L’agrifood rappresenta uno dei settori più strategici del Made in Italy e proprio per questo spesso soggetto a fenomeni di contraffazione e scarsa cultura rispetto all’origine delle materie prime e dei sistemi produttivi.
Affidarsi alla trasformazione digitale e alle nuove tecnologie sostenendo la cultura della trasparenza a tutti i livelli aziendali è pertanto la strada da intraprendere per garantire la corretta tracciabilità dei prodotti, identificando gli anelli della catena che generano criticità o che al contrario hanno impatti positivi sulla produzione.
E’ questo il processo avviato da salumificio Principe – azienda friulana specializzata nella produzione di prosciutto San Daniele DOP – che investe su Internet of ThingsBlockchain e Realtà Aumentata per offrire a clienti, partner e rivenditori totale trasparenza sulla propria filiera, supportata da Teorema Engineering, che affianca l’azienda in tutte le fasi di sviluppo del progetto. 

Superare i processi manuali

Per garantire trasparenza, visibilità totale sulla filiera e dati puntuali sulla produzione, Principe ha l’esigenza di seguire nel dettaglio tutte le fasi della produzione del prosciutto di San Daniele DOP, allocando le corrette risorse e indirizzando gli acquisti a monte, prendendo in considerazione tutti i fattori coinvolti nel processo, a partire dall’allevamento dei maialini, alla loro alimentazione, alla macellazione, fino alla stagionatura. Un’attività di monitoraggio che implica un processo inventariale laborioso e complesso perché svolto manualmente, a partire dai tatuaggi sulle cotenne dei prosciutti per la loro identificazione.
Oggi il salumificio Principe si affida a IoT, Blockchain e RA per intraprendere un percorso verso l’introduzione di soluzioni integrate che gradualmente permettano all’azienda e a tutti i soggetti coinvolti nei processi di produzione, distribuzione e acquisto di conoscere nel dettaglio la storia di ogni prosciutto DOP.
In pratica, applicando ai prosciutti e alle bilancelle dei tag elettronici, l’azienda può sapere in tempo reale dove si trova la coscia e qual è il suo stato; ciò consente di tracciare il prodotto dalla nascita del maialino alla preparazione della vaschetta e replicare il sistema su qualunque mercato.

Blockchain per dare garanzie alla filiera 

L’azienda friulana, da sempre attenta ai valori della trasparenza, ritiene essenziale comunicare ai mercati esteri la propria attenzione nei confronti della filiera e del prodotto. Il prosciutto può rappresentare un importante elemento di valorizzazione degli investimenti dell’azienda in un mercato sempre più attento allo sviluppo di soluzioni basate su blockchain. Da qui la scelta di questa tecnologia quale miglior soluzione per affrontare la sfida, rendendo sicuri e trasparenti tutti i passaggi che costituiscono la catena del valore.
Un processo che non solo consente di intervenire prendendo adeguate contromisure e correggendo i processi, ma che contestualmente può garantire a clienti e stakeholder la bontà dell’intera filiera a monte dei prodotti e dei servizi offerti.
Basandosi su un registro condiviso che si aggiorna istantaneamente per ogni operazione registrata, la blockchain permette infatti a tutti i partecipanti attivi sui nodi della rete di verificare le informazioni in maniera trasparente e univoca, correlando ciascuna azione all’effetto che ha generato. Gli stessi dati possono essere resi disponibili a clienti o organismi di controllo per appurare l’origine e i processi di trasformazione di un prodotto.

Informazione e Formazione 

L’applicazione della Realtà Aumentata si rivela per Principe uno strumento strategico nei confronti di importatori e distributori all’ingrosso. Negli Stati Uniti è stata infatti da poco realizzata la prima demo implementando un’app di AR creata da Teolab che permette, inquadrando la vaschetta di affettato, di visualizzare tutte le informazioni riguardanti le fasi di produzione, condividere i valori distintivi e la storia della famiglia Principe e le immagini relative ad altri prodotti.
In fase di test, anche una soluzione di Realtà Immersiva che supporta la formazione sulle tecniche per trattare correttamente il prosciutto da parte degli affettatori, categoria di lavoratori spesso soggetta a spostamenti interni, soprattutto nei supermercati, e dove i costi di formazione sono sempre più elevati. La soluzione offre un’esperienza immersiva a 360 gradi attraverso il visore Samsung Gear, indossando il visore l’addetto viene trasportato in un ambiente virtuale e può apprendere le tecniche di affettatura guardando un professionista all’opera, in un’ambientazione estremamente suggestiva perché l’attività viene svolta in un magazzino con centinaia di prosciutti appesi in tutta la stanza. 

Teolab - QR Code
Teolab – QR Code attraverso visore Samsung Gear per un’esperienza immersiva
“Ad oggi parliamo ancora di un progetto pilota che, se applicato in tutte le sue parti dall’IoT alla Realtà Aumenta, può essere una solida base per guidare l’azienda in un vero e proprio processo di trasformazione digitale – dichiara Robert Vrcon, Direttore Generale di Teorema Engineering -. È un dato di fatto che queste tecnologie generino risparmi e maggiore efficienza, lo dimostrano gli studi di fattibilità che abbiamo condotto, ma occorrono investimenti per tradurre i Proof of Concept in realtà consolidate”.

Cultura trasversale e framework condivisi

Il progetto allo studio da parte del salumificio Principe lascia intravedere potenziali benefici per l’azienda sia in termini economici che di ottimizzazione dei processi. Ma il percorso intrapreso attraverso l’Open Innovation necessita di un ulteriore maggior coinvolgimento di tutti i protagonisti del settore.

Robert Vrčon, Direttore Generale di Teorema Engineering
Robert Vrčon, Direttore Generale di Teorema Engineering

“Bisogna creare una serie di framework condivisi, un vero ecosistema digitale che permetta a tutti gli attori – finanziatori inclusi – delle filiere e dei distretti produttivi di riconoscere e cogliere il valore generato da queste soluzioni – commenta Robert Vrcon -. Una trasformazione che non deve essere affrontato in solitaria, ma necessita il coinvolgimento di partner e fornitori che sostengano la cultura della trasparenza, da disseminare a tutti i livelli aziendali, e aderiscano alle sperimentazioni condotte sulle nuove tecnologie”.

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