Gli innovatori non sono uomini isolati. E’ il timore di molti che in aziende storiche e tradizionali non trovano spazio e alleati per cambiare in modo radicale i processi. Di fatto, gli innovatori coraggiosi trovano terreno fertile, come nel caso di Giuseppe Pontin, Cio del Gruppo Nestlé, che ha raccontato a Cio Cafè la strategia dell’azienda che opera da sempre nel mercato alimentare e che sta profondamente cambiando l’impiego della tecnologia a vantaggio dei prodotti e dei consumatori.  

“La figura del Cio in un’azienda di prodotti alimentari sta cambiando in maniera radicale – sostiene Pontin -. Prima ci occupavamo di gestire l’esistente con progetti di Erp o il mondo tecnologico tradizionale, oggi c’è una forte spinta sull’inclusione della tecnologia digitale nei progetti di business”.

Innovazione significa contribuire al prodotto, essere più vicini al consumatore, attivare tecnologie utili a trasformare il bene “che rimarrà sempre un prodotto alimentare” in un qualcosa che comprende anche componenti digitali, che aiutano gli store, i processi di vendita, la virtualizzazione della vendita stessa, il concetto di omnichannel. “Innovazione è utilizzare quelle tecnologie che abilitano direttamente la relazione con il consumatore” precisa.

Anche l’ampiezza della gamma del Gruppo Nestlè – dai prodotti alimentari più noti, all’acqua San Pellegrino, al brand Buitoni o Perugina – prevede che ci sia una strategia che si avvale di un insieme di tecnologie che abilitano direttamente la relazione con il consumatore. “Noi nel Gruppo Nestlé non parliamo più di cliente ma di consumatore e la nostra missione è portare valore aggiunto con tecnologie che abilitano il rapporto con il consumatore stesso”.

Il rapporto invece con i fornitori di tecnologia è bifronte. “E’ ottimo quando offrono prodotti e consulenza che danno valore al consumatore e noi siamo il punto di intermediazione con il consumatore in modo che, ottimizzando i processi interni e la tecnologia sui prodotti alimentari, utilizzando ad esempio il QR core sulle scatole tradizionali, offriamo un servizio migliore”. Ma non è sempre così.  “La gestione del budget IT è uno dei temi più importanti, perché in una fase di un tutti parlano di digitale potrebbe sembrare che ci sia il budget it in crescita continua, invece è l’esatto contrario. Tema principale, anche se sembra banale ma va detto, è quello di eliminare gli sprechi, e laddove riusciamo a risparmiare e a ottimizzare i costi con l’aiuto del fornitore, rinvestiamo il budget in altri progetti. Il fornitore deve seguirci, se vede solo il proprio beneficio non è un nostro fornitore”.

Nel futuro, la sfida omnichannel è per Pontin quella maggiore, che deve essere coerente con tutti i business, tutti i processi di acquisto, gli store, i call center e i prodotti. Ma strategica diventa la sfida blockchain: “Ad oggi su blockchain abbiamo fatto solo dei proof of concept, ma vogliamo rendere evidente la qualità dei nostri prodotti alimentari al consumatore che può tracciare, ad esempio per il prodotto più iconico della nostra offerta, il Bacio Perugina, tutto il processo, dal campesino colombiano che raccoglie il cacao al venditore che lo serve nel suo store ovunque nel mondo, in modo che posso vedere la qualità dell’intero processo, fidarsi della tecnologia che lo governa e capirne la qualità”.

Nella videointervista tutti i dettagli della sfida tecnologica.

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