Si è completato a dicembre il percorso intrapreso da Exprivia di creare un nuovo gruppo che punti ad essere un attore del patrimonio economico, industriale e sociale italiano.
Annunciata lo scorso 28 luglio, l’operazione di dicembre sancisce l’acquisizione dell’81% di Italtel da parte di Exprivia – società di Molfetta, quotata al segmento Star di Borsa Italiana – che ha sottoscritto un aumento di capitale di Italtel investendo 25 milioni di euro con un vincolo di “lock-up” per i prossimi tre anni. Un impegno molto forte, che vede il restante 19% del capitale di Italtel ancora nelle mani di Cisco Systems, entrata nella compagine sociale nel 2000 dando alla partnership un’anima industriale. Rimarcato forte il commitment della nuova realtà sulla ricerca e sviluppo, che potrà contare su oltre mille ricercatori localizzati tra i laboratori siciliani di Palermo, quelli pugliesi di Molfetta, e le competenze allocate nella storica sede di Milano.

Due anime all’unisono

Domenico Favuzzi, Presidente e Amministratore Delegato di Exprivia
Domenico Favuzzi, Presidente e Amministratore Delegato di Exprivia

Nasce così un nuovo operatore – con ricerca in Italia, storicità di relazioni,  presenza consolidata in diversi vertical di mercato – che si propone di affiancare le aziende nei progetti di trasformazione digitale con attenzione all’intero patrimonio tecnologico, dall’infrastruttura fino alle applicazioni e a servizi: una nuova realtà, che unisce le competenze nell’Information Technology di Exprivia e la consolidata esperienza nelle Tlc di Italtel.
“Saremo un nuovo soggetto industriale deciso a giocare un ruolo determinante per accelerare il processo di trasformazione digitale del Paese”, tiene a precisare Domenico Favuzzi, presidente e amministratore delegato di Exprivia, affermando che dalla futura integrazione delle due aziende nascerà un gruppo industriale di 600 milioni di fatturato, il 40 per cento del quale prodotto all’estero, dove già oggi il gruppo opera in numerosi paesi tra America Latina, Europa e Asia.

Italtel (con la capogruppo Italtel Spa operante in Italia e 12 società controllate al 100% operanti all’estero) ha sviluppato ricavi consolidati che hanno raggiunto i 405 milioni di euro nel 2016, con un ebitda di 19 milioni e un indebitamento finanziario netto di 217 milioni. Conta oggi 1.357 dipendenti e il closing dell’operazione di dicembre conclude l’iter di ricapitalizzazione di Italtel per 113,8 milioni di euro complessivi.  “Questa operazione dà vita a un nuovo gruppo presente in mercati come Telecomunicazioni, Finanza, Sanità, Energia e Industria e con un’importante vocazione internazionale dove sviluppa oltre il 30% dei propri ricavi – precisa Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel -. Il nuovo soggetto industriale sarà allineato con le esigenze di trasformazione digitale in atto in tutti i settori dell’economia e avrà la capacità di governare in modo integrato l’intera catena del valore Ict, dalle componenti di infrastruttura fino alle applicazioni e ai servizi”.

Stefano Pileri
Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel

E’ lo stesso Pileri che ricorda la storia (importante ma anche travagliata negli anni) di Italtel, protagonista principale del balzo tecnologico degli anni ’70 e degli anni ’90, della prima trasformazione digitale delle tlc e dello sviluppo negli anni 2000 della tecnologia per far viaggiare la voce sulla rete Internet: “un enorme patrimonio di competenze che, arricchito delle capacità di un’azienda più giovane come Exprivia, continuerà ad essere messo al servizio del sistema produttivo nazionale e porterà nel mondo il nome dell’Italia nelle nuove tecnologie ” precisa Pileri.  
La stabilità della relazione con Italtel viene ribadita ora nell’ambito del progetto di aggregazione con Exprivia, confermando la quota azionaria del 19%
– aggiunge Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco -. Lavoreremo con Exprivia per riportare Italtel di nuovo al centro del sistema Italia, esserendo al fianco di chi accelera la digitalizzazione nel Paese, parte integrante del nostro piano Digitaliani”. Un collaborazione consolidata che rimane strategica.

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