La mobilità elettrica (e-mobility), rappresenta un pilastro strategico nel processo di transizione verso un’economia più sostenibile e a ridotto impatto ambientale e, negli ultimi anni, il settore ha assistito a un’evoluzione esponenziale, che non riguarda soltanto le autovetture elettriche, ma l’intero ecosistema dei trasporti. Dalle biciclette agli scooter elettrici, ai bus urbani, dai veicoli a quattro ruote a quelli commerciali, fino alle formule di micromobilità e persino alla logistica pesante: l’elettrificazione sta ridefinendo modelli di spostamento, le opportunità industriali e gli scenari di innovazione possibili.
Secondo il Global EV Outlook 2024 dell’International Energy Agency (IEA), la flotta mondiale di mezzi elettrici su strada (considerando non solo le autovetture, ma anche i veicoli commerciali, e quelli a due ruote) ha superato i 30 milioni di unità totali a metà del 2024. Questa cifra rappresenta una crescita superiore al 25% rispetto alla fine del 2023, a testimonianza della continua accelerazione dell’elettrificazione nei trasporti. La Cina guida il mercato in termini di volumi, soprattutto grazie alla diffusione di mezzi elettrici “leggeri” (scooter, moto, veicoli a tre ruote) e all’adozione massiccia di autobus elettrici nelle principali aree metropolitane; a ruota seguono l’Europa e il Nord America, dove tuttavia si registra un incremento più marcato nei segmenti dei veicoli commerciali leggeri e dei servizi di micromobilità condivisa. In riferimento alle stime di BloombergNEF (aggiornate a maggio 2024), a livello globale i mezzi elettrici costituiscono ormai oltre il 10% del parco circolante complessivo nei settori urbani e di trasporto leggero.

Il tasso di penetrazione varia sensibilmente a seconda delle regioni, ma il trend appare consolidato in tutti i continenti, compresa l’area del Sud-Est asiatico, dove il passaggio ai veicoli a batteria è particolarmente evidente nel trasporto a due o tre ruote. Da una parte, le aree urbane di molte città vedono già da anni una diffusione capillare di due ruote elettriche, con politiche pubbliche che favoriscono il divieto di circolazione di scooter a benzina nei centri abitati. Dall’altro, in Europa e Nord America il segmento dei veicoli commerciali leggeri (per le consegne dell’ultimo miglio, per esempio) sta spingendo la transizione, grazie a partnership tra corrieri internazionali, operatori energetici e governi locali. Parallelamente, alcuni poli industriali anche in Europa concentrano le risorse sulla progettazione di camion elettrici di gamma media e pesante, nonché sull’evoluzione di navi e traghetti a propulsione ibrida o completamente elettrica. Tali progetti sono considerati essenziali per abbattere l’inquinamento sui corridoi commerciali e nelle aree portuali, storicamente soggette a livelli elevati di emissioni.
Lo scenario in Europa…
L’Europa è tra le regioni più attive nella definizione di obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni climalteranti. Il Green Deal europeo punta alla neutralità climatica entro il 2050, e il settore dei trasporti – responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra dell’UE – riveste un ruolo cruciale. Per favorire la diffusione dell’e-mobility, la Commissione Europea e gli Stati membri hanno varato piani d’incentivazione all’acquisto, progetti di cofinanziamento per le infrastrutture di ricarica e normative che limitano progressivamente la circolazione dei veicoli a combustione interna, specialmente nelle aree urbane. I dati raccolti dall’European Alternative Fuels Observatory (EAFO), dicono che a metà 2024 il parco circolante di veicoli elettrici (auto, furgoni, bus e moto) nell’UE ha superato la soglia di 10 milioni di unità. Tale cifra comprende sia veicoli completamente elettrici a batteria (BEV), sia mezzi ibridi plug-in (PHEV) e una quota crescente di moto e scooter elettrici registrati nel database europeo. La diffusione è più accentuata nei Paesi del Nord e in alcuni stati come Paesi Bassi e Germania. È in aumento però anche la quota di bus elettrici acquistati dalle aziende di trasporto pubblico locale, spesso sostenute da fondi comunitari. Nel settore delle consegne a domicilio, e i grandi operatori logistici stanno via via sostituendo i vecchi van diesel con mezzi elettrici, soprattutto nei centri città e nelle zone a traffico limitato.
…e in Italia
In Italia, la crescita della mobilità elettrica si è concentrata inizialmente sul comparto automobilistico, ma negli ultimi due anni si sono registrati segnali positivi anche negli altri segmenti. Secondo i dati di Motus-E, a metà 2024 il Paese conta circa 350.000 veicoli elettrici circolanti (includendo auto, van, moto e scooter), un numero ancora contenuto in proporzione al totale, ma in costante ascesa. Sono le aree metropolitane del Nord (Milano, Torino, Bologna) e alcune città del Centro-Sud (Roma, Napoli) a trainare la domanda, in parte grazie a iniziative pubbliche di incentivo all’acquisto di mezzi a zero emissioni e alla nascita di numerosi servizi di sharing elettrico. Sul fronte del trasporto pubblico locale, inoltre, alcune municipalizzate hanno avviato programmi di acquisto di bus elettrici, sebbene la loro introduzione proceda a ritmo variabile a seconda della disponibilità di fondi e della complessità delle infrastrutture di ricarica. Tra le principali sfide per l’Italia rientrano la disponibilità e l’affidabilità delle infrastrutture di ricarica. Mentre nel Nord e in alcune grandi città del Centro l’offerta di colonnine pubbliche è migliorata, restano lacune in diverse province e nelle aree rurali.

Un altro nodo cruciale è la formazione professionale: la domanda di tecnici, ingegneri e installatori specializzati in mobilità elettrica è in crescita, ma il sistema formativo fatica a tenere il passo. Allo stesso tempo, l’Italia può contare su un tessuto industriale solido, con distretti specializzati nella produzione di componenti automotive, elettronica di potenza e macchine utensili, oltre che su competenze nel settore Ict che favoriscono la nascita di soluzioni software e piattaforme di gestione. Partnership e progetti di ricerca con università e centri di innovazione possono accelerare lo sviluppo di tecnologie chiave, come quelle relative a nuove chimiche di batteria o sistemi di gestione avanzati (Vehicle-to-Grid, reti di ricarica intelligente, ecc.).
Le tecnologie abilitanti
La chimica delle batterie è il cuore pulsante della mobilità elettrica, ma non l’unico fattore determinante. Negli ultimi anni, la densità energetica media delle celle agli ioni di litio è cresciuta in modo significativo, mentre i costi per kWh continuano a diminuire grazie alle economie di scala e alle innovazioni nei processi produttivi. Nel 2024, la ricerca guarda con attenzione allo sviluppo di batterie allo stato solido (solid-state) e ad altre alternative (litio-zolfo, sodio-ion), che potrebbero garantire maggiore sicurezza, una durata più lunga e prestazioni elevate. Parallelamente, si studiano soluzioni per ridurre la dipendenza da materie prime critiche (come cobalto e nichel), sia attraverso l’impiego di catodi a basso contenuto di metalli preziosi, sia con programmi di riciclo avanzati capaci di recuperare la maggior parte dei componenti e reimmetterli nel ciclo produttivo.
Insieme alle batterie, anche la disponibilità di colonnine pubbliche e private è un fattore decisivo per la crescita dell’e-mobility. In Europa si osserva un progressivo aumento delle stazioni di ricarica ultrarapida in corrente continua (fino a 350 kW), indispensabili per i lunghi tragitti e per la ricarica rapida di veicoli commerciali, mentre l’integrazione con sistemi di accumulo energetico e con impianti fotovoltaici – sempre più diffusa – permette di ottimizzare i costi e l’impatto sulla rete. In prospettiva, le reti intelligenti (smart grid) e i protocolli di comunicazione tra veicolo e colonnina (ISO 15118) consentiranno soluzioni come il “plug & charge”, dove il veicolo si autentica automaticamente alla colonnina senza bisogno di tessere o app.
Insieme alle tecnologie “di base” tuttavia è evidente anche quanto l’ascesa della mobilità elettrica sia strettamente legata alla digitalizzazione e all’uso di piattaforme avanzate di gestione dei dati. Soluzioni di “smart charging” modulano la potenza di ricarica in base ai picchi di domanda, evitando sovraccarichi sulla rete elettrica. Le app per smartphone offrono una mappa dei punti di ricarica disponibili, permettono la prenotazione delle colonnine e talvolta suggeriscono il percorso più efficiente per minimizzare i tempi di sosta. Inoltre, la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G) consente di “restituire” energia dalla batteria del veicolo alla rete, contribuendo a stabilizzare l’offerta energetica soprattutto nelle ore di punta. Sebbene ancora in fase di diffusione su larga scala, il V2G potrebbe rappresentare un futuro paradigma in cui milioni di veicoli elettrici funzionano come buffer energetici, fornendo servizi di bilanciamento e riducendo la necessità di centrali di riserva.
L’importanza dell’AI nella filiera
In questo scenario l’intelligenza artificiale (AI) emerge come un fattore chiave per l’innovazione nella mobilità elettrica e, più in generale, nella filiera energetica. I possibili ambiti di applicazione includono previsione e ottimizzazione della domanda – algoritmi di machine learning analizzano i dati storici di traffico, meteo, festività e abitudini di ricarica per regolare l’erogazione di energia in tempo reale – ma anche manutenzione predittiva grazie ai sensori a bordo dei veicoli e delle colonnine che permettono di raccogliere dati sullo stato di salute delle batterie e dei componenti elettrici, allertando quando si riscontrano anomalie e riducendo guasti imprevisti. Inoltre le aziende di trasporto o logistica possono sfruttare software di routing intelligente, in grado di programmare soste di ricarica ottimali e percorsi a basso consumo. Ultimo, ma non ultimo, la sempre maggiore digitalizzazione dei veicoli rende necessaria l’adozione di sistemi di AI per monitorare in tempo reale la sicurezza delle comunicazioni e proteggere da eventuali attacchi informatici.
Tra i fornitori di soluzioni IT, per esempio, NTT DATA, sviluppa piattaforme di analisi dati specifiche per il settore e-mobility, integrando componenti di AI, IoT e gestione dell’energia. Lo scopo è fornire ai vari stakeholder (operatori di rete, gestori di flotte, amministrazioni pubbliche) gli strumenti per prendere decisioni informate in modo rapido e flessibile. Un aspetto cruciale è la standardizzazione dei protocolli di comunicazione, affinché i dati raccolti da diverse fonti possano essere aggregati in un unico “cervello” digitale.
Modelli di business e servizi innovativi
La crescita dell’e-mobility sta favorendo anche la diffusione di modelli di business incentrati sulla condivisione e sui servizi digitali. Il concetto di Mobility as a Service (MaaS), per esempio, punta a integrare diverse soluzioni di trasporto (pubblico, sharing, micromobilità) in un’unica piattaforma, semplificando l’accesso all’utente finale. In questo contesto, i veicoli elettrici occupano un ruolo privilegiato, essendo più compatibili con le normative ambientali urbane e rispondendo alle aspettative di una clientela attenta all’ecologia. E non mancano già sul mercato esempi di come la mobilità elettrica si possa integrare in un ecosistema di servizi cloud-based, con opzioni di prenotazione, pagamento e gestione delle flotte da remoto. Un altro modello di servizio in rapida ascesa è il Charging as a Service (CaaS) per cui aziende specializzate installano e gestiscono colonnine di ricarica per conto di amministrazioni, privati o operatori commerciali (hotel, centri commerciali, parcheggi), offrendo pacchetti “chiavi in mano” che includono manutenzione, monitoraggio e servizi a valore aggiunto. L’utente finale paga solo l’energia consumata, spesso attraverso app o soluzioni di pagamento integrate.
Le sfide per la sostenibilità
La mobilità elettrica è spesso definita “a zero emissioni allo scarico”, ma per un quadro completo occorre considerare l’intero ciclo di vita dei veicoli e delle infrastrutture. L’impatto ambientale varia in base alla provenienza dell’energia elettrica (mix di fonti rinnovabili vs. fonti fossili) e ai processi di estrazione delle materie prime per le batterie (litio, cobalto, nichel). Per questo negli ultimi anni, si è accentuata l’attenzione verso la circolarità volta al recupero dei materiali preziosi e a limitare lo smaltimento in discarica. Alcune normative europee già impongono ai produttori di garantire un tasso di riciclo minimo, spingendo così l’intera filiera verso soluzioni di eco-design e processi di riutilizzo. Ma se si estende solo di un poco l’orizzonte è facile intuire come anche la pianificazione urbanistica e i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (Pums), che integrano trasporto pubblico, micromobilità, ciclabilità e pedonalità, possano offrire un evidente contributo alla riduzione degli sprechi di risorse, con l’introduzione di aree pedonali e zone a bassa emissione, affiancata dalla realizzazione di piste ciclabili e di parcheggi di interscambio, per favorire l’utilizzo dei veicoli elettrici (soprattutto leggeri e condivisi) in un contesto più ampio di mobilità multimodale.
Con la diffusione di un numero sempre maggiore di mezzi elettrici nel tempo la gestione del carico sulla rete diventerà prioritaria. Da un lato, gli operatori di rete devono assicurare che i picchi di domanda non superino la capacità di distribuzione; dall’altro, gli utenti finali possono beneficiare di tariffe agevolate o dinamiche, che incentivano la ricarica nelle fasce orarie di minor carico. In questa direzione le smart grid rendono possibile l’invio di segnali di prezzo in tempo reale ai veicoli, modulando la potenza assorbita e persino attivando la modalità V2G, dove tecnicamente supportata. Questo approccio trasforma il parco di veicoli elettrici in una riserva energetica distribuita, contribuendo alla stabilità del sistema e facilitando l’integrazione di fonti rinnovabili intermittenti come solare ed eolico.
E-mobility uno scenario in evoluzione
A fronte di uno scenario ancora in veloce evoluzione è facile intuire poi come l’e-mobility richieda competenze nuove e trasversali. Dall’ingegneria elettrica ed elettronica, per la progettazione e la manutenzione dei veicoli, all’Ict per lo sviluppo di app e piattaforme di gestione e valorizzazione di dati e risorse, fino al marketing e alla comunicazione dedicata ai servizi “green”. È essenziale rafforzare i percorsi formativi, ma anche avviare corsi di aggiornamento per i professionisti già attivi nel settore automotive tradizionale, che rischiano di perdere competitività in assenza di una riqualificazione. Infatti, la propulsione elettrica sta andando oltre il contesto stradale per entrare in quello navale, sebbene con sfide tecniche rilevanti. Traghetti e battelli elettrici sono stati introdotti con successo in alcune regioni scandinave, sfruttando la disponibilità di infrastrutture di ricarica nei porti. In Italia, si sperimentano soluzioni ibride su barche turistiche nei laghi e in alcune aree lagunari protette con l’obiettivo è abbattere le emissioni e il rumore, preservando ecosistemi fragili e rendendo più sostenibili i collegamenti a breve raggio. Nel settore aereo, invece la limitata densità energetica delle attuali batterie rende ancora complessa l’elettrificazione su vasta scala. Tuttavia, si moltiplicano i progetti di velivoli regionali ibridi o full-electric, destinati a rotte brevi (fino a poche centinaia di chilometri). Parallelamente, i prototipi di eVtol (droni taxi elettrici a decollo e atterraggio verticale) sono in fase di test in varie parti del mondo, con l’idea di rivoluzionare il trasporto urbano in un futuro più lontano.
In tutti questi contesti NTT DATA si pone sempre come partner delle aziende che operano nell’ecosistema della mobilità elettrica e sostenibile con un portafoglio di soluzioni innovative per gestire da una parte infrastrutture di ricarica interconnessa, integrata e aperta, ma anche nell’abilitare servizi di elettro-mobilità tramite lo sviluppo di sistemi evoluti di trasporto urbano intermodale e integrato per fare sistema e accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica, attraverso una proposta integrata in grado di mettere a valore le risorse e le esigenze di tutti gli attori della filiera.
*Nazario Martino, Head of Energy & Utilities Sector at NTT DATA Italia
Per saperne di più scarica il white paper: Syntphony EV Charging, la piattaforma per la ricarica dei veicoli elettrici
Leggi tutti gli approfondimenti della room Energy & Utilities: trend e sfide per il futuro by NTT DATA
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