Andrea Bianchi, responsabile dell’Area Politiche Industriali di Confindustria, è stato tra i keynote speaker dell’evento di presentazione dei risultati dello studio “Il Settore IT in Italia – Cambiamenti strutturali, opportunità e sfide”. Con lui ho approfondito il tema dei Digital Innovation Hub evidenziandone funzioni e ruolo, modello di business, prime attività e prossimi passi, all’interno dello Speciale “Aziende IT in Italia 2017”.

“Sono in Confindustria dal 2013 e sono il responsabile dell’Area Politiche industriali. Si tratta di un’area molto vasta in cui convergono tanti temi e in cui sviluppiamo policy per consentire alle imprese di agganciare i nuovi driver della crescita”.
In particolare, nell’area ci sono tre anime:

  • Industria e Innovazione;
  • Energia, Ambiente e Sviluppo sostenibile;
  • Infrastrutture, Logistica e Trasporti.

A queste si aggiungono le Reti d’Impresa, che completano il quadro degli strumenti per lo sviluppo delle PMI. Affrontiamo quindi temi molto attuali e strategici per il sistema industriale e, come ho raccontato durante il convegno del 4 dicembre scorso, in questi mesi stiamo dedicando molte energie allo sviluppo di Industria 4.0, non solo promuovendo gli strumenti agevolativi previsti dal Piano Nazionale, ma soprattutto lavorando al progetto di Confindustria per la creazione della nostra rete di Digital Innovation Hub.

Andrea Bianchi, responsabile dell’Area Politiche Industriali di Confindustria
Andrea Bianchi, responsabile dell’Area Politiche Industriali di Confindustria

Durante l’evento ha avuto modo di descrivere alla platea la funzione ed il ruolo dei Digital Innovation Hub (DIH) di Confindustria; ci può riassumere brevemente la loro mission? Quanti sono ad oggi?
Nella visione di Confindustria, i DIH hanno la funzione di stimolare la domanda di innovazione da parte delle imprese e rappresentano la loro “porta di accesso” al mondo di Industria 4.0. Una caratteristica importante da sottolineare è che i DIH si rivolgono a tutte le imprese e non solo a quelle associate al sistema Confindustria. L’idea, infatti, è di sviluppare un progetto per il Paese e i DIH si candidano a svolgere il ruolo di canale di collegamento tra i tanti soggetti che sul territorio offrono innovazione a tutte le imprese. È un progetto su cui stiamo lavorando dall’autunno del 2016 in stretta collaborazione con il sistema associativo.

Abbiamo elaborato specifiche Linee Guida, per assicurare omogeneità di impostazione e un livello standard di servizi offerti su tutto il territorio nazionale.
Abbiamo costituito un “Coordinamento Nazionale” dei nostri DIH con l’obiettivo di creare una vera rete per l’innovazione e per il trasferimento tecnologico e, ora che questi si stanno strutturando, abbiamo costituito anche un “DIH Executive Team”, in cui i responsabili dei DIH si confrontano e condividono le best practices che stanno attuando sui loro territori.
Per noi è una partita importante, è l’occasione per dotare il paese di una rete per l’Innovazione e con soddisfazione possiamo affermare che il sistema associativo di Confindustria ha accolto la sfida e ha risposto con interesse.

A oggi sono circa 20 le iniziative avviate: gran parte dei DIH sono già operativi, altri si stanno strutturando ed entro le prossime settimane contiamo di presentare la rete completa dei DIH di Confindustria.

Come operano i Digital Innovation Hub? In dettaglio, qual è il modello di business e quale la Governance?
I DIH rappresentano un’infrastruttura completamente nuova che vuole essere uno snodo centrale tra le esigenze delle piccole imprese e l’offerta di Tecnologia, Consulenza e Finanza.

In coerenza con questa impostazione, i DIH che si stanno sviluppando sul territorio sono nuovi soggetti giuridici, promossi dal sistema confindustriale ma partecipati anche da Università, Centri di Competenza e grandi soggetti industriali. Nelle nostre linee guida abbiamo voluto definire il perimetro delle attività che i DIH devono svolgere, lasciando piena autonomia nel delineare il proprio modello di business sulla base delle esigenze e delle caratteristiche dei singoli territori. In quest’ottica, la scelta della forma giuridica deve rispondere all’esigenza di assicurare al Sistema Confindustria la governance del DIH, mantenendo però una struttura aperta e flessibile, che nel tempo possa ampliarsi per coinvolgere il maggior numero di attori privati e pubblici interessati.

Con riferimento al ruolo che devono svolgere, i DIH hanno l’obiettivo di stimolare la domanda di Innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI, aumentando il loro livello di informazione e consapevolezza sulle opportunità e i rischi della nuova rivoluzione industriale e orientandole verso l’offerta pubblica e privata di servizi e tecnologie. Uno strumento molto importante a disposizione dei DIH è un test per la valutazione del livello di maturità digitale delle imprese, realizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con Assoconsult, che consente di analizzare i processi aziendali, valutare se e come integrare nel processo produttivo le tecnologie digitali e quindi avviare progetti di trasformazione in chiave 4.0.

Ad oggi quali sono le principali azioni realizzate dalla rete dei Digital Innovation Hub di Confindustria?
La rete dei DIH di Confindustria è in fase di start up. Alcuni DIH sono già operativi da mesi, altri si sono costituiti da poche settimane e stanno programmando il lavoro da fare, fissando obiettivi e attività da svolgere nell’immediato. L’accompagnamento delle imprese nella valutazione della propria maturità digitale attraverso lo strumento di assessment che ho citato in precedenza è sicuramente l’attività più importante che i DIH stanno svolgendo e che consente alle imprese di conoscerli. In questa fase, una priorità dei DIH è mappare l’ecosistema dell’Innovazione presente su tutto il territorio nazionale da mettere a disposizione non solo delle imprese presenti sul territorio di riferimento, ma anche dell’intero network. Il vero valore aggiunto dei DIH del progetto di Confindustria, infatti, è proprio la condivisione di conoscenze e di informazioni sull’offerta di innovazione presente su tutto il territorio nazionale. A tendere, inoltre, i DIH italiani dovranno creare dei collegamenti anche con i DIH europei proprio per facilitare quanto più possibile i percorsi di innovazione delle PMI. Per questo, proprio in questi giorni, ci stiamo occupando della loro registrazione nel catalogo europeo dei DIH, in modo da rendere visibile il lavoro che stiamo portando avanti anche in Italia.

Per facilitare la creazione della rete e dello scambio di informazioni, Confindustria ha costruito un sito Internet dedicato al progetto Industria 4.0, a cui si può accedere attraverso la homepage di Confindustria.

In questa sezione del sito è presente uno spazio dedicato ai DIH: al momento è possibile trovare i riferimenti dei DIH che si sono costituiti e vengono comunicate le attività di formazione programmate; a tendere, il sito diventerà uno spazio in cui i DIH potranno dialogare e condividere le best practices.

Se volete approfondire, leggete tutti gli articoli dello Speciale “Aziende IT in Italia 2017”.

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