Si alzano i contenuti delle discussioni a Barcellona, che non smentisce la capacità di radunare persone e dibattere sui temi del domani in convention internazionali che anno dopo anno ritornano. Di profili diversi: di vendor che si raccontano (come al VMworld Europe con 12.000 partecipanti) e di analisti che fanno il punto sul futuro, anticipando previsioni e scenari per il 2019 (come al Gartner Symposium/ITxpo con 9.000 Cio presenti). Come la scorsa settimana.

Trend che IT manager e aziende cercano di fare propri in tempi diversi. Gartner parla del nuovo approccio ContinuousNEXT – spiega Mike Harris, executive VP e capo della ricerca – sottolineando massima attenzione ai temi della privacy e della cultura aziendale. Ne conseguono dieci tecnologie strategiche per il prossimo anno, in continuità appunto (ContinuousNEXT): Autonomous Things (robot, droni e veicoli autonomi, che grazie all’intelligenza artificiale automatizzano funzioni “umane” interagendo in modo naturale con persone e ambiente), Augmented Anaytics (analisi avanzate di dati e processi rese possibili da machine learning e apprendimento automatico), Intelligenza Artificiale (nativa e integrata nelle soluzioni), Digital Twin (gemelli digitali su cui ragionare e testare materiali per migliorare i processi di progettazione difficili su mock up tradizionali, come nel caso Dallara). E poi Edge Computing, sempre più pervasivo che ridurrà traffico di dati e latenza elaborando i dati vicino alla fonte, ma che non sostituirà il cloud computing rimanendone complementare. Piattaforme conversazionali, che cambieranno il modo in cui le persone interagiscono con il mondo digitale (realtà virtuale, aumentata e mixed, esperienze immersive); Blockchain distribuita, che fa leva su fiducia, trasparenza, minori attriti tra gli ecosistemi aziendali, costi, tempi di transazioni; Smart Space, un ecosistema intelligente fisico o digitale in cui persone, processi, cose, servizi interagiscono e Quantum Computing, che grazie a una scalabilità più elevata rispetto all’approccio tradizionale (ragiona in quantum bits o qubits) gestisce problemi complessi in minor tempo. Infine, Etica e Privacy digitale che preoccupano individui, organizzazioni e governi e che devono essere affrontate in modo proattivo.

Mike Harris, Executive Vice President, Head of Global Research & Advisory at Gartner & Tim Berners-Lee, Inventor of World Wide Web
Mike Harris, Executive Vice President, Head of Global Research & Advisory at Gartner & Sir Tim Berners-Lee, Inventor of World Wide Web

Etica e Privacy, un tema toccato anche a Milano (che purtroppo manca della ricettività per eventi dalle dimensioni delle convention catalane ma che nel suo “piccolo” macina contenuti). Qui scende in campo con l’energia che lo contraddistingue Sir Tim Berners Lee, inventore del World Wide Web, ospite d’onore al Deloitte Innovation Summit. Senza rimpianti per ”non avere brevettato il Web” alla sua nascita, oggi si spende in un nuovo progetto (prendendo un periodo sabbatico dal MIT di Boston dove insegna a 63 anni) per garantire al Web trasparenza, indipendenza e libertà dai giganti di Internet” che controllano i dati degli utenti, “riportando il Web alla sua origine, di spazio di condivisione globale”. La preoccupazione sull’uso dei dati personali e sulla responsabilità nel gestirli (ribadita anche in un suo recente post) richiede un nuovo impegno al quale il professore si sta dedicando: “ridisegnare il Web” per far sì che siano gli utenti stessi a decidere dove archiviare i propri dati. “Chi crea un social network deve assicurare che chiunque lo usi sia tutelato” dichiara a Milano, dettagliando l’idea di Solida, un progetto open source per “restaurare il potere degli utenti sul Web, dando loro il controllo dei dati in modo rivoluzionario”.

Barcellona, Milano, medesimo leit motiv. Le previsioni 2019 di Gartner e il progetto del padre fondatore del Web indirizzano lo stesso futuro, dove privacy dei dati e sicurezza della rete devono esserne i cardini. Come le cronache recenti continuano a invocare.

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