Un approccio agile non centrato sulla tecnologia ma sulla persona e sul processo, accompagnato dalla volontà di mettersi in gioco, di pensare fuori dagli schemi, di sperimentare e di “vivere” l’eventuale errore come occasione di apprendimento. Questo il messaggio di Roche al Digital Health Summit 2019 raccontato nell’intervista da Matteo Passera, Digital & Business Transformation Director, Roche Diagnostics.

La sfida della maggiore sostenibilità del settore socio-sanitario può trarre benefici dalla nuova frontiera della sanità digitale.  Quali sono dal vostro osservatorio i trend principali che la sanità sta vivendo? Quali i miglioramenti avvenuti, quali le criticità ancora da sanare?

Matteo Passera, digital & business transformation director di Roche Diagnostics
Matteo Passera, Digital & Business Transformation Director di Roche Diagnostics

“L’incremento della cronicità di molte patologie è sicuramente una delle sfide più urgenti che la Sanità sta affrontando oggi, una sfida la cui risposta impone un cambio di paradigma rispetto alla gestione della fase acuta delle stesse, guardando alla decentralizzazione ed alla ottimizzazione di tutto quanto sia possibile.

Per fare questo è necessario costruire infrastrutture, processi e sistemi che permettano una efficace ed efficiente strategia, e questo può essere possibile solo attraverso un modello digitalizzato di raccolta e interpretazione dei dati.

Questo modello può produrre impatti significativi su più fronti: genera benefici in termini di sostenibilità economica del Sistema Sanitario, di miglioramento della gestione del paziente e della sua qualità di vita e, inoltre, ha un impatto positivo anche sull’ambiente, riducendo gli spostamenti derivati dalla necessità di doversi recare frequentemente presso strutture ospedaliere magari lontane dal proprio domicilio per l’effettuazione di monitoraggi periodici, il tutto garantendo un elevato livello di qualità della diagnosi.

L’innovazione digitale nell’ambito della diagnostica incide significativamente sulla sostenibilità della Sanità anche grazie al prezioso supporto che può fornire ai professionisti sanitari nel processo decisionale. L’abbondanza di informazioni clinico-diagnostiche su ogni singolo paziente ad oggi disponibili costituisce un’importante sfida che si può trasformare in enorme opportunità laddove si ha la possibilità di poter disporre di strumenti in grado di raggruppare velocemente e con facilità dati provenienti da diverse “fonti” e solitamente gestiti da differenti specialisti sanitari (laboratorista, oncologo, anatomopatologo, ecc…), facilitarne la consultazione e condivisione da parte di questi e ottimizzare l’individuazione del miglior percorso terapeutico in termini di rapidità e personalizzazione. Un esempio concreto di quanto appena detto si ha in oncologia, un ambito dove per la gestione del paziente concorrono diversi professionisti, riuniti spesso in team multidisciplinari, per i quali la possibilità di condividere facilmente e velocemente tutte le informazioni clinico diagnostiche disponibili è di vitale importanza. In questo caso, avere a disposizione una piattaforma con un tool automatizzato di workflow e delle applicazioni che ottimizzano i vari passaggi fa la differenza. Quanto Roche ha sviluppato con il Navify Tumor Board (tool per il supporto decisionale) evidenzia nei fatti un risparmio di oltre la metà del tempo necessario per la condivisione di queste informazioni. E non solo, a tendere consentirà anche di poter accedere velocemente ai materiali scientifici (studi, trial…) più aggiornati e rilevanti ai fini dell’individuazione del miglior percorso terapeutico per lo specifico paziente, cosa fondamentale in un’epoca in cui la digitalizzazione stessa ha incrementato in modo esponenziale l’accesso al numero di fonti di conoscenza da cui attingere informazioni preziose.

La trasformazione digitale in atto nel settore sanità deve essere affrontata coinvolgendo tutti gli attori: istituzioni pubbliche, private, vendor di tecnologia, partner, aziende farmaceutiche… Una pletora complessa. Come supportate questo dialogo costruttivo? Con quali azioni?

“La Trasformazione Digitale è innanzitutto una trasformazione; potrebbe sembrare dissonante, ma il fatto che sia digitale è una questione quasi secondaria.

E in tutte le trasformazioni, la gestione del fattore di cambiamento è la prima chiave di successo. Immaginiamo, per esempio, di introdurre un’innovazione “disruptive” in un qualunque ambito della catena di erogazione del servizio, senza supportare il percorso delle persone che vi dovranno interagire: anche nel migliore dei casi ci sarà molto probabilmente un rifiuto e quasi sicuramente una grande difficolta nell’utilizzo della stessa.

Per questo motivo il nostro approccio non è centrato sulla tecnologia ma sulla persona e sul processo. Il nostro scopo ultimo è quello di favorire al massimo i pazienti e per farlo dobbiamo mettere nelle migliori condizioni possibili gli operatori del settore della sanità offrendo loro non dei software, non delle funzionalità, ma dei servizi.

E per servizi noi intendiamo qualcosa che soddisfi delle esigenze, guardando al processo e a come sia possibile migliorarlo.

Su questo presupposto si basa la missione dei nostri colleghi di Roche Healthcare Consulting, i quali, con un approccio condiviso, supportano gli enti e le istituzioni nel processo di miglioramento delle proprie organizzazioni.

Siamo consapevoli poi che ricopriamo un ruolo centrale ma non esaustivo nella continua ricerca ed evoluzione delle tecnologie; per questo, oltre ad investire significativamente in attività di sviluppo all’interno del Gruppo, siamo costantemente in ascolto rispetto a ciò che avviene all’esterno, rimanendo molto attivi nella costituzione di partnership con aziende innovative.

Questo comporta un approccio agile, accompagnato dalla volontà di mettersi in gioco, di pensare fuori dagli schemi, di sperimentare e di “vivere” l’eventuale errore come occasione di apprendimento”.

Il mondo farmaceutico ha un ruolo di primo piano nello sviluppo di soluzioni innovative per migliorare la vita delle persone. Quali sono i servizi che proponete e quali le peculiarità della vostra offerta?

“Una convergenza senza precedenti di conoscenze mediche, tecnologia, scienza dei dati, biologia e genetica stanno rivoluzionando il settore salute. Un esempio è l’oncologia, in cui si sta passando da un approccio terapeutico unico e comune per tutti i pazienti a terapie mirate a specifici sotto gruppi di individui, fino alla singola terapia per la singola persona. In questo contesto, Roche si trova in una posizione unica, grazie all’expertise maturata sia in ambito farmaceutico che diagnostico e alla sinergia derivata dall’avere entrambe le competenze riunite sotto un unico “tetto”, che ci permette di coprire l’intera catena della salute, dalla prevenzione, alla diagnosi molecolare fino alla terapia e al monitoraggio conseguente, supportate dalla capacita di gestione dei dati.

Un esempio di quanto appena menzionato può essere Roche FoundationOne CDx, un servizio innovativo di ampia profilazione genomica in grado di identificare le alterazioni genomiche della crescita tumorale. È disponibile anche FoundationOne Liquid, un servizio che permette attraverso la biopsia liquida, effettuata su un campione di plasma, di ottenere un quadro dettagliato delle caratteristiche di una cellula tumorale e di identificare l’opzione terapeutica mirata al profilo genomico del paziente.

Ma una diagnosi precisa non può prescindere oggi da una gestione efficiente e integrata delle informazioni: i nostri strumenti diagnostici sono ormai interamente connessi ed in grado di raccogliere misure che permettono una forma preventiva e predittiva di maintenance, di consentire aggiornamenti ed interventi da remoto, di digitalizzare processi interamente manuali (come la colorazione dei tessuti nelle anatomie patologiche o la configurazione dei flussi dei campioni dalla raccolta alla conservazione in frigorifero).

L’innovazione digitale ci ha inoltre consentito di poter rendere più efficace e tempestiva l’interazione tra noi ed i nostri clienti, tramite la proposta di mobile app e web site dedicati, ad integrazione dei tradizionali canali di assistenza.

A queste soluzioni infine si aggiunge la nostra offerta puramente digitale veicolata con il brand “Navify” e tramite la nostra partnership con GE“.

Guardando ai prossimi anni, qual è la strategia della vostra azienda per accelerare la svolta decisiva verso una sanità sempre più digitale e di valore, rispondente cioè ai paradigmi della Value Based Healthcare?

“Sicuramente le innovazioni in campo digitale alimenteranno in modo importante l’impegno di Roche nello sviluppo di soluzioni volte a supportare significativamente l’identificazione dei percorsi terapeutici più appropriati per i singoli pazienti, che massimizzando l’efficacia delle cure, portino ad un’ottimizzazione delle risorse economiche.

Il tutto, continuando ad ascoltare attivamente e a dialogare con pazienti, professionisti sanitari e istituzioni, consapevoli del fatto che una Sanità di valore sostenibile nel tempo non può prescindere da un coinvolgimento attivo di tutti gli interlocutori chiave”.

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