Lenovo Data Center Group inizia l’autunno ‘rinfrescata’ dagli otto trimestri consecutivi di crescita a doppia cifra, in un mercato che non è certo facile come quello dell’infrastruttura IT. L’ultimo trimestre è quello che ha segnato il più alto profitto, anche grazie alla razionalizzazione della produzione e all’armonizzazione nella scelta delle componenti. Questo ha consentito di fare investimenti sia di prodotto, sia di risorse, così Thomas Giudici, responsabile vendite Smb Lenovo Dcg, inquadra in sintesi l’andamento aziendale, per sottolineare subito come “l’impegno a guadagnare in nuovi mercati in Italia significa prima di tutto andare sul territorio per incontrare le Pmi”. 

Thomas Giudici, channel sales manager Data center group, Lenovo Italia

E tra i nuovi mercati, quello legato alle tecnologie 5G e IoT è per l’azienda molto interessante. Idc conta 20 miliardi di oggetti interconnessi entro il 2020, con una crescita del 430% dei dati da qui al 2025, quando ci saranno 41,6 miliardi di dispositivi IoT connessi che produrranno 79,4 Zettabyte di informazioni.

Lenovo ha pensato quindi a una proposizione di ecosistema basata su tre pilastri: Smart IoT (a partire dai sensori e dai device), Smart infrastructure (con una proposizione server software defined) e Smart vertical (per indirizzare le diverse industry con la disponibilità di una serie di use cases di riferimento, anche in ambito health).

La parte di Smart infrastructure, nello specifico, vede Lenovo negli ultimi tre anni abbandonare l’approccio legacy (server, storage e networking intese come entità separate) per lavorare su soluzioni software defined e consentire ai clienti di disporre di appliance scalabili e facili da gestire (anche con funzionalità fault predittive).

In questo contesto, secondo Lenovo, le soluzioni in grado di rendere più efficiente il calcolo all’edge offriranno un vantaggio importante, anche solo per superare il gap relativo alla possibilità di fare economics sulla gestione e l’invio delle informazioni dalla periferia al cloud.

Server per l’edge computing

Da qui la proposta di una famiglia (Lenovo SE350 Edge Server) dedicata espressamente all’edge computing. Si tratta di una famiglia di server autoconsistenti e ‘miniaturizzati’, nel prossimo futuro dotati di connettività 5G dedicata (ora già con connettività Lte e Wifi), sfruttabili quindi anche negli ambienti dove non è presente un’infrastruttura di networking cablata, e non si dispone di sale server efficienti dal punto di vista termico, o dove mancano risorse per la gestione, o ancora dove le condizioni ambientali sono critiche. 

Edge Server, le sfide
Edge Server, le sfide

La nuova proposta è già sul mercato e utilizzata per esempio nella municipalità di Bogotà, la capitale della Colombia, in un progetto di videosorveglianza.
Una serie di ThinkSystem SE350 gestisce lo streaming video delle telecamere e ritrasferisce i flussi al server centrale. Partner tecnologico di Lenovo è Pivot3 (gestione e ricezione dati video), ma sono già attive altre use case, mentre in Italia alcuni clienti ne stanno valutando l’adozione sia per i benefici in termini di riduzione degli spazi, sia per i consumi.

Nello specifico, Lenovo collabora con Pivot 3 per supportare installazioni sicure nelle smart city e nei campus in diversi ambiti (istruzione, sanità, retail, ospitalità e PA). Oltre al caso d’uso di Bogotà, specifico con i server SE350, ecco che con SecureTech – un integratore di soluzioni di sicurezza video – Lenovo e Pivot3 aiutano un operatore (hospitality) nel Medio Oriente a gestire la sicurezza dei propri complessi alberghieri. 

Non solo, sul canale, la famiglia Lenovo ThinkSystem SE350 dovrebbe incontrare un alto interesse anche da parte delle telco (il server sarà presentato anche a Mwc 2020), e per i partner risultare strategico, perché si tratta di una soluzione aperta all’integrazione con le diverse applicazioni di servizio.

Roberta Marchini, technical sales manager Lenovo Dcg, dettaglia:“Tra gli utilizzi più virtuosi di una macchina di questo tipo, infatti, ci sono quelli legati al ‘pilotaggio’ dei sensori, come alla pre-elaborazione dei dati, anche per permettere alla parte di sensoristica di lavorare meglio”.

Roberta Marchini con ThinkSystem SE350
Roberta Marchini, technical sales manager Lenovo Dcg, mostra un ThinkSystem SE350

L’edge, come ambito di computing in grado di generare attività di business specifiche, ha portato Lenovo a collaborare ancora di più con Isv e communication service provider (CoSP) selezionati per validare soluzioni che permettano ai fornitori di distribuire servizi monetizzabili.

Ed è inoltre in corso un progetto pilota con diversi clienti per un’offerta commerciale che consenta di gestire le implementazioni edge secondo un modello Opex attraverso i servizi di Vmware

Oggi, circa il 10% dei dati generati dalle aziende nasce e viene elaborato al di fuori di un tradizionale data center o anche del cloud. Entro il 2022, Gartner prevede che questa cifra raggiungerà il 75%, evidenti le implicazioni relative alla sicurezza. 

Per questo motivo poiché gli edge server sono installati anche al di fuori dei data center protetti, includono ora una tecnologia che distrugge i dati memorizzati nel dispositivo, in caso estremo di manomissione.

Infine, sempre per in ambito edge computing, Lenovo introduce sul mercato i ThinkSystem SR635 e SR655 con piattaforma Amd Epyc, destinati a semplificare l’implementazione di reti di intelligence avanzate e analytics e strutturati in modo da abbassare il Tco, pur preservando caratteristiche di fascia alta per quanto riguarda le latenze e la densità di traffico, grazie anche ad un’alta disponibilità di storage Nvme, pur trattandosi di server single socket.  

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