Pochi giorni fa, Agcom, dopo l’analisi del pacchetto di provvedimenti del decreto legge Cura Italia, ha avviato quattro tavoli permanenti con gli operatori per indicare le soluzioni per la gestione delle urgenze relative allo stato di emergenza. Tra i temi anche il potenziamento e la sicurezza delle reti e dei servizi di telecomunicazione.

Agcom in quella occasione ha sollecitato il massimo impegno alla fornitura accelerata degli apparati di trasporto e Vlan necessari per l’aumento di banda e per dar seguito all’apertura anticipata dei nuovi cabinet Nga così come “la traslazione a livello wholesale di eventuali sconti nei contributi una tantum a livello retail al fine di azzerare i costi a carico dei consumatori, mantenendo al tempo stesso opportuni margini per i concorrenti”.

Nella stessa occasione ha sollecitato Telecom Italia a mettere a disposizione le proprie infrastrutture su tutto il territorio nazionale, rispondendo alle richieste dei consumatori senza discriminare rispetto alle tecnologie e alle aree geografiche del paese. Per il periodo dell’emergenza è stata quindi approvata la visualizzazione trasparente delle infrastrutture messe a disposizione con la pubblicazione nel sito wholesale di Tim e la riduzione dei tempi di preavviso per l’avvio della commercializzazione delle nuove infrastrutture di accesso.

Agcom ha due sedi a Napoli e a Roma
Agcom per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ha avviato quattro tavoli permanenti con gli operatori al fine di indicare
soluzioni per la gestione delle urgenze da affrontare nello stato di emergenza.

Tra le azioni rilevanti, inoltre, Agcom ha sottolineato l’importanza di assicurare nel più breve tempo possibile un aumento della banda media per cliente, su rete fissa, di almeno il 30%, ove tecnicamente possibile ed in assenza di copertura con rete fissa e su richiesta del condominio o del soggetto giuridico responsabile della sede per attivare, senza aggravio di costo fino al 30 giugno 2020, ogni possibile soluzione di accesso. Agcom richiede inoltre di ridurre o azzerare i contributi una tantum di attivazione di nuove linee fibra e da rame a fibra fino al 30 giugno 2020.

Nell’ambito di questo quadro e degli impegni già presi dall’azienda Tim ha deciso di accelerare il piano di copertura ultrabroadband, per consentire ad un numero maggiore di famiglie e di aziende di beneficiare della connessione da fibra e Internet con una velocità maggiore. In questi giorni è previsto l’incremento dell’ampiezza di banda disponibile fino a 200 Mbps in centinaia di comuni.

Per verificare se si è raggiunti dalla nuova rete ultrabroadband (il cui upgrade è previsto senza costi aggiuntivi) bisogna procedere in autonomia sul sito o tramite la app, ma non è disponibile online per gli utenti un elenco in chiaro dei comuni già serviti dall’upgrade e non sembra, almeno per il momento, molto chiaro come rilevare la possibilità di upgrade o se se ne beneficia già.

Sono previste inoltre altre iniziative anche per quanto riguarda il mercato mobile, ma rientrano in questo caso comunque in un’ottica commerciale, pur se comunicate all’interno della pagina Tim per Covid-19, anche perché fruibili solo previa iscrizione a programmi come Tim Party. Non è possibile quindi l’attivazione delle stesse semplicemente accedendo al proprio account tramite app.

Agcom per il periodo previsto  vigilerà comunque sulle azioni di Tim e sul rispetto di quanto deliberato da Agcom nel documento A514 e di quanto previsto dal quadro regolamentare 2019-2021 della delibera 348/19/Cons, anche con il suggerimento di misure correttive alla luce dello sviluppo di reti ad altissima velocità auspicato dalla Commissione Europea

Ed è infine prevista una dilazione dei pagamenti del contributo per il suo funzionamento a carico dei soggetti che operano nei settori di competenza (comunicazioni elettroniche, servizi media, servizi postali e commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi) di minori dimensioni. In particolare gli operatori con fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro potranno versare il contributo all’Autorità entro il 15 giugno 2020 e non entro il 1 aprile 2020 come previsto.

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