Industria e politica si sono interrogate la scorsa settimana sul livello di competitività dell’Unione europea, per rafforzarla in un contesto geopolitico complicato e competitivo. Dettando le tappe future necessarie (seppure incerte) per “rilanciare la competitività europea”. Punti esposti dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in più occasioni: davanti al parlamento europeo a Strasburgo (11 febbraio), al vertice dell’industria di Anversa (11 febbraio) e nel corso del ritiro informale ad Alden Biesen, in Belgio (12 febbraio). “Un’Europa competitiva può essere solo un’Europa indipendente. Oggi le dipendenze rischiano di diventare strumenti di coercizione, dobbiamo quindi eliminare i colli di bottiglia nelle nostre catene del valore più strategiche. Possiamo farlo aumentando la produzione in Europa e ampliando la nostra rete di partner affidabili”.
Le proposte sul tavolo vanno nella direzione di semplificare la normativa, accelerare lo sviluppo e la trasformazione di aziende europee, startup, in una logica di mercato unico (non una novità certo, ma non rimandabile a oltranza).
Con due stimoli che pungolano le decisioni.
1 – Il concetto di competitività è strettamente legato alla prosperità e alla solidità economica ma anche alla sicurezza e alla stabilità delle nostre democrazie.
2 – Il concetto di competitività porta con sé un senso di urgenza nel trovare una via europea che semplifichi e armonizzi le regole all’interno del mercato unico ed eviti barriere dettate a livello nazionale. Richiedendo “una profonda opera di pulizia normativa”.
Spiega von der Leyen: “Il Fondo monetario internazionale afferma che le barriere tra Stati all’interno della nostra Unione sono tre volte superiori a quelle tra Stati negli Stati Uniti. Come possiamo allora competere ad armi pari? Abbiamo la seconda economia più grande del mondo, ma la stiamo guidando con il freno a mano tirato. La buona notizia è che si può rimediare. Ma serve un’attenzione totale al mercato unico. Dobbiamo abbattere le barriere una per una” precisa la presidente al Parlamento.
Guardiamo le due proposte che vanno in questa direzione: EU Inc (28º regime) per registrare facilmente online una nuova società in qualsiasi Stato e One Market Act per dare vita a un mercato unico che sappia muoversi in modo coeso, valorizzando anche gli investimenti per le transizioni industriali degli ultimi anni (cresciuti da 52 miliardi di euro nel 2024 a 115 miliardi di euro nel 2025).
Primo impegno, EU Inc
EU Inc, all’interno delle norme del 28º regime, permetterà agli imprenditori di registrare una società in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, con una procedura totalmente online, rientrando in una nuova forma giuridica paneuropea parallela a quelle locali dei 27 stati membri (da qui il 28° regime, normato da un nuovo statuto europeo). Una semplificazione burocratica con conseguente riduzione degli onori amministrativi e dei costi, permettendo alle startup di velocizzare la raccolta di capitali per scalare, quel salto dalla fase iniziale che le aziende europee faticano a farsi finanziare nonostante il loro valore e le loro competenze. “EU Inc sarà un insieme unico e semplice di regole applicabile senza soluzione di continuità in tutta l’Unione, così che le imprese possano operare molto più facilmente tra gli Stati membri – precisa von der Leyen -. EU Inc faciliterà l’accesso ai finanziamenti nelle fasi di startup e scaleup. Consentirà operazioni transfrontaliere senza ostacoli e permetterà una chiusura rapida se un’azienda fallisce. Questa è la velocità di cui abbiamo bisogno per una Europa semplice”.
Una semplificazione che si affiancherà lato pubblica amministrazione anche a un percorso per snellire gli appalti pubblici con il prossimo Industrial Accelerator Act finalizzato a stimolare la domanda di prodotti europei.
Secondo impegno, One Market Act
Già a marzo la commissione europea vorrebbe presentare il One Market Act, una tabella di marcia per creare Una Europa, Un mercato. “One Europe, One Market è la nostra ambizione e vogliamo arrivarci entro la fine del 2028”, precisa von der Leyen con l’impegno ad adottare già alcune proposte chiave entro il 2027 “perché il tempo è essenziale”.
Concorrono al mercato unico tre rafforzamenti fondamentali: un rafforzamento sul piano finanziario con l’Unione del risparmio e degli investimenti che andrebbero a mobilitare fino a 470 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi. “Prendiamo di nuovo l’esempio degli Stati Uniti: un unico sistema finanziario, un unico mercato dei capitali e pochi altri centri finanziari. Qui in Europa non abbiamo 27 sistemi finanziari diversi, ciascuno con il proprio supervisore. Abbiamo anche più di 300 sedi di negoziazione in tutta l’Unione. È una frammentazione estrema. Abbiamo bisogno di un grande mercato dei capitali, profondo e liquido. Questo è l’obiettivo dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Abbiamo presentato proposte sull’integrazione dei mercati e sulla supervisione, facciamolo entro quest’anno”.
Un rafforzamento sul piano energetico, con la costruzione di una vera strategia che dia vita a una Unione dell’energia (attraverso Grids Package e European Energy Highways) che possa accelerare la transizione energetica pulita. “Decarbonizzazione e competitività vanno di pari passo – dettaglia la presidente -. Nel 2025 il prezzo medio del gas in Europa era di 100 euro per MWh, rispetto a soli 34 euro per MWh per le rinnovabili e tra 50 e 60 euro per MWh per l’energia nucleare”.
Un rafforzamento della sovranità tecnologica europea e dell’agenda digitale per spronare mercato e cooperazione su AI, cloud computing, semiconduttori, connettività (Digital Networks Act). L’ambito che noi osserviamo con attenzione.
Ora – EU Inc e One Market Act – richiedono ancora molto lavoro ma le discussioni già avviate confermano la prossima messa in cantiere. Il senso di urgenza non dovrebbe essere disatteso.
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