La volontà di erogare servizi di formazione, orientamento e spingere l’attuazione di progetti di innovazione e ricerca industriale sono tutti fattori che animano gli annunci di finanziamenti avvenuti nel mese di aprile.

Da una parte la firma dei primi due decreti di concessione dei finanziamenti ai competence center, indirizzati a Start 4.0 di Genova e al Made di Milano che saranno seguiti nelle prossime settimane dagli altri decreti di concessione firmati dal Ministero dello Sviluppo Economico per avviare tutti gli 8 comptence center voluti dal MIse, Dall’altra i finanziamenti per le micro e piccole imprese a livello regionale, come in Lombardia, che nell’ambito della collaborazione con il sistema camerale ha aperto un bando per oltre 2 milioni di euro per promuovere lo sviluppo di soluzioni, prodotti e servizi innovativi, focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie. Due esempi che spingono le aziende verso tecnologie digitale 4.0, per realizzare progetti che svecchino la manifattura avanzata, l’industria, con tecnologiche interattive e partecipative (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D), big data e analytics, implementazione di intelligenza artificiale, blockchain, cybersecurity.

Ma è bene guardare i dati del mercato digitale italiano elaborati da NetConsulting cube per Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict. Il quadro che ne emerge è quello di un 2018 positivo, in cui il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni, contenuti ed elettronica di consumo) è cresciuto del 2,5%, fino a raggiungere un valore di 70.474 milioni di euro. Prospettive positive anche per il 2019: stimata una crescita analoga, verso i 72.222 milioni.

“La crescita del mercato del 2,5% è stata migliore di quella registrata nel 2017 – esordisce Giancarlo Capitani, presidente di Netconsulting cube -. Un mercato che a partire dall’inversione registrata nel 2015 è cresciuto in valore di quasi 5 miliardi di euro dimostrando, nei suoi ritmi di crescita, di essere sempre meno influenzato dall’andamento dell’economia. Dobbiamo però chiederci se questa non dipendenza continuerà nei prossimi mesi”.

I dati ad oggi mostrano una progressione del mercato d’insieme, con il contribuito positivo di tutti i maggiori segmenti del mercato, ad eccezione dei servizi di rete Tlc, che subiscono un forte calo (- 2,7%) dovuto all’accentuarsi della competizione sulle tariffe causate dall’ingresso sul mercato di operatori low cost.

Ma l’invito è precedere passo a passo. “Le complessità sono innegabili, ma i progressi sono essenziali a livello di sistema, anche a riguardo di un ammodernamento della PA che non solo è strategico, ma possibile visti i buoni risultati raggiunti in taluni ambiti, a partire dalla Sanità, e vista l’articolazione del nuovo Piano Triennale” precisa Gay, presidente di Anitec-Assinform. Procediamo. Aprile finito.  

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