Dallara è una realtà che ben incarna il made in Italy più autentico. Una storia di crescita imprenditoriale che affonda le proprie radici nel territorio. Situata in quella che viene definita la Motor Valley dell’Emilia Romagna, a Varano de’ Melegari, l’azienda è protagonista della transizione dalla meccanica al digitale puntando da sempre su tecnologie innovative e sperimentazione.

Specializzata nel mondo delle corse, Dallara progetta e produce scocche e altre parti automobilistiche per le principali case automobilistiche – Alfa Romeo, Audi, Bugatti, Ferrari, Lamborghini e Maserati – e costruisce le monoposto utilizzate nei campionati Formula 3, IndyCar, Indy Lights, Formula 2, GP3, Super Formula, Formula E, e altri circuiti. A fine 2017 l’ultimo importante progetto vede il lancio di Dallara Stradale, la prima vettura omologata per la circolazione anche fuori dalle piste.

“Realizzare vetture da competizione veloci e sicure puntando all’eccellenza” è il motto del presidente e fondatore della casa automobilistica, Gianpaolo Dallara, che racconta come per raggiungere questo obiettivo si sia passati dal tavolo da disegno alla progettazione e quanto la curiosità sia un fattore indispensabile per progredire. Al centro dei processi di oggi l’aerodinamica, i sistemi digitalizzati e la simulazione, dove fondamentale si rivela l’analisi dei dati e l’arrivo di Lenovo un passaggio strategico.

L’innovazione nasce dall’errore

A spiegare i termini della partnership con Lenovo è Andrea Pontremoli, ceo e general manager di Dallara, che guida da anni i processi di sviluppo della società. Con un lungo passato in Ibm, propedeutico per intraprendere questa nuova esperienza che sancisce il passaggio “dalla teoria alla pratica”, il manager spiega il percorso di crescita dimensionale dell’azienda (dalle circa 100 persone impiegate al momento del suo ingresso dodici anni fa agli attuali 650 dipendenti) ma soprattutto quello tecnologico grazie ad una strategia che vede oggi la collaborazione con Lenovo sostenere tutti i processi tramite i sistemi computazionali.

Andrea Pontremoli, CEO & general manager Dallara - Giampaolo Dallara, fondatore e presidente di Dallara
Giampaolo Dallara, fondatore e presidente di Dallara – Andrea Pontremoli, CEO & general manager Dallara 

“L’innovazione nasce dall’errore” è il punto di vista di Pontremoli. “Sperimentare, sbagliare, capire dove migliorare e farlo velocemente. Ma l’errore costa”. Nella formula uno – spiega -, fatta cento la prestazione, il 15% lo fa il motore, il 35% il peso e il 50% l’aerodinamica. Tutto ruota quindi sui tre concetti base di velocità, leggerezza e aria, sui quali bisogna lavorare con la simulazione.

La velocità è il punto di partenza: oggi l’obiettivo è riuscire a fare simulazioni che durino meno di otto ore, precisa Pontremoli: “Quando cominciammo, nel 2007, mettevamo in atto calcoli intensivi che durano anche venti giorni per scoprire magari alla fine che il tutto non funzionava. Oggi possiamo sbagliare quante volte vogliamo perché possiamo fare tutte le prove necessarie, attraverso la simulazione e il virtuale”.  

L’High Performance Computing di Lenovo ottimizza la progettazione di Dallara
Il simulatore di Dallara utilizzato per i test dei piloti


Il simulatore permette al pilota di guidare una macchina che non è mai stata costruita in un circuito di prova, in tempo reale e con le condizioni attuali, come la temperatura, e con la possibilità di modificare e adattare calcoli di sensitivity basati ad esempio sulla fisicità dei piloti. L’uso di un “Virtual garage” consente quindi ad un’auto che deve correre per esempio a Shangai di effettuare la prova in pista a Varano de’ Melegari. “Oggi possiamo eseguire specifiche simulazioni di scia con 1,25 miliardi di celle in sole 12 ore e diverse simulazioni in contemporanea”.

HPC per progettare in velocità

Lenovo subentra in questi processi e consente di farlo con tempi di risposta bassissimi. Lo conferma Alessandro de Bartolo, GM data center group Lenovo Italia“La fortuna che abbiamo come Lenovo è la molteplicità degli ambiti in cui opera Dallara che con il sostanziale monopolio nel settore rappresenta un cliente avanzato dal punto di vista tecnologico e ci mette di fronte a grandi sfide; un contesto in cui reale e virtuale si mischiano e telemetrie e setup devono essere implementati quasi in tempo reale, richiedendo calcoli eterogeni sullo stesso sistema. Tra le nostre realtà c’è un continuo scambio di competenze in un percorso continuo”, aggiunge de Bartolo.

Andrea Pontremoli, CEO & general manager Dallara - Alessandro de Bartolo, GM Data Center Group Lenovo Italia
Andrea Pontremoli, CEO & general manager Dallara – Alessandro de Bartolo, GM data center Group Lenovo Italia

Grazie al nuovo ambiente Hpc installato, Dallara può utilizzare la modellazione 3D, l’analisi strutturale, la fluidodinamica computazionale, l’analisi a elementi finiti e i simulatori di guida utilizzando il centro di ricerca e la galleria del vento per i test con l’utilizzo di materiali compositi in fibra di carbonio per produrre in modo più rapido e flessibile i prototipi delle auto. Alla base, potenza di calcolo per valutare milioni di fibre con direzioni diverse e parti diverse, per omologare poi l’auto.

Continua Pontremoli: “Con Lenovo abbiamo messo insieme i nostri due ambiti e possiamo ottenere i risultati attraverso i super pc dalla sera alla mattina riuscendo a farlo bassi costi. Oggi attraverso l’high performance computing di Lenovo ci serviamo di un unico supercomputer che elabora calcoli intensivi e grazie a una progettazione più efficiente rende la progettazione di Dallara più veloce”.

Prossime frontiere e sicurezza 

Nelle strategie future, l’uso degli stessi sistemi per applicazione di business intelligence e artificial intelligence per interagire con il pilota e migliorare velocità e sicurezza delle vetture e l’efficientamento dei calcoli computazionali per valutare solo le differenze. Previsto anche l’uso di computer vision (Dallara vende anche macchine virtuali per le gare online nel mondo dell’e-sport), e della telemetria elaborata in diretta. Dallara sta anche progettando di far funzionare il proprio Hpc in ambiente virtual desktop infrastructure durante le ore notturne. 

La sicurezza è la prima tra le strategie a salvaguardia del pilota, tramite crash test con studi di accelerazione e decelerazione applicati. “Una monoscocca perfetta non è una garanzia di sicurezza e quando si viaggia a oltre 400 km all’ora senza spazio di fuga, dobbiamo essere certi di salvare la vita al pilota – spiega Pontremoli –. Servono quindi calcoli con elementi che si deformano in modo che i pezzi si rompano ma in maniera studiata”.

Fare stistema per formazione e ricerca

“Noi stiamo in piedi perché facciamo ricerca; stiamo cercando di fare sistema e Lenovo ci sostiene in questo percorso con legami reciproci”, dichiara PontremoliDallara dà infatti vita ad una serie di iniziative in questa direzione, prima tra tutte la Dallara Academy, che collabora con le Università del Muner (Motorvehicle University of Emilia-Romagna) per la formazione degli ingegneri del domani. Un consorzio sul territorio che mette insieme alcune aziende come Ferrari o Lamborghini, quattro università dell’Emilia Romagna e in collaborazione con Cineca e Cnr, per il supporto a sei lauree magistrali per la formazione di ragazzi di tutto il mondo. “Mettiamo a disposizione circa 6.000 professori, i nostri ingegneri e strumenti come la galleria del vento, banchi prova, per applicazioni pratiche e parti computazionali, non solo al servizio di Dallara ma a fattor comune del territorio”, conclude Pontremoli.

“vogliamo fare sistema e Lenovo ci sostiene in questo percorso”, PONTREMOLI

© RIPRODUZIONE RISERVATA