Il 2018 si conferma un anno di luci e ombre per l’ICT e le tecnologie digitali in Italia, come evidenzia il Report “Cittadini, imprese e ICT” recentemente pubblicato dall’Istat.
Notizia positiva: anche nel 2018 continua a crescere la diffusione delle tecnologie ICT in Italia. Notizia negativa: permane il gap rilevante rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea per imprese e cittadini e il divario tra grandi e piccole imprese.

L’Italia connessa

Nel 2018  il 73,7% delle famiglie italiane accede a Internet da casa tramite banda larga, in crescita rispetto al 70,2% del 2017. Non stupisce che siano i giovani nella fascia tra 15 e 24 anni (oltre il 94%) a rappresentare la principale quota di internauti; tuttavia cresca in maniera significativa la percentuale di 65-74enni connessi, passando dal 30,8% al 39,3% dell’anno appena passato. Lo smartphone rappresenta di gran lunga il principale dispositivo abilitante l’accesso a Internet (89,2%), seguito a distanza dai PC desktop (45,4%).
Nonostante i dati siano in crescita, vi è da registrare come un quarto delle famiglie italiane sia ancora senza accesso a Internet, con differenze notevoli a livello di territorio regionale, che vedono in testa il Nord con Trentino Alto Adige e Lombardia; Molise, Calabria e Sicilia in coda alla classifica per numero di famiglie dotate di connessione a banda larga.
Sul fronte delle imprese, il 94,2% con almeno 10 addetti si connette in barda larga mobile o fissa, con la velocità massima di connessione in crescita con la dimensione aziendale, in questo caso senza evidenti discrepanze territoriali, ad esclusione di una maggiore velocità di banda nel Nord-ovest.

Cresce l’e-commerce

Il commercio elettronico si conferma in ascesa come canale di vendita e acquisto di beni e servizi: nel 2017 il 64,1% delle imprese ha effettuato vendite via web, utilizzando almeno un marketplace (53,8% nel 2016), mentre il 50,2% ha realizzato almeno la metà del fatturato online, grazie ad intermediari come le piattaforme di vendita, contro il 39,1% del 2016.
Al contempo, nel 2018 aumentano anche gli utenti che effettuano acquisti online: sono il 55,9% rispetto al 53% nel 2017. Così come incrementano le dinamiche d’interazione online-offline, dato che il 43,9% di coloro che non ha acquistato online negli ultimi tre mesi ha comunque cercato informazioni e/o venduto beni e servizi online.

Istat - e-commerce imprese
Fonte Istat – L’uso dell’e-commerce nelle imprese

Divario tra grandi e piccole imprese

Anche quest’anno Istat presenta il Digital Intensity Indicator delle imprese italiane, l’indicatore composito di digitalizzazione delle imprese di Eurostat definito sulla base di 12 caratteristiche specifiche. I risultati evidenziano un notevole divario tra le imprese italiane di piccola e grande dimensione. L’86,1% delle imprese con almeno 10 addetti si posiziona ad un livello “basso” o “molto basso” di adozione dell’ICT, contro una media UE dell’82%.

Fonte Istat - Imprese per livello di digitalizzazioneIstat - Imprese per livello di digitalizzazione
Fonte Istat – Imprese per livello di digitalizzazione

Un divario di ben 60 punti percentuali viene registrato nella presenza di specialisti ICT tra le organizzazioni di piccola e grande dimensione, mentre in termini generali il 60% delle imprese dichiara di ricorrere prevalentemente a personale esterno per attività come manutenzione e gestione delle infrastrutture, supporto e sviluppo software e gestione della sicurezza e della protezione dei dati. Anche questa quota tende comunque a diminuire all’aumentare delle dimensioni: sei piccole imprese contro tre grandi su dieci.
La formazione stessa delle risorse ICT rimane un nodo cruciale, se si considera che ad organizzare corsi di aggiornamento delle competenze in tale ambito sono il 59, 3% delle grandi imprese, mentre il dato medio delle realtà con almeno 10 addetti è pari solo al 16,9%.

Investimenti in tecnologie innovative

Poco meno di tre imprese su dieci hanno effettuato investimenti in tecnologie nel biennio 2016-2017, con una situazione pressoché invariata per il periodo 2018-2019.  Mentre l’87% delle aziende con più di 10 addetti non dichiara investimenti nelle aree riconducibili al paradigma Industria 4.0, un quinto delle imprese afferma di aver già acquistato o prevede di acquistare soluzioni e servizi di sicurezza informatica, mentre solo l’8% ha investito in servizi di Cloud Computing.

Gli investimenti in soluzioni di analisi dei Big Data coinvolgono meno di un’impresa su dieci e risultano addirittura in calo di due punti percentuali a livello aggregato rispetto al 2016, anche tra le organizzazioni più grandi. Va comunque detto che la propensione all’investimento in alcune tecnologie è comunque in linea o addirittura superiore alla media UE, dagli stessi Big Data (30% delle grandi imprese contro il 25% dell’UE). all’uso di stampanti 3D (13%) o della robotica industriale o di servizio (26%).

Fonte Istat - Investimenti in tecnologie innovative
Fonte Istat – Investimenti in tecnologie innovative nelle imprese

Non stupisce nemmeno che a guidare gli investimenti in tecnologie innovative siano le imprese con almeno 250 addetti, le quali mostrano anche una maggiore capacità di indentificare quei fattori, interni ed esterni, in grado d’influenzare il proprio livello di competitività. In termini aggregati, questi comprendono in primo luogo agevolazioni pubbliche e incentivi fiscali a sostegno della digitalizzazione (48,5%), infrastrutture e connessioni in banda larga (30,8%) e formazione delle competenze tecnologiche delle risorse in azienda (22,4%). Un dato che conferma quanto evidenziato in precedenza, e che mostra quanto ancora vi sia da fare per aumentare il livello di digitalizzazione e rendere più competitivo il nostro Paese.

Istat - Fattori di digitalizzazione
Fonte Istat – Fattori di digitalizzazione nelle imprese
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