Da oggi l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) si occuperà della definizione dei lotti e del tipo di gara per il 5G. Questo è l’ultimo step del percorso verso il bando del Mise. Il percorso regolatorio è sempre meno un labirinto e sono iniziati periodi decisivi. Come dice Mario Di Mauro, Chief strategy officer di Tim, “il 5G è un insieme di regole, innovazione tecnologica e modelli di business”, perciò il fronte regolamentare è un elemento che richiede le giuste attenzioni e ogni passo avanti aumenta l’ottimismo sulle tempistiche.

Agcom ha iniziato oggi la consultazione per le linee guida su cui il Mise farà il bando. L’Authority dovrà pronunciare una parola definitiva entro fine aprile mentre il contributo del Mise è atteso entro fine settembre, quando metterà a bando i diritti d’uso delle frequenze (700 Mhz, che andranno liberate entro il 2022 dai broadcaster, e le bande pioniere 3.6-3.8 Ghz e 26.5-27.5 Ghz).

L’anno decisivo sarà però il 2020, quando per il 5G si aprirà la fase della commercializzazione. Quello sarà il momento in cui la promessa di cambiare per sempre le modalità di comunicazione delle persone, delle persone con gli oggetti e, soprattutto, degli oggetti fra loro dovrebbe riuscire a realizzarsi. Sicuramente la più grossa trasformazione consisterà nel dare base solida alle comunicazioni fra oggetti e fra persone e oggetti nei processi industriali.

Questo si può rilevare anche dalla fase di test che si è avviata di slancio in Italia, caratterizzata da lavoro comune con partner del territorio (università, strutture ospedaliere, centri ricerca): a Bari si si sta sottoponendo a esperimento il porto, con l’obiettivo di farne uno degli scali più smart d’Italia fra controllo accessi e monitoraggio dell’area e automatizzazione delle operazioni di carico e scarico; a Milano, l’Aquila e Prato fra gli ambiti di sperimentazione ci sono robot per l’agricoltura di precisione, telemedicina, droni per la sicurezza e, non meno importante, mobilità più intelligente grazie a sensori ad hoc.

Insomma, l’ospite d’onore al momento è senza dubbio il 5G, celebrato nelle data room con i monitor per dar conto delle applicazioni smart sparse in giro per le città, come nei laboratori veri e propri fatti di stanze con le pareti rivestite di “pannelli anecoici”, per assorbire qualsiasi tipo di suono o rumore e testare “in purezza” i segnali per il 5G emessi da antenne fornite dai maggiori produttori di tecnologie.

Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i risultati del un report di Ericsson “Il potenziale del business 5G – La digitalizzazione del settore e le opportunità non sfruttate per gli operatori”, dovremmo avere delle alte aspettative. “5G offre nuove opportunità di guadagno per gli operatori di telecomunicazioni e per la crescente digitalizzazione del settore. Gli investimenti nell’industria della digitalizzazione genereranno circa 619 miliardi di dollari di opportunità di reddito per gli operatori di telecomunicazioni entro il 2026. Gli operatori di telecomunicazioni potrebbero trarre profitto da un ulteriore potenziale di guadagno del 36% entro il 2026 dalle opportunità di mercato abilitate per il 5G.”

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