L’ultima settimana di agosto vede riprendere, a ritmo già sostenuto, la veloce successione di eventi che caratterizzano i calendari delle aziende IT, pronte a presentare il risultato degli sforzi di sviluppo compiuti negli ultimi mesi. Google Cloud Next ’23, a San Francisco, è tra questi. E lo stesso Ceo di Google Cloud, Thomas Kurian, ripropone i punti chiave dell’evoluzione nel portafoglio di soluzioni per infrastruttura, dati e AI, collaborazione e sicurezza informatica.
Google Cloud anche nel secondo trimestre è profittevole, veleggia verso un fatturato annuo di 32 miliardi di dollari, ed in occasione dell’evento l’azienda mette a fuoco gli strumenti per aiutare aziende, governi e utenti a trarre vantaggio dall’AI generativa e dalle principali tecnologie cloud, tra cui la possibilità di disporre dell’infrastruttura ottimizzata per i workload AI nelle specifiche diverse cloud region (38 le cloud region operative).
Da una parte Google Cloud propone gli strumenti necessari agli sviluppatori per la creazione di modelli e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e personalizzabili in base ai dati aziendali (con Vertex AI), dall’altra integra il supporto collaborativo alimentato dall’AI in Google Workspace e in tutta Google Cloud. Così Duet AI si propone come “aiutante” per la scrittura, ottenere il meglio dai fogli di calcolo, prendere gli appunti per le riunioni e anche come designer creativo.

Gli sviluppi su Vertex AI

Per quanto riguarda gli impegni infrastrutturali ecco quindi in particolare gli annunci relativi ad una piattaforma di rete globale che aiuta i clienti a connettere e proteggere le applicazioni tra i vari cloud e progettata per consentire ai clienti di accedere più facilmente ai servizi Google da qualsiasi cloud; questo insieme agli sforzi per disporre di AI e cloud all’edge potenziando il portfolio Google Distributed Cloud per portare l’intelligenza artificiale all’edge, con le integrazioni Vertex AI e una nuova offerta gestita di AlloyDB Omni su Gdc Hosted. Da settembre è disponibile il supercomputer A3 con le Gpu H100 di Nvidia per supportare le innovazioni dell’AI generativa e dei modelli linguistici di grandi dimensioni.

A livello di piattaforma, Vertex AI, pensata per creare, distribuire e scalare modelli di apprendimento automatico (ML), evolve per assecondare la generazione di modelli ottimizzati per compiti diversi, e con diverse caratteristiche, per verticali. In particolare Vertex AI Search e Conversation permettono di creare applicazioni di ricerca e chat utilizzando i propri dati in pochi minuti, con una codifica minima e una gestione e una sicurezza di livello aziendale integrate e Vertex AI Generative AI Studio comprende strumenti di facile utilizzo per mettere a punto e personalizzare i modelli.

Controllo e segregazione dei dati sono favoriti anche dalla possibilità di addestrare i modelli con Vertex AI, con documenti e dati privati provenienti da applicazioni SaaS, database o altre fonti proprietarie, così da evitare di esporre tali dati al modello di base. Si genera un’istantanea del modello, che permette di addestrarlo e racchiuderlo in una configurazione privata, fornendo il controllo completo sui dati; messaggi e dati, così come gli input dell’utente al momento dell’inferenza, non vengono utilizzati per migliorare i nostri modelli e non sono accessibili ad altri clienti.

Thomas Kurian presenta le novità Vertex AI e Duet AI in occasione di Google Cloud Next '23
Thomas Kurian presenta le novità Vertex AI e Duet AI in occasione di Google Cloud Next ’23

I dati sono il carburante dell’intelligenza artificiale, Google Cloud ha quindi introdotto funzionalità per incrementare la produttività dei team che se ne occupano. Per esempio BigQuery Studio propone un’unica interfaccia per l’ingegneria dei dati, l’analisi e l’analisi predittiva e con le nuove integrazioni ai modelli di base Vertex AI, le organizzazioni abilitano i propri data lakehouse ai progetti AI con possibilità di analisi cross-cloud, governance e condivisione sicura dei dati. A livello di DB, invece, AlloyDB AI, parte integrante di AlloyDB, servizio compatibile con PostgreSQL, offre un insieme integrato di funzionalità per realizzare applicazioni di AI generativa, tra le quali query vettoriali ad alte prestazioni, mentre con AlloyDB Omni è possibile eseguire AlloyDB on-premise, su Google Cloud, ma anche su Aws, Azure o tramite Google Distributed Cloud. Un’apertura coerente con l’intero ecosistema proposto basato sul concetto di “dati aperti”.

Dati aperti e un numero crescente di partnership. Tre esempi sugli altri: per esempio Docusign che sperimenta nuove funzionalità di intelligenza artificiale, realizzate con Vertex AI ed un nuovo “assistente per contratti intelligenti” in Docusign, in grado di riassumere, spiegare e rispondere a domande su contratti complessi e altri documenti. Ma anche Sap che costruisce nuove soluzioni che utilizzano i dati Sap e Vertex AI per aiutare le imprese ad applicare l’IA generativa a importanti casi d’uso aziendali, come la semplificazione nella produzione automobilistica o il miglioramento della sostenibilità. O, infine, Workday, per la gestione finanziaria e delle risorse umane, con nuove funzionalità di AI generativa all’interno del flusso di Workday, nell’ambito della strategia multicloud. Si parla in questo terzo caso di poter generare job description di qualità e di portare l’AI generativa di Google Cloud agli sviluppatori di app tramite Api.

La sicurezza

Il tema della sicurezza è il secondo grande focus/pilastro nell’intervento di Kurian. Il Ceo parla di “intelligence e competenze specifiche, una moderna piattaforma SecOps e una base cloud affidabile, il tutto arricchito dalla potenza dell’AI generativa, per contribuire a ottenere i risultati di sicurezza che i clienti desiderano”.

Google Cloud già ad inizio anno ha presentato Security AI Workbench, come piattaforma estendibile alimentata dal large language model per la sicurezza e Sec-PaLM 2 che incorpora l’esclusiva visibilità di Google sul panorama delle minacce in evoluzione ed è ottimizzato per le operazioni di cybersecurity. Tra giugno e luglio è arrivato invece Chronicle Cybershield, soluzione per le operazioni di sicurezza a livello governativo che consente di abbattere i silos informativi, centralizzare i dati sulla sicurezza e contribuire a rafforzare la consapevolezza della situazione nazionale. E’ stata presentata anche una serie di altre funzionalità frutto della collaborazione con i partner e delle acquisizioni come Mandiant Hunt for Chronicle, mentre migliora ancora Cloud Firewall Plus (firewall distribuito) supportato da Palo Alto Networks. E anche Duet AI viene introdotto con le sue funzionalità integrate nelle soluzioni Google Cloud per la sicurezza, tra cui Chronicle Security OperationsMandiant Threat Intelligence e Security Command Center, che consentono di prevenire le minacce in modo più efficiente, ridurre la complessità dei flussi di lavoro relativi alla sicurezza e valorizzare i talenti nel campo della sicurezza.

Evoluzione Duet AI e Google Workspace

Insieme ad AI e sicurezza, pervasive, merita quindi di essere ripreso il tema dell’evoluzione di Google Workspace impattato dai progressi, appunto, di Duet AI. Ancora in ‘svantaggio’ netto rispetto a Microsoft 365, Google Workspace conta comunque 3 miliardi di utenti complessivi, ma anche solo 10 milioni di clienti paganti. Serve spingere la sua evoluzione a partire proprio dall’integrazione con AI e sicurezza ‘intelligente’. Con l’introduzione di Duet AI già da mesi è stato presentato il supporto alla scrittura e al perfezionamento dei contenuti su Gmail e Google Docs, la creazione di immagini originali in Google Slides, la trasformazione di idee in azioni e di dati in approfondimenti con Google Sheets, ed infine connessioni più significative in Google Meet. Duet AI si propone quindi come supporto collaborativo per la produttività senza perdere il controllo sui propri dati. Sugli altri ci ha interessato in particolare una modalità di utilizzo con Google Chat.

La Chat con Duet AI al servizio della collaboration
La chat con Duet AI al servizio della collaboration in Google Workspace

Con questa app, Duet AI consente di porre domande sui contenuti, ottenere un riepilogo dei documenti condivisi in uno spazio e recuperare le conversazioni perse. Chiaro che gli ambiti di azione di Duet AI sono più estesi. Può fornire assistenza AI su un’ampia gamma di prodotti e servizi Google Cloud, per esempio aiutando anche gli sviluppatori nelle attività di coding, i consulenti nel risolvere rapidamente i problemi delle applicazioni e dell’infrastruttura, gli analisti a fornire approfondimenti rapidi e migliori e come consulenti per la sicurezza nel consigliare le migliori pratiche per aiutare a prevenire le minacce informatiche. Ma è anche possibile chattare con Duet AI in linguaggio naturale su una serie di servizi direttamente nella Google Cloud Console per recuperare rapidamente informazioni sulla configurazione dell’infrastruttura stessa.

Ancora, per quanto riguarda la sicurezza, il modello zero trust si conferma parte essenziale per ridurre i rischi per una forza lavoro distribuita. Workspace fornisce controlli integrati, come la prevenzione della perdita dei dati (Dlp) e l’accesso consapevole del contesto (Caa), per aiutare le organizzazioni ad accelerare l’adozione del modello zero-trust e a rispettare i framework del settore, come il Modello di Maturità zero trust del Cisa.
Google AI può aiutare a classificare e etichettare automaticamente e continuativamente i dati in Google Drive per garantire che i dati siano condivisi e protetti non fuoriescano dal perimetro della governance aziendale, ed è possibile utilizzare modelli AI che preservano la riservatezza, personalizzati in modo univoco per la propria organizzazione, per classificare ed etichettare automaticamente file nuovi ed esistenti in Drive.

Ma l‘idea zero trust è declinata anche nel prevenire l’accesso da parte di terze parti a dati sensibili. E’ possibile tramite il possesso delle chiavi di crittografia lato client (Cse) che aiuta le organizzazioni ad aggiungere un ulteriore livello di protezione dei dati, a impedire l’accesso da parte di terze parti. Cse ora è declinata anche nelle specifiche Google Calendar, Gmail e Meet. E’ possibile impostare Cse come predefinita per unità organizzative selezionate, scegliendo anche dove salvare le chiavi crittografiche, così come la posizione di archiviazione e di elaborazione dei dati. Infine, si elevano in Google Workspace controlli e verifiche d’obbligo, possibili e consigliati per gli amministratori.

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