà europea, consentendo alle organizzazioni di addestrare e implementare modelli su larga scala. A completare l’offerta infrastrutturale, il servizio Model as a Service permette a sviluppatori e aziende di accedere ai principali modelli di AI senza dover gestire infrastruttura o configurazioni complesse. L’azienda collabora con partner come Mistral AI e Hugging Face, facilitando l’accesso ai modelli open-source più recenti.

A differenza di altre piattaforme cloud basate su ecosistemi proprietari, Scaleway adotta un approccio fondato su tecnologie open source e standard aperti per la progettazione e la gestione del proprio stack tecnologico. L’obiettivo è consentire alle organizzazioni di sviluppare ed eseguire le proprie applicazioni senza vincoli verso piattaforme chiuse, utilizzando Api aperte e tecnologie ampiamente adottate dal mercato, con piena portabilità delle applicazioni e possibilità di implementare strategie ibride e multi-cloud.

In un mercato italiano del cloud in rapida espansione — secondo le stime di Sirmi, la spesa complessiva potrebbe superare gli undici miliardi di euro entro il 2027 — l’arrivo di Scaleway aggiunge un tassello rilevante al panorama competitivo. La sfida, per il provider francese, sarà ora quella di tradurre il posizionamento strategico in una presenza concreta e riconosciuta sul territorio, costruendo relazioni con l’ecosistema locale e dimostrando la propria capacità di competere con gli operatori già radicati nel mercato italiano, sia europei che internazionali.

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