Se le novità che restano si misurassero sempre e solo dal successo al loro primo debutto sul mercato, di certo il pc con l’AI “a bordo” non sarebbe tra queste. Oramai se ne parla da due anni ma l’intelligenza artificiale, per come è stata sfruttata fino ad oggi, non ha certo cambiato il mercato pc, anzi.
Gli annunci a Computex 2026, che ospita anche l’evento Nvidia Gtc, a Taipei, sembrano però voler ribaltare la situazione. Con una mossa che ridisegna gli equilibri di un mercato di fatto “fermo” da tempo, Nvidia con Microsoft ha presentato un nuovo superchip destinato ai pc Windows. Rtx Spark, nelle intenzioni delle due aziende, segna il passaggio del personal computer come lo abbiamo pensato fino ad oggi a strumento capace di lavorare davvero al posto dell’utente. “Il pc viene reinventato. Per quarant’anni avete lanciato applicazioni: un clic, qualche riga di comando. Con Rtx Spark e Windows voi chiedete, e il pc fa il lavoro”, così addirittura ha voluto presentare le novità Jensen Huang, fondatore e Ceo di Nvidia.

Le novità tecnologiche e di scenario

L’annuncio non è un semplice “aggiornamento” di prodotto, di un processore più o meno potente. Per la prima volta Nvidia entra nel cuore del personal computer con un processore proprio non “solo” per la grafica, contendendo a Intel e Amd un territorio presidiato dalle due aziende fin dagli anni Ottanta. La portata della mossa si è quindi riflessa subito in Borsa, con i titoli dei produttori di Cpu x86 in flessione e un rialzo di Arm Holdings, che incassa royalty su ogni chip basato sulla propria architettura.

Mostra Rtx Spark
Jensen Huang, fondatore e Ceo di Nvidia mostra Rtx Spark

Rtx Spark riunisce in un unico package una Gpu Nvidia Blackwell con 6.144 Cuda core e Tensor Core di quinta generazione, collegata tramite l’interconnessione NvLink-C2C a una Cpu Arm Grace a 20 core. Al disegno della Cpu, fa sapere Nvidia, ha contribuito anche MediaTek, esperta nella progettazione di system-on-chip su architettura Arm. A completare il quadro, fino a 128 Gbyte di memoria unificata e una potenza dichiarata di 1 Petaflop in calcolo AI. Sul piano delle capacità, Nvidia promette di eseguire in locale Llm da 120 miliardi di parametri con una finestra di contesto fino a 1 milione di token, di montare video 12K, generare video AI in 4K e far girare giochi AAA a 1440p oltre i 100 frame al secondo. Trattandosi di un superchip che integra Cpu e Gpu in un unico package, le prestazioni grafiche si appoggiano interamente alla Gpu Blackwell integrata, senza l’apporto di una scheda dedicata separata.

Agenti, centro di gravità del sistema operativo

Il vero baricentro dell’operazione, più che riguardare la disponibilità di risorse hardware, è però chiaro riguarderà le possibilità software. Nvidia e Microsoft lavorano su una serie di primitive di sicurezza native in Windows (sono i blocchi di base dell’architettura di sicurezza del sistema operativo) e a un runtime chiamato Nvidia OpenShell, pensati per far girare gli agenti AI direttamente e in sicurezza sul dispositivo primario dell’utente.

Satya Nadella, Ceo di Microsoft
Satya Nadella, Ceo di Microsoft

OpenShell consente di definire cosa un agente può e non può fare, di instradare le richieste verso modelli locali in base alle politiche di privacy e di mascherare le informazioni personali nelle query inviate ai modelli in cloud.
“Il nostro obiettivo è portare intelligenza senza limiti in ogni casa e su ogni scrivania con Windows: Rtx Spark è una vera svolta verso questa visione”, ha spiegato Satya Nadella, presidente e Ceo di Microsoft.

È un cambio di paradigma per il sistema operativo: dopo decenni in cui l’interazione passava dall’apertura di applicazioni, l’interfaccia diventa una conversazione con assistenti che eseguono compiti, ragionano su flussi di lavoro distribuiti tra più app e cercano nei file locali. Sul fronte applicativo, Adobe sta riprogettando da zero Photoshop e Premiere per la piattaforma, con prestazioni AI e grafiche fino a due volte superiori. “Insieme stiamo costruendo esperienze creative native per l’AI, capaci di offrire la reattività che serve per creare al ritmo delle proprie ambizioni”, rimarca Shantanu Narayen, presidente e Ceo di Adobe. Per gli sviluppatori di agenti il nodo è proprio la sicurezza.

Vincent Koc
Vincent Koc, chief architect OpenClaw Foundation

“Sosteniamo con convinzione il deployment sicuro di agenti come OpenClaw nell’ecosistema Windows: con OpenShell e le primitive di Microsoft su RTX Spark gli utenti potranno contare su uno stack integrato per agenti personali e privati on device”, ha aggiunto Vincent Koc, chief architect della OpenClaw Foundation. Sulla stessa linea Dillon Rolnick, Ceo di Nous Research (laboratorio per l’AI open): “Ci si rende conto di aver comprato un assistente a tutti gli effetti, non un semplice portatile”, osserva.

L’approdo a un sistema disegnato attorno alle Gpu

Gli annunci hanno significato che va oltre la semplice “capacità di calcolo”. Per trent’anni il centro di gravità del pc è stata la Cpu x86, con la Gpu relegata al ruolo di acceleratore, scheda aggiuntiva o lusso per il gaming. Nvidia prova a ribaltare le gerarchie: Cpu, Gpu, unità neurale, stack di sviluppo e runtime AI diventano un’unica proposta verticale, con Microsoft a fornire lo strato Windows per renderla usabile. Il motore di questo spostamento è il cambiamento dei carichi di lavoro. L’addestramento dei modelli premiava la potenza di calcolo parallelo della Gpu; l’inferenza e gli agenti, che girano di continuo accanto all’utente, chiedono memoria abbondante, banda elevata tra i componenti e consumi contenuti. Memoria unificata e interconnessione ad alta velocità di Rtx Spark promettono di rispondere a questa esigenza, là dove l’architettura tradizionale – con Cpu e Gpu a memorie separate – mostra i propri limiti.

La partita dei vendor

L’ingresso di Nvidia con questo approccio ridisegna anche gli equilibri tra i fornitori di silicio, e le reazioni dei concorrenti lo confermano. Intel risponde con cautela ma senza drammatizzare: pur riconoscendo la qualità dei prodotti Nvidia, rivendica i propri punti di forza e ricorda che Windows su architettura Arm sconta ancora limiti di compatibilità applicativa e di gestione dei diritti digitali (Drm) che le piattaforme x86 non conoscono. Più disteso il fronte Arm: Qualcomm legge la mossa come una conferma della validità dell’ecosistema che ha contribuito a costruire, mentre Amd accoglie con favore l’arrivo di un nuovo concorrente, osservando come l’ampia disponibilità di memoria locale sia ormai un requisito chiave per i carichi di lavoro agentici. Sul piano del software, il sostegno di Adobe alla piattaforma, con versioni native delle proprie applicazioni, pesa come un segnale di maturità che all’ecosistema Arm su Windows era finora mancato.

Michael Dell, fondatore e Ceo di Dell
Michael Dell, fondatore e Ceo di Dell

Sullo sfondo resta la lunga – lunghissima – marcia di Arm verso il pc. L’architettura è diventata mainstream con l’iPhone nel 2007, si è affermata nei data center con il chip Graviton di Amazon nel 2018 e ha visto Nvidia tentarne addirittura l’acquisizione per 40 miliardi di dollari nel 2020 (accordo annullato nel 2022). La fine dell’accordo di esclusiva tra Microsoft e Qualcomm ha poi aperto la porta ai nuovi protagonisti. I pc Rtx Spark arriveranno in autunno con i marchi Asus, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e Msi, seguiti da Acer e Gigabyte. “Chi crea non dovrebbe scegliere tra portabilità e prestazioni: con Rtx Spark portiamo potenza e una memoria unificata enorme in un portatile”, ha commentato Michael Dell, presidente e Ceo di Dell Technologies. Ancora tutto da valutare, sulla base dell’arrivo dei primi modelli in autunno, l’impatto degli annunci nel confronto con la proposta Apple Mac, considerando anche che i pc “agentici” vedranno il prezzo allinearsi e superare quello della proposta della Mela. 

Rivoluzione o nicchia di mercato?

Gli analisti leggono l’annuncio come un potenziale punto di svolta, ma con cautela. Per Forrester si tratta di un cambio di paradigma: Nvidia smette di essere un semplice fornitore di componenti per diventare il regista dell’architettura del pc, con pressione diretta su Intel, Amd e Qualcomm. Ccs Insight osserva però che la piattaforma fiorirà nella fascia alta del mercato, indirizzata a chi cerca prestazioni da workstation più che all’utente di massa. A pesare sul giudizio c’è anche un’incognita non da poco: la mancanza al momento di benchmark comparativi ‘reali’, e Nvidia ha rinviato i numeri prestazionali al debutto sul mercato. Proprio il contesto di mercato spiega l’attenzione. Secondo le stime di Gartner i “vecchi” pc con funzioni di AI arriveranno a rappresentare il 55% delle spedizioni nel 2026, pari a circa 143 milioni di unità, per diventare lo standard entro il 2029; nel segmento business, però, x86 e Windows restano oggi dominanti, con il 71% dei portatili aziendali ancora su piattaforma x86 nel 2025. La domanda di fondo è se sia questo sia il vero cambiamento atteso per una macchina che, nella sostanza, è cambiata poco negli ultimi dieci-quindici anni. La risposta non può arrivare dal palco di Taipei, ma dal ciclo hardware autunnale: la prova sarà capire se l’utente percepirà gli agenti in locale come una funzione ordinaria e affidabile, e non come un costoso optional. Solo allora si potrà capire se il personal computer, fermo nella sostanza da oltre un decennio, sia stato davvero reinventato.

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