Una recente ricerca Idc svela che nove aziende su dieci vogliono trasformarsi, ma di queste otto su dieci vedono bloccarsi i loro progetti: la difficoltà maggiore è riuscire a legare al business le possibilità offerte dalla tecnologia.

“In questo contesto le reti devono riuscire a far dialogare diversi ecosistemi ma spesso non sono state disegnate per gli scenari cloud e quindi non godono di quella flessibilità ora necessaria per supportare le realizzazioni in ambito IoT e i benefici dei modelli adattivi pensati per abilitare le potenzialità presenti all’edge“, è il pensiero di Keerti Melkote, co-founder e presidente di Aruba (una Hpe Company), e questi sono anche i temi chiave di Atmosphere 2019, a Sebenico in Croazia, l’evento dedicato a partner, clienti e sviluppatori Aruba Hpe.

Keerti Melkote, co-founder e presidente di Aruba Hpe
Keerti Melkote, co-founder e presidente di Aruba Hpe

Temi che si legano a doppio filo con quello dell’experience economy. “L’economia dell’esperienza – prosegue Melkoteè possibile solo in un continuum di efficienza delle reti, utilizzando sia soluzioni on-premise che in cloud, potenziate grazie all’automazione software defined, in sicurezza, mantenendo piena visibilità e controllo, sfruttando un approccio mobile first e i vantaggi offerti da AI e machine learning.

Quasi in un gioco di parole emerge come per cambiare bisogna portare l’edge al centro. Lo documenta anche una ricerca, diventata libro, scritta a “quattro mani” da Fast Future e Hpe Aruba dal titolo Opportunity at the Edge: Change, Challenge and Transformation.

I prossimi sei anni, quindi, da qui al 2025, porteranno l’edge delle reti – la possibilità di elaborare e analizzare i dati nel punto in cui gli utenti si collegano ad esse – ad avere un ruolo chiave per assicurare la migliore esperienza e generare business.

Concordano sul punto oltre 200 opinion leader che operano in ambito IT, a livello globale ed esperti dell’industria di settore, e 19 importanti Cio. Il campione della ricerca Fast Future legge cambiamenti profondi di approccio al business nell’ambito health, education, retail, hospitality e anche nel settore pubblico.

Cinque le opportunità da cogliere: l’edge offre la possibilità di ridisegnare completamente le esperienze di servizio di chi lavora come dei clienti finali (1); permette di sperimentare in tempi più brevi (fino a 10 volte rispetto a prima) con un notevole risparmio di risorse (2); consente di “pensare in azienda tutti i processi come processi digitali” –  citiamo la ricerca – e grazie agli smart device di mettere a terra, per tutti, le nuove possibilità (3). Lo fa in modo scalabile (4) generando nuove possibilità di business non solo in ambito enterprise, ma anche per le Pmi (5), per un valore complessivo superiore ai mille miliardi di dollari.

Morten Illum, vice presidente Emea Aruba Hpe
Morten Illum, vice president Emea Aruba Hpe

Da qui a sei anni emergeranno quindi nuovi modelli di business legati alle possibilità di formulare offerte istantanee legate ai dati generati dagli utenti all’edge, come alla lettura dei sensori in ambito IoT, e ai parametri biometrici con proposte di servizi diversi per ogni settore industriale verticale.

Si aggancia al tema Morten Illum, vice president Emea di Aruba: “Sarà però necessario cambiare del tutto mentalità, per esempio iniziando con l’accettare i processi di decision making autonomi dei device all’edge, investendo, riconoscendo come il dato “caldo” all’edge sia in grado di portare valore se valorizzato nei tempi opportuni, in uno scenario ora reso possibile dalle tecnologie 5G e WiFi 6″.

Per cinque scommesse da sostenere non mancano almeno tre fattori chiave di criticità.

Servizi dinamici, immediati e personalizzati pongono importanti sfide per quanto riguarda la sicurezza (1) in un contesto di processi distribuiti, bisogna imparare a lavorare per identificare, sviluppare e implementare strategie e applicazioni effettivamente di valore (2), ed essere in grado di integrare le tecnologie edge con l’infrastruttura IT e le applicazioni già a portafoglio (3). Il valore delle tecnologie edge a supporto del business è a disposizione di tutte le aziende, anche delle Pmi.

Torna sul tema Keerti Melkote: “Il 68% delle Pmi è focalizzato ad investire sul rinnovo di infrastrutture IT datate. Poco più bassa è la percentuale di quelle consapevoli del fatto che i clienti trascorrono più tempo “con loro”, quando sono offerti servizi WiFi, mentre esigenze comuni e diffuse sono proprio la capacità di riuscire ad attrarre nuovi clienti, incrementare le efficienze operative e guadagnare in competitività”.

Da qui la proposta di una nuova famiglia di soluzioni, Aruba Instant on, per mettere a terra più velocemente i progetti delle piccole aziende (retailer, hotel, uffici professionali, piccole cliniche).

Aruba Hpe, la proposta per abilitare le opportunità offerte all'edge
Aruba Hpe, la proposta per abilitare le opportunità offerte all’edge

Si tratta, per iniziare, di una serie di modelli di access point WiFi per fornire connettività senza fili sicura, di facile configurazione e gestione anche alle piccole aziende, e in ambito retail, mantenendo però caratteristiche di visibilità, accessibilità ai dati e possibilità di monitoring basate sulle stesse piattaforme Aruba di classe enterprise.

Con il proliferare dei dispositivi connessi, anche le piccole aziende si sono trovate ad affrontare e dover soddisfare le aspettative sempre più alte dei dipendenti interni come dei clienti. L’obiettivo per cui Aruba ha sviluppato la proposta Instant On è la garanzia di una proposta networking non-stop, e scalabile, che si possa gestire anche da remoto, ma anche in grado di supportare le criticità tipiche poste dalle località difficili da cablare e quindi con il pieno supporto per Smart Mesh.

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