Energy Efficiency Directive. La direttiva UE sull’efficienza energetica è stata adottata per la prima volta nel 2012, e poi aggiornata nel 2018 e nel 2023. Stabilisce regole e obblighi il cui adempimento è necessario per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di efficienza energetica dell’Unione. Efficienza che oggi è un principio fondamentale della politica energetica dell’UE, ed alla quale è conferito un reale valore giuridico. Significa che deve essere presa in considerazione dai Paesi dell’UE in tutte le politiche pertinenti e nelle principali decisioni di investimento nei settori energetico e non. Evidente quindi anche l’impatto su tutta la “sfera digitale e IT” ed in particolare sull’evoluzione dei data center. Schneider Electric da tempo è impegnata per aiutare le aziende a prepararsi all’Eed (Energy Efficiency Directive, appunto), anche utilizzando software, AI, cloud e analisi dei dati, per fare in modo che sia possibile consolidare la dotazione infrastrutturale affinché sia sostenibile. 

Inquadrano il tema per Schneider Alison Matte, Sustainability lead for Ecostruxure IT, e Kevin Brown, senior vice president Ecostruxure Solutions e lo fanno sottolineando prima di tutto il tema della complessità dei task “sostenibilità” per i Cio chiamati ad indirizzarli sostenendo al contempo le sfide sicurezza e quelle di migrazione al cloud. Matte: “Oggi del 7% del consumo globale di elettricità è responsabile direttamente il comparto Ict, secondo i numeri della Commissione Europea, e Gartner prevede che per 8 Cio su 10, entro il 2027, le valutazioni di performance saranno legate anche a come hanno indirizzato il tema della sostenibilità”. Ma solo il 43% delle organizzazioni (fonte Capgemini) ne è già consapevole. Anche perché i confini sugli “standard” per definire in modo chiaro cosa sia sostenibile e cosa no, sembrano alla maggior parte dei Cio ancora troppo indefiniti. E questo è un problema.

Alison Matte
Alison Matte, Sustainability lead for EcoStruxure IT, Schneider Electric

Certo è che cresce il consumo energetico dei data center, in modo esponenziale se si valutano i workload legati all’AI. Per esempio, Idc prevede che il consumo di energia legato proprio all’AI generativa, possa determinare una crescita dai 382 TWh del 2022 agli 802 TWh entro il 2027 (tasso di crescita annuo composto del 16%). Serve quindi affinare regolamenti, certificazioni ma anche impegnarsi in modo rapido nel “fornire strumenti efficaci, puntuali e precisi per il controllo dei consumi”.

Oggi in Europa il consumo di elettricità legato ai DC contribuisce per il 2,7% del totale e la Commissione Europea ha già stabilito uno “schema comune” per la rendicontazione della sostenibilità dei DC proprio attraverso la revisione della Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica. Schema che richiede la valutazione di ben 25 parametri chiave. Le variabili dipendenti relative alla metodologia sono però tantissime, e le rendicontazioni puntuali che dovranno essere rese pubbliche dalle aziende di generazione complessa. Un sistema di reportistica impegnativo, quello da mettere a terra, che chiama in gioco moli enormi di dati, “con il 43% delle aziende e delle organizzazioni a livello globale che secondo Idc non dispone di un processo per rendicontare i parametri ambientali e di sostenibilità”. Mentre la dead-line è fissata al 15 maggio 2024.

Eu Schema per EED nell'analisi Schneider Electric
Energy Efficiency Directive – Il 15 maggio la scadenza più prossima

A fronte di date certe, per esempio, sono gli stessi clienti Schneider a segnalare la difficoltà nel determinare anche solo valori sicuri riguardo il Pue (Power Usage Effectiveness) dei DC. Serve, invece, che i dati siano facilmente accessibili, consultabili ed esportabili. Il Pue poi non è l’unica metrica di riferimento, e gli strumenti oggi disponibili sono difficili da utilizzare, anche in relazione alla raccolta dati che per alcune componenti infrastrutturali provengono da centinaia di fonti diverse.

Kevin Brown
Kevin Brown, senior vice president EcoStruxure Solutions, Schneider Electric

L’approccio di Schneider spiega Brown – si basa invece su un modello di reporting automatizzato che va ben oltre l’idea della semplice dashboard e consente di esaminare in profondità i dati all’interno del data lake, nel confronto continuo con alcuni modelli di riferimento (maturati sulla scorta della raccolta dati avviata già più di quattro anni fa da Schneider, Ndr.), con la possibilità di esportarli facilmente per usarli davvero e facilitare così la rendicontazione corretta e il reporting richiesto dalla Direttiva UE. Schneider proprio facendo leva sulla propria esperienza ha potuto nel tempo creare modelli validi, convalidarli, testarli.

L’evoluzione di Ecostruxure IT

L’azienda ha quindi evoluto la proposta Ecostruxure IT – il software di gestione dell’infrastruttura data center (Dcim) – che consente di ottenere report automatizzati “model based” per quanto riguarda le metriche di sostenibilità. In particolare, le nuove funzionalità introdotte mirano ad offrire maggiore visibilità sul consumo di energia e risorse, l’analisi dello storico dei dati e metriche dettagliate ma soprattutto il supporto prezioso per seguire allineati le nuove normative sul reporting di sostenibilità di prossima entrata in vigore.
I tool di reportistica sono aperti all’integrazione di terze parti e presentano funzionalità per l’esportazione dei dati. E’ importante notare che le nuove funzionalità vanno ben oltre le metriche richieste dalla Eed, e vogliono lasciare ai clienti la possibilità di misurare le performance energetiche dei loro data center sia in tempo reale, sia valutando le serie storiche, in linea con tutte le metriche di reporting evolute dettagliate nel whitepaper 67 di Schneider Electric.

Le sfide Eed per le aziende
Le sfide Eed per le aziende

In estrema sintesi i vantaggi possono essere riassunti in sei punti chiave: l’evoluzione di Ecostruxure consente di calcolare e tracciare il Pue per sito/room nel tempo (con la metodologia Cen/Cenelec 50600-4-2, 1); sfruttare modelli di data analytics e data lake su cloud per semplificare il reporting (2); riportare il consumo di elettricità attuale per room e confrontarlo con i relativi trend storici (3); utilizzare una funzione per realizzare i report richiesti dalle normative “in un clic” (4); comprendere nel tempo i trend relativi ai diversi ambienti data center e di IT distribuito (5); permettere ai clienti di accedere in modo sicuro ai loro dati e di poterli manipolare usando il tool da loro preferito, grazie all’integrazione con software di terze parti e alla possibilità di esportare i dati (6)

Ecostruxure - Reporting anche per l'IT distribuito
Ecostruxure – Reporting anche per l’IT distribuito

Schneider Electric, l’esperienza alla base dello sviluppo green

I passi in avanti di Ecostruxure, li abbiamo visti, sono anche frutto degli investimenti nel programma Green IT di Schneider Electric, guidato dalla Cio dell’azienda Elizabeth Hackenson. Già nel 2021, Schneider Electric ha lanciato il suo programma Schneider Sustainability Impact (Ssis), e sulla scorta di quello è decollato Green IT che ha fatto “scuola”. Avviato come iniziativa IT sostenibile e onnicomprensiva per identificare nuovi percorsi di decarbonizzazione (puntando a raggiungere una riduzione delle emissioni prodotte dall’IT aziendale di almeno il 5% ogni anno), proprio nell’ambito dello stesso programma Green IT, Schneider Electric ha sfruttato Ecostruxure IT, in oltre 140 siti a livello mondiale, per migliorare resilienza e sicurezza della sua operatività IT. “Sapevamo date le centinaia di migliaia di risorse IT che abbiamo in tutto il mondo, di essere particolarmente energivori – ha spiegato Hackenson – e proprio da consumatori di energia volevamo capire come contribuire, come avere un impatto positivo su tutti gli obiettivi prefissati”.

Elizabeth-Hackenson
Elizabeth Hackenson, Cio di Schneider Electric

Mano a mano che il programma Green IT cresceva è emerso che nuove funzionalità introdotte nel software potevano essere sfruttate anche per migliorare la sostenibilità, consentendo di migliorare in modo significativo la visibilità sui consumi energetici delle infrastrutture IT. Un esempio: Schneider Electric ha potuto ridurre, nel secondo semestre 2023, del 30% – rispetto al primo semestre dello stesso anno – i consumi energetici registrati nella sua smart factory di Lexington nel Kentucky.

Hackenson: “Usando Ecostruxure IT abbiamo fatto progressi continui e significativi nel percorso di riduzione del consumo energetico delle nostre infrastrutture IT e nella riduzione del nostro impatto ambientale, supportando gli obiettivi di sostenibilità globali dell’azienda. Oggi rendiamo i benefici che abbiamo ottenuto disponibili ai nostri clienti ovunque nel mondo”.

Quello verso la capacità di una reale capacità di analisi/valutazione di sostenibilità per Schneider Electric è stato tuttavia un percorso articolato,il passaggio al cloud e la ricerca di resilienza IT è come se avessero acceso la lampadina, perché proprio il bisogno di valutare cosa fosse più conveniente fare abbiamo visto avere anche un impatto diretto sulle scelte relative alla sostenibilità”. Tempo, capacità di individuare di quali dati si abbia realmente bisogno, analisi dei failover, visione storica sui consumi (ma anche estesa a tutto l’ecosistema IT) e coesione del team nel raggiungere gli obiettivi, i tratti caratterizzanti il “journey” di Schneider Electric che Hackenson non esita ad ammettere essere “un viaggio difficile che proprio per questo richiede strumenti all’altezza delle sfide green oggi non più rimandabili”.

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