NetApp non è certo tra i primi vendor a proporre soluzioni iperconvergenti. Anzi. E tuttavia, anche in questo ambito, ha seguito lo stesso approccio che ha portato frutto nella proposta storage flash. In un mercato che cresce, quello della hyper converged infrastructure, NetApp alza il livello delle proposte Hci a partire da un approccio modulare e dalla capacità di innovare. Così Roberto Patanosenior manager systems engineering di NetApp Italia, introduce il tema e tratteggia lo scenario.

Gartner, fotografando il mercato, prevede per il 2019 un valore globale complessivo per i sistemi iperconvergenti pari a più di 6 miliardi di dollari, la cifra più alta, quando si parla di sistemi integrati, in un veloce confronto tra stack systems (1,5 miliardi di dollari), infrastructure systems (2,7 miliardi), reference architecture (3,6 miliardi) e, appunto, le soluzioni iperconvergenti integrate. Non solo, entro il 2020, almeno il 20% di tutte le applicazioni business-critical saranno spostate da infrastrutture “tradizionali” su Hci. IDC, solo nel secondo trimestre del 2018, ha registrato un incremento dei ricavi per i sistemi iperconvergenti del 78%, per 1,5 miliardi di dollari. 

Roberto Patano, senior manager systems engineering di NetApp
Roberto Patano, senior manager systems engineering di NetApp

La crescita del mercato è frutto di un cambiamento di atteggiamento da parte degli IT manager, prosegue Patano: “Oggi non si pensa più all’infrastruttura IT partendo da un foglio elettronico, e pensando solo ai costi; si cerca invece capacità computazionale estensibile e prestazioni storage di qualità, anche con un modello as a service, una sorta di cloud privato, facile da gestire, e soprattutto con la garanzia di poter ridefinirei parametri dei workload”.

In pratica, la possibilità di offrire soluzioni di convergenza per le applicazioni tradizionali e native in cloud, sia quando vivono on-premise, sia quando su cloud pubblica, offre ora a NetApp un vantaggio: l’agilità nativa. Significa accesso senza discontinuità alle risorse e l’interoperabilità con i servizi cloud pubblici.

Una possibilità che per NetApp significa modularità, qualità di servizio e ultimo, ma non per questo meno importante, “apertura verso l’esterno”, quasi un mantra per Patano. “Sì, perché l’infrastruttura cloud in casa, anche negli approcci più conservativi oggi vive se è espandibile e se riesce a dialogare anche con i sistemi cloud, a partire per esempio da Amazon S3. NetApp permette di poterlo fare senza abbandonare i vantaggi della Data Fabric“.

L’approccio è possibile a partire dalla collaborazione con i partner, formati e certificati, e la proposta di NetApp è apprezzata, per la sua modularità e per la scelta di Vmware. Patano: “Chi ha investito in un’infrastruttura anche in modo contenuto si accorge di non avere problemi ad espandersi, e di scalare conservando la facilità di gestione. La soluzione Hci di NetApp è pensata per vivere del tutto automatizzata”.

La proposta iperconvergente di NetApp incontra per queste caratteristiche i favori anche delle piccole e medie imprese. Non parliamo certo della microimpresa, mentre verso l’alto la soluzione non pone limiti. Per esempio, le grandi aziende che hanno bisogno di “creare ambienti almeno, magari inizialmente isolati, per i progetti devops o in fase di testing e sviluppo”, possono realizzarsi sicuri di partire “in piccolo”, ma certi anche di essere pronti poi a scalare e abbracciare il cloud.

Con la soluzione iperconvergente proposta si paga mano a mano che si cresce, e non si teme di poter commettere errori iniziali di valutazione. Patano: “E’ il vantaggio della modularità. Con un’iperbole potremmo dire che si può anche sbagliare la configurazione iniziale e tornare serenamente sui propri passi. La soluzione riconosce in modo autonomo l’integrazione di un nuovo nodo, e rende disponibile nuovo spazio sul nodo, lo stesso vale per le risorse di networking”.

I vantaggi – considerato il cambio di paradigma – sono evidenti. La proposta iperconvergente di NetApp lavora, come dire, “mano nella mano” con le soluzioni tradizionali on-premise e i dati che esse generano, ma è in grado di “collegare” gli uni e gli altri a tutti i maggiori hyperscaler; è flessibile e scalabile, e soprattutto è connessa a tutta la NetApp Data Fabric. Sono arrivati quindi anche i risultati. La presenza di NetApp nel mercato iperconvergente è in forte crescita anno su anno e NetApp è vista da Forrester Research come Strong Performer. Ne parliamo in un contributo dedicato all’analisi di NetApp HCI.

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